Gennaio: Lavori nel frutteto, nuovi impianti e protezioni

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Il mese di gennaio risulta essere un periodo di freddo intenso in quasi tutta la nostra penisola. Alcune regioni sono particolarmente soggette a nevicate, le zone appenniniche in particolare quelle più colpite, al sud si registrano comunque basse temperature, la neve è concentrata a quote montane e in pianura si verificano più che altro delle gelate.

Queste condizioni non permettono di effettuare grandi operazioni nel frutteto, i nuovi impianti in particolare sono sospesi eccetto che per alcune piante, le nuove piantagioni inizieranno soltanto in primavera o a fine inverno quando le condizioni meteorologiche saranno più favorevoli.

In gennaio è comunque possibile dedicarsi a varie attività che consistono essenzialmente nella cura delle piante entrate in produzione da qualche anno, di quelle più vecchie e di alcuni accorgimenti necessari a mantenere in salute i fruttiferi.

Messa a dimora di nuove piante

Nonostante i freddi intensi nel mese di gennaio è possibile praticare alcuni nuovi impianti scegliendo giornate senza precipitazioni preferibilmente dopo 2-3 giorni di assenza totale di precipitazioni.

Le nuove piante che possono essere messe a dimora sono:

  • Melo
  • Pero
  • Castagno
  • Ciliegio
  • Albicocco
  • Susino
  • Pesco
  • Nettarina

Queste operazioni si possono effettuare in tutto il mese almeno nelle regioni a inverno mite, in tutte le altre è meglio rimandare l’operazione di qualche settimana.

Pesco, albicocco e susino

Per il pesco le cui varietà che è possibile coltivare in questo mese sono quelle a polpa bianca e gialla.

Nella fase di acquisto bisogna valutare attentamente le piante. Le giovani piante vendute possono mostrare caratteri validi che possono far pensare ad una pianta forte e robusta, come ad esempio lo spessore del tronco alla base, l’altezza della pianta, questi però sono segni che bisogna valutare attentamente.

Se la pianta è abbastanza cresciuta, l’astone in questi casi ha un altezza superiore al 180cm e un tronco di circa 4-5 cm alla base è necessario osservare anche la grandezza del pane di terra. Molto probabilmente la pianta è rimasta invenduta per parecchio tempo e quindi si troverà con del terreno impoverito. È sconsigliabile utilizzare queste piante per la messa a dimora in quanto potrebbero venire danneggiate dal gelo o come più comunemente accade mostrare uno sviluppo stentato con una conseguente entrata in produzione molto ritardata.

Il susino e l’albicocco seguono all’incirca le stesse regole appena descritte. Serviranno accorgimenti in particolare per il terreno e lo sgrondo delle acque, verificare sempre che il substrato di coltivazione si a adatto alle esigenze della pianta.

Ciliegio

In questo mese è possibile mettere a dimora le nuove piante di ciliegio. Per la scelta varietale si consigliano quelle più robuste ma comunque con occhio di riguardo ai gusti e al clima nel resto dell’anno. Le varietà più diffuse sono Ferrovia, Van, Cordia, Regina, Grace star, Maliza, Del monte, Mora di Cazzano.

Raccolta

Nel mese di gennaio si possono raccogliere principalmente agrumi ma anche frutti come il cachi.

I cachi possono essere lasciati maturare a lungo sulla pianta in particolare quelli che necessitano di ammezzimento della polpa. Tuttavia nel periodo invernale soprattutto in luoghi di collina e montagna dove le nevi sono quasi sempre presenti è opportuno raccoglierli tempestivamente lasciandoli maturare in un luogo fresco e asciutto. Questa è una buona pratica per evitare l’attacco di uccelli che affamati potrebbero compromettere i frutti, beccando la scorza esterna.

Per gli agrumi è opportuno effettuare la raccolta con molta attenzione evitando urti che potrebbero far marcire successivamente il frutto. I frutti come l’arancio il mandarino e le clementine vanno raccolti asciutti, è possibile comunque lasciare che maturino sulla pianta se non si può consumarli entro tempi brevi.

Potature

Nel mese di gennaio è necessario effettuare gli interventi di potatura solamente se le temperature sono a disopra dello zero. Ogni intervento dovrà quindi essere rimandato nei mesi successivi per evitare danno alle piante. Evitare le operazioni di taglio sulle pomacee, i meli in particolare sono molto sensibili.

Le piante che ricevono interventi di potatura in Gennaio sono il mandorlo, l’actinidia e l’olivo.

Per tutte queste specie da frutta ma in particolare per i meli, i peri e l’olivo è necessario prestare particolare attenzione alla presenza di parassiti o danni/segni lasciati da essi sulla corteccia dei rami o delle giovani gemme in formazione. Se si individuano parti malate è necessario eliminarle tramite taglio, se invece la parte attaccata è infestata da parassiti è bene procurarsi dei prodotti adeguati per effettuare la lotta.

Le ramaglie infestate è bene allontanarle dal frutteto oppure bruciarle immediatamente per limitare la diffusione dell’agente patogeno.

Alcune piante come il mandorlo giovano di un trattamento a base di ossicloruro di rame da applicare sui tagli effettuati, ciò evita la diffusione di malattie crittogamiche di cui le rosacee risentono molto.

Le piante di Kiwi (actinidia) vanno potate in questo periodo scegliendo una giornata fredda con un umidità relativa bassa in modo da limitare la diffusione del pericoloso batterio Pseudomonas syringae. Si raccomanda dopo i tagli di utilizzare dei prodotti rameici per disinfettare le ferite limitando così l’inoculo di altri parassiti.

Piccoli frutti

I fruttiferi minori comunemente definiti piccoli frutti non richiedono alcun intervento in questo mese. Quelli più diffusi tra cui i lamponi, i rovi e il ribes necessitano di un intervento di potatura più tardi nel mese di febbraio.

Innesti

In gennaio è possibile praticare alcuni interventi di innesto su piante da frutto in particolare il melo. I metodi più diffusi sono l’innesto a spacco e quello a triangolo che si praticano a fine gennaio in quasi tutte le regioni, al nord è comunque meglio rimandare l’operazione a febbraio.

Le procedure di innesto a spacco e a triangolo possono essere applicate anche al pero sempre nel periodo di fine gennaio.

Nei mesi di marzo è aprile è possibile praticare l’innesto a corona su alcune piante da frutto, è proprio in questo mese che è necessario prelevare le marze che serviranno per questa operazione. Vengono scelti i rami sani di un anno di età, tagliati alla lunghezza di circa un metro e conservati avvolti in plastica alla temperatura compresa tra 1 e 3 gradi.

Trattamenti antiparassitari

In questo periodo è necessario intervenire su diverse tipologie di piante per impedire possibili attacchi alla ripresa delle temperature primaverili.

Le piante interessate sono:

  • Tutte le maggiori drupacee, quindi pero, melo ecc.
  • Olivo
  • Kiwi
  • Castagno
  • Tutti gli agrumi principali

Per gli agrumi le malattie più pericolose sono la fitoftora e i marciumi radicali. Le piante colpite da queste patologie presentano più o meno gli stessi sintomi che sono distaccamenti della corteccia e abbondante produzione di essudato gommoso. Per la lotta si utilizza principalmente ossicloruro di rame da applicare sulle radici, si elimina parte del terriccio superficiale in modo da cospargere meglio il prodotto. Si consiglia comunque di individuare la causa dei ristagni e porne limite al fine di preservare la salute delle piante.

Oltre gli insetti e alle malattie bisogna prestare particolare attenzione ai danni provocati da roditori, principalmente arvicole che possono essere un serio problema per le giovani piante appena messe a dimora (meli e peri). Questi animali possono essere trattati come le comuni talpe, almeno per quel che riguarda la loro cattura e le metodologie di prevenzione, al riguardo abbiamo realizzato una guida dedicata alla cattura delle talpe.

Per evitare la presenza di topi e roditori in generale è consigliabile anche effettuare le dovute rasature dell’erba se si è provveduto all’inerbimento del frutteto, oppure l’eliminazione delle infestanti nel caso fossero cresciute in modo incontrollato.

Nelle fasi di potatura è possibile osservare sull’albero eventuali frutti mummificati colpiti da moniliosi, in questo caso è bene valutare un eventuale trattamento da fare nei periodi giusti, al riguardo consigliamo di consultare la sezione malattie e parassiti del sito per capire quand’è meglio agire. I frutti colpiti da moniliosi devono essere rimossi durante gli interventi di taglio.

Durante le ultime settimane di gennaio (in alcune regioni meglio rimandare l’operazione a febbraio) si possono iniziare i trattamenti a carico delle piante di pesco per evitare soprattutto la diffusione della malattia denominata bolla del pesco, questo intervento è il secondo, il primo viene praticato in autunno subito dopo la caduta delle foglie.

Il trattamento a base di ossicloruro di rame può essere effettuato nello stesso periodo su piante di ciliegio e pesco per evitare la presenza di malattie fungine pericolose.

Altri lavori

Dopo ogni intervento di potatura specialmente per piante che sono state colpite dal colpo di fuoco batterico è necessario ripulire le ramaglie eliminandole dal frutteto. Per farlo è possibile sistemare gli scarti su un rimorchio e trasportarli altrove evitando così di lasciare le ramaglie vicino alla coltura.

Questo intervento può essere evitato se le piante risultano sane, in questo caso se non si vuole bruciare la legna la si può impiegare come base per un compost realizzando del cippato, è necessario però utilizzare degli appositi strumenti.

Un intervento comune che si effettua nei mesi più freddi è la pacciamatura. Questa pratica, che in verità deve essere cominciata già dai mesi precedenti di novembre e dicembre, assicura alla pianta una protezione contro il gelo e permette ad alcune specie particolarmente delicate di riuscire a superare l’inverno senza problemi. La pacciamatura può essere effettuata con molti materiali, quelli più diffusi sono paglia e sfalcio di erba del prato. Per maggiori dettagli è disponibile la guida su come realizzare la pacciamatura.

Protezioni dal freddo

Molto importanti in questo periodo sono le protezioni da fare alla base dei tronchi e fino a una certa altezza, le piante interessate sono principalmente l’actinidia e l’olivo. Come materiale viene utilizzata prevalentemente della paglia pulita, nei grandi frutteti però vengono spesso utilizzati delle protezioni in polistirolo.

Un altro metodo abbastanza diffuso per evitare danni da freddi intensi è quello dell’applicazione sui tronchi del latte di calce, questa applicazione riduce fortemente il riscaldamento del tronco ad opera dei raggi solari evitando così lo shock termico.

Frutti in conservazione

I frutti conservati in dispensa in particolari i meli necessitano di un controllo periodico. La consumazione deve essere fatta entro tempi brevi evitando così anche possibili alterazioni della consistenza della polpa, spesso infatti le mele possono risultare sane ma presentano una polpa non proprio eccellente per via dei lunghi tempi di conservazione. Quelle che più sono soggette a questo fenomeno sono le varietà Delicious, sia la golden che la red. Diversamente le mele varietà limoncello presentano una buccia raggrinzita ma sono proprio in quel momento ottime da gustare e al giusto grado di maturazione.

Se si dispone di uno scantinato, non troppo umido, una cantina o un ambiente che mantiene bene la temperatura si può benissimo conservare tutta la frutta in esso. In genera la disposizione migliore viene effettuata su uno strato di paglia tenendo i frutti su un singolo strato. Questa regola vale in particolare per i frutti che necessitano di un ammezzimento della polpa prima di essere consumati. Il peso di un ulteriore strato infatti potrebbe danneggiarli. È importante comunque mantenere la temperatura del locale sempre al disopra dello zero per evitare il congelamento.

Concimazioni

In questo periodo alcune piante possono ricevere interventi di concimazione organica e concimazione fogliare. Quelle maggiormente interessate sono:

  • Le varie specie di agrumi
  • Ciliegio
  • Mandorlo
  • Olivo

Si utilizzano in genere concimi come stallatici animali da spargere alla base delle piante in modo uniforme come se si volesse realizzare una pacciamatura. Non è necessario utilizzare un letame completamente maturo ma può essere impiegato anche uno a media maturazione che abbia il tempo di disgregarsi sotto l’azione delle precipitazioni.

Per il ciliegio è da valutare attentamente l’apporto di sostanza organica tenendo presente gli interventi effettuati durante il resto dell’anno ma non solo, anche la fertilità generale del substrato di coltivazione è un fattore necessario per valutare bene il dosaggio. In genere si utilizza in mancanza di una concimazione precedente in autunno un concime nelle dosi NPK di 12:12:12.

Per l’olivo invece è possibile utilizzare del concime NPK in dosi di 15-9-15 che servirà specialmente nella fase di ripresa vegetativa. Questa però deve avvenire soltanto se nella stagione precedente non si è provveduto a somministrare alcun concime.

In minima parte anche i cosiddetti frutti minori nocciolo e giuggiolo possono ricevere una concimazione in questo mese. Si useranno esclusivamente concimi fosfatici e potassici soltanto nel caso non abbiano ricevuto nessun intervento nella stagione precedente.

Impianti di irrigazione

Se si possiede un impianto di irrigazione superficiale è bene controllare eventuali tubi o giunture danneggiate ed eventualmente sostituirle, l’operazione comunque può essere rimandata nei mesi successivi in vista di giornate più calde.

È consigliabile anche controllare eventuali ostruzioni degli ugelli e provvedere quanto prima alla loro pulizia per avere un impianto pronto e performante per la successiva stagione di produzione.

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