La realizzazione di un bonsai

Sicuramente per coltivare un bonsai non bisogna avere delle doti speciali, ma una buona creatività potrebbe di certo aiutare nell’impostazione iniziale e nelle successive modifiche all’albero.
I più curiosi e chi ha scelto di intraprendere quest’arte certamente non verrà scoraggiato da questa premessa, anzi sarà molto curioso di sapere da dove iniziare e cominciare ad effettuare perché no qualche prova.

Analizziamo dunque in dettaglio gli strumenti e tutti gli aspetti di base per cominciare da subito la realizzazione del nostro bonsai!

Gli strumenti

La strumentazione per un giardiniere è fondamentale, di conseguenza anche un bravo bonsaista avrà certamente con se una serie di attrezzi studiati e realizzati appositamente per la manutenzione e la realizzazione di un bonsai. Chi è alle prime armi può inizialmente fare a meno di acquistare alcuni attrezzi, altri invece sono sostituibili con alternative (pinze e leve), altri ancora dovranno essere acquistati perché fondamentali e insostituibili.

Le forbici

Le forbici per bonsai vengono impiegate per l’accorciamento dei rami, ne esistono di più tipi:
quelle strette e lunghe sono adatte alla potatura dei rami sottili e per ottenere chiome fitte. L’altro tipo è un paio di forbici più spesse, dotato di un manico grosso che permette una maggiore forza di taglio ed è quindi destinato all’accorciamento dei rami più spessi.

Le pinze

Le pinze per bonsai vengono impiegate per effettuare tagli di intere ramificazioni, grazie alla loro particolare lama praticano dei tagli che cicatrizzano velocemente.
Tra le pinze troviamo quella concava che realizza un taglio ovale il quale rientra leggermente nel legno, è dotata di una superficie di taglio leggermente inclinata ed è in grado di raggiungere i punti più difficili.
La pinza per boccioli crea un taglio di forma rotonda e con una profondità maggiore rispetto a quella concava, questa sua caratteristica permette di effettuare un taglio che cicatrizzerà più velocemente, tuttavia la sua particolare forma non consente di arrivare nei punti più difficili.
La “pinza concava tonda” fonde assieme la praticità della pinza concava con il taglio ottimale della pinza per boccioli, non è però indispensabile.
La pinza per radici, viene usata solo in caso di rinvaso o nella prima fase di realizzazione, serve principalmente per tagliare le radici ma viene impiegata anche per spaccare i rami che vengono successivamente lavorati come parti di ramo jin (ramo spezzato al vento).
La pinza jin viene impiegata per lavorare i rami divisi, con essa è possibile asportare la corteccia strappando solo parzialmente le fibre in modo da dare l’ “effetto spezzato”. La forza di questa pinza consente il suo utilizzo anche per la piegatura dei fili.

La pinza per fili viene usata per la rimozione dei fili che sono diventati troppo stretti, la sua particolare forma permette la rimozione del filo senza danneggiare la corteccia.

La pinzetta viene usata per la rimozione di erbe epatiche indesiderate e per la pinzettatura ovvero la tecnica di taglio della punta dei germogli in modo da limitarne la crescita. Questo strumento può essere dotato di una punta larga e piatta utile per versare e pressare la terra.

Altri strumenti

La graffa per radici è utilizzata durante il rinvaso e il taglio delle radici, ha il compito di separare con facilità una radice dall’altra e di dissotterrare lo strato radicale più nascosto questo grazie alla sua particolare forma.

La scopa per bonsai permette di intervenire sulla superficie della terra dopo il rinvaso di un bonsai: lo strato radicale è dissotterrato e il materiale più grossolano viene asportato dalla superficie.

La cesoia per foglie è utilizzata per eseguire un taglio delle foglie e favorire così la ramificazione, è dotata di una molla che permette la riapertura automatica facilitando così la potatura.

Le spazzole con differente grado di durezza servono per la lavorazione del tronco, esse permettono di eliminare il jin da alghe e materiale decomposto.

I morsetti possono essere impiegati per dare movimento ad un tronco particolarmente spesso, è rivestito in gomma in modo da non lasciare segni sulla superficie.

 

 

Potatura dei rami e delle radici

La dimensione di un bonsai è influenzata e controllata dalle potature. Allo stato naturale alberi che si trovano a contatto con animali mantengono un altezza bassa seppure la loro altezza naturale sia ben più alta, questo perché l’azione continua degli animali che si cibano delle foglie e dei giovani germogli ne impedisce l’accrescimento.
Il bonsai sostanzialmente viene trattato con lo stesso principio ma diversamente le potature sono mirate e finalizzate ad ottenere una determinata forma. In un articolo vengono mostrate in dettaglio le varie forme che è possibile ottenere, la maggior parte di esse deriva da stili Giapponesi, non è detto però che bisogna forzatamente seguire uno stile, si può anzi dare sfogo alla fantasia e rappresentare qualsiasi forma si voglia sia per quanto riguarda lo “scheletro” quindi tronco rami e radici che per la chioma.

La pratica della potatura aumenta la produzione di nuovi rami e ne favorisce la riduzione di spessore, invece in caso di lunghi periodi in cui l’albero non viene potato i rami e il tronco si inspessiranno. Dopo la pratica di potatura è consigliabile fare affluire l’acqua ad un numero maggiore di foglie, il numero di vasi conduttori aumenta dopo ogni potatura e l’albero inizia a sviluppare un tronco di spessore maggiore.
Le foglie che possiedono una dimensione maggiore riescono ad assorbire più energia dalla luce solare, la trasmettono al tronco in cui viene immagazzinata come sostanza di riserva.

I bonsai che presentano un certo valore estetico non devono avere tracce visibili di interventi, per questo motivo è consigliabile non effettuare troppi tagli affinché la pianta abbia il tempo per cicatrizzare le ferite e inoltre è consigliabile non far accrescere troppo i germogli delle piante giovani.
Lo sviluppo di un bonsai nelle prime fasi iniziali deve essere volto all’accrescimento del tronco per una solida base da cui partire per “costruire” il resto. Premesso ciò sono da evitare nei primi stadi di accrescimento potature eccessive, man mano che ci sia avvicina alla dimensione stabilita per il tronco si possono aumentare le potature dei rami.
Ad ogni potatura in genere vengono fuori due o più diramazioni, i primi tagli devono anche dare la direzione ai nuovi getti che si formeranno, i boccioli più vicini ai tagli germogliano dopo la potatura formando la punta dei rami.

A questo punto si esegue la potatura facendo in modo che il bocciolo che si trova nella direzione della punta del ramo desiderata sia il più vicino possibile al taglio.

Un bonsai in genere cresce maggiormente nella zona superiore della chioma piuttosto che in quella inferiore, questo accade per diversi motivi.
E’ importante intervenire con potature mirate sui rami superiori per evitare che diventino molto spessi, si effettueranno delle potature più frequenti sulla germogliazione rendendola più corta.

Con questa pratica è però inevitabile la formazione di numerosi getti che ostacoleranno nello sviluppo i boccioli sottostanti. Per questo motivo sarà necessario nel periodo primaverile, negli alberi decidui coltivati in piena terra eseguire una potatura costante nella parte superiore della chioma fino all’interno del legno vecchio. Vanno rimosse anche le ramificazioni già sviluppate per permettere a quelle presenti nella zona della chioma di mantenere la stessa forza.

Se ci si appresta alla creazione di un bonsai partendo da una pianta naturale o presa da un vivaio è molto probabile che i rami da eliminare saranno parecchi: si lasciano i rami più spessi nella zona inferiore e le ramificazioni più sottili nella zona superiore.
Nel periodo primaverile dopo la prima germogliazione i tagli più grandi tendono a cicatrizzare.
Nelle conifere si eliminano i rami più spessi durante il riposo vegetativo nel periodo invernale, in questo momento questi alberi secernono molta resina la quale aiuterà la cicatrizzazione.

Tuttavia le varietà di alberi che non posseggono una difesa naturale contro la cicatrizzazione dei tagli (e sono molte) come i larici hanno bisogno di un applicazione di sostanza cicatrizzante soprattutto sui grossi rami, la stessa procedura va effettuata per le latifoglie.

Poiché le radici e i rami si alimentano a vicenda dovrebbero mantenere una giusta proporzione tra di loro: le radici come i rami devono essere potate con regolarità, le potature alle radici vanno effettuate nel periodo di riposo vegetativo.

Nella stragrande maggioranza degli alberi la migliore ripresa alle potature avviene nel periodo primaverile che precede la prima germogliazione. Contemporaneamente si procede alla sostituzione della terra.
Prima di tutto si estrae il pacco radicale dalla ciotola, le radici esterne si presenteranno molto pressate tra loro e molto spesso crescono formando più cerchi, con l’ausilio di uno strumento a graffa si separano con cautela eliminando anche una parte di terra.
Si eliminano le radici che si sviluppano verso il basso in questo modo la balla radicale senza modificare la direzione delle radici si adatterà alla nuova ciotola.

Dopo questa fase si eliminano le radici che crescono alla base del tronco, in modo tale che in un secondo momento l’albero possa trarre nutrimento dalle sole radici che compongono lo strato radicale.
Si accorciano in modo accentuato le radici più spesse rispetto a quelle più sottili, in questo modo cresceranno tutte della stessa misura.
La ciotola va preparata nel seguente modo: sceglierne una più grande nel caso non sia perfettamente in armonia con la grandezza della chioma poi procurarsi una retina a maglie fine che andrà posta all’interno della ciotola coprendo i fori di drenaggio, questo eviterà che la terrà fuoriesca dopo le annaffiature.
Il fondo della ciotola dovrà essere riempito di materiale drenante tipo granulato d’argilla, poi è possibile collocare il bonsai sopra un sottile substrato vegetale, anche se per molti alberi è consigliabile usare del granulato argilloso a grana fine. A questo punto sarà possibile legare saldamente il bonsai con un filo attraverso i fori di drenaggio della ciotola per una maggiore resistenza.

La ciotola va riempita con un composto di terra realizzato appositamente per i bonsai, nello stato più alto invece si userà un terriccio fine per favorire lo sviluppo di muschio.

La legatura

La legatura è una tecnica fondamentale per conferire la forma voluta al proprio bonsai. Il filo di ferro o rame avvolto intorno ai rami permette una flessione senza che il ramo si spezzi, in questo modo il ramo crescerà autonomamente e il filo potrà in seguito essere rimosso. Il periodo di legatura varia da due a sei mesi circa, dopodiché andrà tolto, i rami legati cresceranno troppo in spessore e il filo sarà di ostacolo.
Come accennato il filo usato per la legatura può essere di vario tipo o meglio di metalli differenti a seconda del grado di malleabilità.
Il metallo più malleabile impiegato per la realizzazione di fili è l’alluminio, è molto flessibile e non lascia segni sulla corteccia dove è applicato.
Il filo di rame è più duro e con esso è possibile effettuare delle piegature dei rami più vigorosi.

Il filo di ferro è il più duro dei tre ed è molto difficile da piegare, in Cina è molto usato ma in occidente è raro trovarlo applicato, il ferro soprattutto in un bonsai da esterno tende facilmente ad arrugginire.
La scelta del filo varia a seconda del diametro del ramo a cui viene applicato. L’applicazione del filo avviene a spirale lungo il ramo i fili non vengono mai sovrapposti e si usa un solo filo per ramo.
Nei casi più “difficili” dove il solo filo non basta i rami vengono “tensionati” ovvero viene applicato un filo che viene tirato nella direzione voluta e ancorato a terra, la parte al contatto con il ramo viene ricoperta con della gomma in modo da evitare la lesione della corteccia.

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