Settembre: Lavori nel frutteto, raccolta, innesti e lotta alle malattie

In questo mese ci sarà molto da fare nel frutteto, molte specie da frutto giungeranno a maturazione e a seconda delle varietà coltivate e delle varie zone della penisola continueranno a maturare i frutti che hanno già prodotto un raccolto nel mese precedente di agosto.

Nelle zone in cui l’estate è molto lunga settembre è un mese in cui c’è ancora la necessità di irrigare le piante. È possibile effettuare varie operazioni tra cui l’irrigazione delle piante, gli innesti e le immancabili operazioni di osservazione, prevenzione e lotta alle malattie e ai parassiti più diffusi per le piante da frutto.

In questa guida verranno illustrati tutti i lavori che è possibile fare nel frutteto nel mese di settembre con un occhio alle tecniche che è possibile applicare per migliorare il raccolto, aumentarne il periodo di conservazione e fornire alle piante tutto ciò di cui hanno bisogno per vegetare e svilupparsi al meglio.

Messa a dimora di nuove piante

In questo mese non si effettua l’impianto di nuovi fruttiferi è possibile però preparare il terreno per i mesi successivi in modo che le piante possano trovare un terreno più adatto possibile alle loro esigenze.

Al riguardo fare riferimento alle esigenze delle singole colture, sono disponibili le schede di coltivazione delle singole piante da frutto nella sezione frutta del sito.

Per avere un idea di base su come preparare il terreno si può fare riferimento alla guida su come lavorare il terreno prima della semina.

Nella fase di lavorazione del terreno può essere necessario a seconda dei casi apportare un certo quantitativo di sostanza organica. In questi casi si può utilizzare del letame utilizzando circa 350 kg ogni 100 metri quadri di terreno.

Nel mese di settembre è possibile anche preparare il terreno per l’impianto di un nuovo castagneto.  La scelta della prima lavorazione va fatta a seconda del tipo di terreno con cui si ha a che fare, per i terreni compatti è meglio un aratura, per i terreni più sciolti si può praticare una ripuntatura. Come per le altre colture si effettuerà un attenta valutazione del suolo, il terreno più adatto deve avere un pH compreso tra 5,5 e 6,8 quindi subacido. Ogni 10 m2 di terreno si apportano dai 40 ai 50 kg di letame maturo possibilmente di origine bovina, 400-500 g di solfato di potassio e in aggiunta 600-700g di perfosfato minerale da distribuire sulla superficie del terreno.

La raccolta

In questo periodo continua la maturazione di alcune varietà di frutta di cui è già iniziata la raccolta nei mesi precedenti, tra questi ad esempio alcune varietà di melo e di pero. La raccolta scalare di alcune specie come i frutti di bosco terrà impegnati gli appassionati e i produttori anche per questo mese almeno per quanta riguarda il rovo senza spine e il rovo selvatico. Vediamo quali sono i frutti che possono essere raccolti in questo mese:

  • Melo, Fuji, Golden Delicious, Morgenduft
  • Pero, Abate fetel, Kaiser, Decana
  • Castagno, ibridi euro-giapponesi (Marsol, Marval, Precoce Migoule), castagno europeo (Belle epine, Bracalla, Della Madonna)
  • Olivo, varietà precoci e olive da tavola
  • Mandorlo, Falsa Barese, Genco
  • Pesco, summer lady, Calred, Maria delizia, Tardivo Giuliani
  • Fico
  • Giuggiolo
  • Nettarina, Fairlane, California, Silver Moon, Silver star, Lady Erica
  • Susino
  • Noce
  • Nocciolo
  • Arancio Navelina
  • Limone interdonato
  • Kaki
  • Mandarino alcune varietà

La fase di maturazione per le diverse piante è cadenzata quasi puntualmente durante le varie annate. Ci possono essere delle variazioni causate soprattutto dalle condizioni meteorologiche oppure da interventi di potatura errati (eccessive potature), ma anche problemi legati a malattie o parassiti.

Come regola generale soprattutto per quelle piante da frutto che necessitano di più interventi di raccolta avendo una maturazione scalare dei frutti è necessario tenere presente che tra un raccolto e l’altro in caso di pioggia bisogna attendere che le piante siano completamente asciutte, questo permetterà di conservare al meglio i frutti. Nel caso di improvvise grandinate i frutti più resistenti non necessitano di particolari interventi, si dovrà invece prestare attenzione a quei frutti dotati di polpa e buccia morbide che potrebbero venire danneggiati maggiormente da episodi di grandine. Per questi è bene effettuare una raccolta di quelli danneggiati, evitando il diffondersi di malattie fungine che potrebbero attaccare anche i frutti sani.

Diversamente dai mesi più caldi di luglio e agosto in questo periodo non ci sono particolari precauzioni da mettere in atto per quanto riguarda il momento migliore per la raccolta. Evitare comunque le ore comprese tra le 12 e le 14 poiché in alcune regioni si possono avere ancora picchi di caldo che possono essere pericolosi anche per le persone che lavorano in pieno campo.

Per chi ha poche piante la fase di conservazione probabilmente durerà molto poco, chi invece possiede parecchie piante dovrà necessariamente adibire dei locali che ospiteranno il raccolto per diverse settimane o mesi. Come indicazione generale si può dire che un locale destinato alla conservazione dei frutti deve avere una temperatura costante, non devono cioè esserci escursioni di temperatura troppo significative, deve essere asciutto l’umidità infatti può accelerare il processo di maturazione ma soprattutto favorire lo sviluppo di pericolosi funghi.

Un altra operazione che spesso viene dimenticata dai piccoli frutticoltori è quella del controllo delle derrate in magazzino. Anche se le piante sono conservate in un luogo protetto i parassiti (in particolare moscerini) possono attaccare i frutti e diffondere alcune malattie. Le sottili spore dei funghi possono raggiungere facilmente i locali e insediarsi sui frutti già malandati iniziando la loro riproduzione. È necessario quindi tenere d’occhio il raccolto scartando già dall’inizio per quanto possibile i frutti che presentano alterazioni o danni alla buccia.

Talvolta non è facile individuare quei piccoli danni esterni del frutto specialmente quando sono in prossimità del picciolo. È possibile comunque ridurre il rischio di marciumi selezionando bene il raccolto e raccogliendo i frutti quando sono perfettamente asciutti.

Potature

Le piante che possono essere potate in questo periodo sono diverse. Le operazioni di potatura sono importanti sia per il buon sviluppo della chioma, nelle piante giovani è necessaria per conferire una forma di base, sia per l’eliminazione di rami vecchi e/o malati, in più con questa pratica si riesce molto bene ad individuare eventuali parassiti presenti e a fare una prima analisi della presenza di malattie del legno ad esempio la diffusa e pericolosa “carie”.

Nel mese di settembre le piante da frutto che vanno potate sono le seguenti:

  • Ciliegio
  • Susino
  • Actinidia
  • Arancio
  • Limone
  • Pesco
  • Albicocco
  • Rovo senza spine (Rovo canadensis)
  • Nettarina

Per avere le informazioni dettagliate su come potare le piante da frutto rimandiamo alla sezione potatura che comprende un largo numero di specie, descrizioni dettagliate sulle operazioni di potatura di allevamento e potatura su piante in produzione.

Innesti

In questo mese è possibile praticare diversi innesti sulle piante da frutto poiché si trovano in condizioni ideali per ricevere il nesto e per il prelievo di marze. Le piante che possono essere innestate in questo periodo sono elencate nella seguente tabella in cui è indicata anche la tecnica più adatta per la singola pianta.

Fruttifero Tecnica di innesto
Melo gemma dormiente, scheggia
Pero gemma dormiente
Cotogno gemma dormiente
Albicocco gemma dormiente
Ciliegio gemma dormiente
Mandorlo gemma dormiente
Agrumi gemma dormiente
Pesco gemma dormiente
Susino gemma dormiente
 Vite maiorchina
Fico pezza
Kiwi Maiorchina
Noce pezza

Per maggiori dettagli su questa tecnica consigliamo la lettura della guida sugli innesti delle piante da frutto.

Trattamenti antiparassitari

La prevenzione e la lotta alle malattie è un punto cardine che determina la riuscita e la buona produzione delle colture in generale, per le piante da frutto ha un valore ancora più elevato poiché l’insediamento di alcune malattie possono determinare la distruzione dell’intera coltura e a volte la rimozione delle piante con una perdita economica non indifferente anche per il piccolo coltivatore.

Con questa premessa è bene ricordare di informarsi a fondo sulle possibile malattie che possono attaccare le proprie piante da frutto e di conseguenza mettere in atto un piano di difesa che inizia prima di tutto con l’attenta osservazione delle piante per una prima analisi visiva e poi con interventi atti a prevenire la diffusione del parassita o dell’agente patogeno.

Le piante che hanno bisogno di trattamenti nel mese di settembre sono:

  • Kaki
  • Albicocco
  • Pesco
  • Susino
  • Melo
  • Pero
  • Olivo
  • Kiwi
  • Tutte le specie di agrumi
  • Ciliegio

Gli interventi vanno sempre valutati e integrati in un piano di difesa che si estende per tutto l’arco dell’anno. Tutte le malattie e i parassiti hanno un ciclo di vita che varia ed è strettamente legato alle condizioni atmosferiche e di temperatura. Solo con l’osservazione è dunque possibile sapere con certezza con quali mezzi e se è realmente necessario intervenire.

In questo periodo continuano quindi gli interventi di prevenzione e lotta iniziati nei mesi precedenti.

Pomacee

Per le pomacee si deve intervenire con le esche per la conta dei parassiti. Il rodilegno giallo (Zeuzera pyrina) presente sul melo deve essere debellato con l’utilizzo di prodotti specifici non appena si supera la soglia minima di intervento.

Bisogna in questo periodo controllare la presenza di sintomi che possono riportare al colpo di fuoco batterico, in tal caso è necessario provvedere al taglio dei rami colpiti. Si dovranno poi disinfettare i tagli e gli utensili utilizzati per la potatura. Per la disinfezione delle piante si utilizza della poltiglia bordolose da applicare alla fine della raccolta dei frutti. I trattamenti vanno ripetuti nel caso di piogge improvvise dopo l’applicazione.

Anche il cancro batterico è una malattia pericolosa la cui presenza deve essere verificata annualmente tenendo conto anche delle segnalazioni sul territorio locale di eventuali focolai. Per la prevenzioni in genere si utilizzano delle vernici bianche a cui viene addizionata una certa quantità di ossicloruro di rame, la vernice viene poi applicata lungo i tronchi realizzando un vero e proprio strato protettivo.

Drupacee

Anche le piante di pesco e nettarina possono essere soggette a malattie durante questo mese. Nella tabella seguente i parassiti e le problematiche più diffuse con il relativo trattamento.

Malattia – Parassita Pianta colpita Cura
Moniliosi Pero, Pesco, Nettarina Trattamenti a base di prodotti rameici
Cidia Pesco, nettarina Bacillus thuringiensis var. kurstaki
Anarsia Pesco, Nettarina Triclorfon o Chitino-inibitori
Cydia molesta Pesco Bacillus thuringiensis var. kurstaki
Cydia funebrana Susino Esaflumuron
Cocciniglie Drupacee Olio bianco
Corineo (Coryneum beijerinkii)  Pesco, Albicocco, Susino Prodotti rameici
Bolla del pesco Pesco Prodotti rameici o difenoconazolo
Cimicetta del mandorlo (Monosteira
unicostata)
Mandorlo Piretro

Altre piante

Come per il mese precedente anche in questo periodo è necessario effettuare dei controlli e dei trattamenti per le piante di agrumi e per altre specie. Nella seguente tabelle le principali malattie con i rispettivi metodi di controllo.

Malattia – Parassita Pianta colpita Cura
Mosca mediterranea della frutta Agrumi Spinosad
Virus della tristeza Agrumi Trattamenti di prevenzione, in caso di infestazione estirpare le piante colpite.
Maculatura bruna degli agrumi Agrumi
Cicalina (Empoasca decedens) Agrumi poltiglia bordolese
Cocciniglia rossa Agrumi Olio bianco
Mosca fioccosa (Aleurothrixus floccosus) Agrumi Butocarboxim
Ragnetto rosso Agrumi Olio bianco
Cancro batterico Actinidia Eliminazione delle piante infette, metodi di prevenzione
Marciume della polpa (Gnomoniopsis pascoe) Castagno Eliminazione delle parti infette
Mosca delle olive Olivo Piretro
Camarosporium dalmaticum Olivo Spinosad
Occhio di pavone Olivo Ossicloruro di rame
Cercosporiosi Olivo lotta alla cercosporiosi
Mosca della frutta Cachi etofenprox-30
Gleosporiosi (Monostichella coryli) Nocciolo tiofanato metile
Cocciniglia del nocciolo Nocciolo Olio bianco
Oidio Nocciolo Ossicloruro di rame
Xanthomonas campestris Nocciolo Ossicloruro di rame

Altri lavori

Per quei frutteti in cui si è provveduto ad inerbire la superficie del terreno sarà necessario effettuare un taglio se non è stato fatto nei mesi precedenti, oppure dovrà essere fatto un nuovo taglio nel caso si abbia avuto una ricrescita. Il taglio dell’erba oltre ad essere necessario per non ostacolare lo sviluppo delle piante è anche un buon modo per apportare sostanza organica al terreno, dopo il taglio infatti lasciando i residui di sfalcio sulla superficie si avrà una decomposizione lenta che cederà un buon quantitativo di nutrienti alle radici dei fruttiferi.

Oltre a questo lo sfalcio dell’erba è utili anche per il contrasto di alcuni danni provocati da parassiti che nel loro ciclo vitale si spostano di pianta in pianta. In assenza di piante erbacee (anche infestanti) i parassiti possono essere subito individuati sui fruttiferi cosa che altrimenti risulterebbe più difficile.

Nei castagneti l’operazione è indispensabile poiché al momento della raccolta l’erba alta ostacolerebbe l’operazione i ricci infatti devono essere ben visibili all’operatore. Per questa operazione si può rastrellare l’erba dopo averla tagliata eliminando anche foglie e residui vegetali accumulati nel corso delle stagioni.

Per chi invece ha lasciato la superficie del terreno incolta è opportuno, se non lo si è già fatto nel mese precedente, provvedere alla lavorazione superficiale dello strato superficiale alla profondità massima di 10cm in modo da non danneggiare le radici e permettere al contempo un areazione e un miglior assorbimento di eventuali concimi.

Le piante su portainnesto debole devono ricevere attenzioni particolari durante la fase di maturazione e dopo la raccolta dei frutti. Se si procede con la rimozione manuale dei frutticini bisogna ricordare che è necessario dare anche un equilibrio al carico dei frutti. Alcune piante potrebbero bisogno di un sostegno, ciò è facile da capire poiché i rami sotto il peso dei frutti tendono a curvarsi di molto, in questi casi è bene provvedere alla dotazione di pali in legno esterni da rimuovere a fine raccolto.

Una particolare azione che si può svolgere nei confronti delle piante di agrumi è la somministrazione di fitoregolatori per programmare il periodo di raccolta. Questa pratica svolta nel momento dell’invaiatura dei frutti permette anche di prolungare il periodo di conservazione degli stessi con indubbi vantaggi sulla distribuzione. La somministrazione di fitoregolatori si effettua in prevalenza su Limoni e Arance.

Irrigazione

In questo periodo dell’anno non tutti i frutteti hanno bisogno di questa pratica, tuttavia bisogna considerare caso per caso e valutare attentamente le necessità. Alcune colture non devono essere irrigate poiché in questo periodo un intervento del genere spingerebbe le piante a produrre una forte vegetazione e ciò non sempre è una buona cosa. Altre piante invece possono aver bisogno di innaffiature ma queste possono essere evitate se si hanno diversi episodi di piogge dilazionati durante il mese.

Come al solito la pratica dell’irrigazione deve essere valutata attentamente per non incorrere in eccessi e non sottoporre le piante a stress che possono essere pericolosi per l’apparato radicale oltre che a portare danno ai frutti.

Gli interventi di irrigazione dovranno essere evitati per tutti i piccoli frutti come ribes e mirtillo, dovranno però essere innaffiati i rovi e i lamponi delle varietà bifere, poiché il mese di settembre rappresenta il punto culmine della maturazione e le piante mai come in questo periodo necessitano di una buona dotazione idrica del terreno.

Per quanto riguarda gli agrumi ci si concentrerà in particolar modo con le varietà di limoni e mandarini pronti per la raccolta, anche le altre tipologie di agrumi avranno bisogno di attenzioni e dovranno ricevere comunque innaffiature.

Concimazioni

Gli interventi di concimazione sono da considerare caso per caso, in genere in questo mese sono poche le piante che devono ricevere interventi di questo genere. Tra quelle che ne possono aver bisogno troviamo:

  • Pesco
  • Nettarina
  • Tutte le varietà di agrumi
  • Actinidia (clorosi ferrica)

Gli altri tipi di frutto devono già aver ricevuto uno o più interventi di concimazione durante l’anno.

Per il pesco e la nettarina si può effettuare una concimazione azotata a fine mese o al massimo rimandarla nella prima quindicina di ottobre. Si utilizzano circa 70g di solfato di ammonio-20 o al massimo 100 g per le piante molto sviluppate e cariche di frutti, per ogni singola pianta spargendo per bene sopra l’area delle radici.

Per gli agrumi è possibile effettuare una concimazione in questo mese nel caso si prevede una buona produzione. In questo caso si usa del concime animale in dosi di 40 kg minimo per pianta per gli esemplari molto produttivi le quantità possono salire fino a raddoppiare.

Per l’actinidia si può effettuare in settembre un apporto di chelati di ferro nel caso la pianta presenti i sintomi di carenza di ferro. Questi sintomi sono molto simili a quelli della ben nota clorosi ferrica della mimosa, di cui è presente una scheda descrittiva. La quantità di chelati di ferro da somministrare per pianta sono circa 30-40 g.

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