Creare un Orto Sinergico

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In questo articolo voglio illustrarti come creare un orto sinergico di piccole o medie dimensioni, prima di farlo però voglio introdurre brevemente i concetti che stanno alla base dell’agricoltura sinergica.

Il metodo dell’agricoltura sinergica è stato ideato dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip e si basa sui principi di Masanobu Fukuoka secondo i quali il terreno di coltivazione non necessita di lavorazioni, la lotta ai parassiti viene fatta in modo naturale tramite l’introduzione di insetti utili e ogni intervento di fertilizzazione è da evitare scegliendo a tal fine soltanto colture da sovescio ovvero quelle colture come fava, senape e ravizzone. Quindi diversamente dall’agricoltura classica non si interviene direttamente sul terreno, non si altera quell’equilibrio naturale di microfauna e microrganismi che proliferano nei primi strati del substrato e non si interviene con concimazioni specifiche ma si lascia questo compito alla natura permettendo alle piante la conclusione del loro ciclo vitale nel terreno.

Da questi punti cardine si sviluppano una serie di scelte che impongono determinate regole per la realizzazione di un orto sinergico. Vediamo dunque quali sono i punti principali da seguire e come realizzare un piccolo orto sinergico.

Il terreno

Abbiamo già visto che il terreno non necessita di lavorazioni, questo per molte persone può sembrare un grosso vantaggio e in effetti per i principi dell’agricoltura sinergica il fatto di non alterare il terreno è uno dei punti chiave che rende questo metodo efficace e ricercato. Il terreno non dovrà ricevere nessun tipo di intervento da parte dell’uomo eccetto che per la semina, per questo motivo si coltiveranno gli ortaggi su appezzamenti di terreno rialzati detti “bancali“, il terreno dove poggeremo i piedi invece è chiamato camminatoio e dovrà essere tenuto sgombro da ogni tipo di coltivazione, servirà soltanto per permettere il nostro passaggio e ad effettuare le operazione intorno ai bancali.

Questi bancali dovranno avere delle dimensioni più o meno standard che in genere permettono all’orticoltore di arrivare al centro senza dover fare un eccessivo sforzo, l’altezza minima dovrebbe essere di 10-15cm per raggiungere i 50-60cm al massimo. Per la lunghezza quindi si può stabilire la misura che si preferisce in relazione dello spazio a disposizione, l’importante è tenere a mente che serviranno dei camminatoi che permettano di accedere a tutto il perimetro del bancale. La forma non è importante, si possono realizzare anche di rotondi, quadrati o a spirale, è consigliabile però una forma che permette l’uso ottimale dello spazio a disposizione.

I passaggi dovranno avere una larghezza di almeno 50cm in modo da permettere il transito con attrezzi e di muoversi agevolmente tra le colture senza danneggiarne il fogliame.

L’origine del substrato di coltivazione dovrebbe essere quello dello stesso appezzamento di terreno, se ci sono carenze o è necessario ristabilirne la struttura è possibile farlo, ma soltanto all’inizio. Si può aggiungere del composto organico o del letame maturo come stratificazione, il livello più alto del terreno quello che dovrà accogliere i semi è preferibile sia molto fine. Una cosa importante da non fare è compattare eccessivamente il bancale altrimenti si ostacolerà lo sviluppo delle radici degli ortaggi che verranno coltivati.

Tuttavia se si coltiva su terreni lasciati incolti per molto tempo o che non sono mai stati lavorati è opportuno effettuare alcuni lavori iniziali anche con l’utilizzo di macchine agricole. Ad esempio se il terreno ospita piante come arbusti o rovi sarà necessario eliminarli alla radice, per questa tipologia di terreni si procede come segue:

  • Si elimina la parte aerea delle piante, gli arbusti vanno tagliati alla base, le altre piante erbacee vanno eliminate con un decespugliatore utilizzando del filo di nylon o una testina a lama o disco.
  • Sgomberare la superficie del terreno dall’erba falciata e dai residui legnosi.
  • Effettuare un’aratura abbastanza profonda (tipo 40-50cm) con l’utilizzo di un trattore, altrimenti se il terreno è di piccole dimensioni si può procedere anche a mano con una vanga.
  • Eliminare eventuali radici avendo cura di non lasciare residui che potrebbero dare vita a nuove piante.
  • Effettuare successivamente un lavoro di sminuzzamento e appianatura del terreno, a macchina oppure a mano con un rastrello.

In questo modo sarà possibile procedere alla realizzazione dei bancali, scegliendo come prima coltura soltanto piante da sovescio in modo da preparare l’habitat ideale per la microfauna del terreno e allo stesso tempo arricchire di nutrienti il terreno.

Se il substrato di coltivazione è già stato coltivato si può realizzare soltanto un’appianatura, si preparano i bancali e si incorpora se necessario del letame o composto maturo, dopodiché si può iniziare ad effettuare le prime semine.

Le irrigazioni

Per quanto riguarda l’innaffiatura si preferisce usare l’irrigazione a goccia che tra l’altro permette un gran risparmio in termini di quantità e assicura alle piante il giusto quantitativo di acqua senza inutili sprechi. Ci sono poi altri vantaggi che fanno dell’irrigazione a goccia un metodo molto ricercato anche in diversi altri tipi di coltivazione, tra questi c’è il vantaggio di non bagnare il fogliame delle piante, la distribuzione di acqua direttamente dove serve ovvero sulla zona radicale.

Impianto a goccia su bancale - Crediti: mentesinergica.wordpress.com

Impianto a goccia su bancale – Crediti: mentesinergica.wordpress.com

Per realizzare un piccolo impianto di irrigazione a goccia servono dei semplici tubi di polietilene di circa 1,5cm su cui verranno praticati dei fori ad intervalli di circa trenta centimetri o anche meno, i fori dovranno essere piccoli, circa 1mm di diametro, per questo si può usare un chiodo magari surriscaldato in modo da fondere la plastica senza sbavature e possibili rotture del tubo.
I tubi andranno sistemati sotto lo strato di pacciamatura, il consiglio pertanto è quello di procurarsi fin da subito i tubi sistemandoli sul bancale per poi procedere con i successivi lavori. Per la collocazione è possibile disporre il tubo a spirale oppure a serpentina, dipende dalla disponibilità di spazio. Per tenere i tubi fissati a terra è possibile utilizzare dei ganci in legno oppure di plastica, sono sconsigliati i ganci in metallo poiché potrebbero rilasciare particelle di metalli tossici che verrebbero assorbite dagli ortaggi.

Il tubo così disposto verrà poi chiuso ad un’estremità e ricoperto dalla pacciamatura. All’altro capo poi verrà fissato preferibilmente ad un irrigatore programmabile in modo da poter dosare le innaffiature e controllarle per distribuirle soltanto in un determinato lasso di tempo. Se non si ha dimestichezza con il faida-tè è possibile trovare in commercio un tubo con fori già predisposti, oppure se non si vuole perdere del tempo per cercare tutti i pezzi necessari a realizzarlo si possono trovare dei Kit di irrigazione a goccia già pronti che richiedono soltanto il montaggio.

La pacciamatura

Un altro aspetto importante per la coltivazione di un orto sinergico è la pacciamatura. Di questo aspetto ne abbiamo già parlato molto in alcuni articoli, tra cui come realizzare la pacciamatura ne abbiamo descritto in dettaglio come metterla in pratica e quali materiali usare. In particolare questa tecnica risulta essere molto vantaggiosa per questo tipo di coltivazione in quanto serve da strato protettivo e sostituisce quasi del tutto l’intervento umano per quanto riguarda l’eliminazione delle erbe infestanti. I microrganismi presenti nel terreno inoltre, operano costantemente per trasformare la materia vegetale, in questo modo si ha anche una continua concimazione, diversamente con un azione diretta dell’uomo tra cui la zappatura e la vangatura si andrebbe a distruggere molti organismi che vivono in assenza di ossigeno i cosiddetti organismi anaerobi. Rivoltando gli strati superficiali del terreno infatti si va ad “areare” l’ambiente in cui questi organismi vivono e proliferano.

Pacciamatura con paglia su bancale

Pacciamatura con paglia su bancale – Photo credit: ortobio.eu

La pacciamatura può essere realizzata con diversi materiali come:

  • Paglia;
  • Foglie secche;
  • Erba di sfalcio secca;

E ogni altro materiale biodegradabile. La pacciamatura dovrà essere rinnovata periodicamente, questo permette anche una concimazione verde che da ulteriore beneficio al terreno e alle piante. È bene inoltre fornire nel periodo invernale uno strato più spesso in modo da aumentare la protezione contro il gelo.

I benefici di questa tecnica sono molti, può conservare l’umidità del terreno, evitare l’eccessiva traspirazione, e nel periodo invernale può trattenere il calore evitando che il gelo colpisca le radici delle piante. In più attuando questa pratica si crea un ambiente favorevole per la vita dei lombrichi che come sappiamo digerendo la materia organica forniscono al terreno e soprattutto alle piante i preziosi nutrienti di cui hanno bisogno.

La pacciamatura può essere applicata anche sui vialetti intorno ai bancali, evitando così la crescita di erbe infestanti, in alternativa è possibile piantare del trifoglio nano.

Sui bancali basterà disporla in modo uniforme evitando di lasciare spazi vuoti, dopo la posa si può innaffiare in modo da far assestare il materiale usato per pacciamare.

Le semine

Sappiamo che le lavorazioni al terreno non vanno fatte, ma allora come si possono tenere veramente sotto controllo le erbe infestanti? Spesso la sola pacciamatura non basta, ma un altro metodo molto utile è quello di effettuare delle semine continue. Proprio così, durante tutto il periodo dell’anno i bancali dovranno essere tenuti sempre attivi con diverse specie di ortaggi e piante aromatiche in modo da non dare spazio alla crescita di erbe infestanti. Ricordiamo poi che la semina delle piante da sovescio può essere una buona alternativa rispetto a lasciare i bancali completamente vuoti, poiché oltre a dare nutrimento al terreno e ostacolare la crescita delle infestanti, riduce l’effetto che gli agenti atmosferici avrebbero su un terreno incolto, come il dilavamento delle sostanze nutritive in linguaggio tecnico sono principalmente due i fenomeni: erosione e lisciviazione.

Buona norma è quindi provvedere a realizzare un calendario delle semine che rispetti ovviamente i cicli necessari ad ogni singolo ortaggio e il loro periodo di semina.

Per effettuare la semina o il trapianto bisognerà spostare lo strato di pacciamatura superficiale, controllare poi che li piantine possano svilupparsi in tutta libertà e ripristinare lo stato di pacciamatura ricoprendo in modo uniforme lo spazio vuoto tra il fusto delle piante e il terreno.

Oltre agli ortaggi e alle piante aromatiche e medicinali è possibile coltivare anche specie ornamentali, lo si può fare lungo i vialetti come spiegato prima per il trifoglio, oppure lungo il perimetro esterno dell’orto. Possono essere coltivati arbusti come ginestre o altre essenze spontanee tipiche della macchia mediterranea. Per la formazione di piccole siepi è bene cercare di coltivare specie in armonia con il resto delle colture.

La raccolta

Tutti gli ortaggi raccolti ad eccezione delle specie bulbose, tuberose e quelle di cui si consuma la radice dovranno essere lasciati sul terreno, non vanno quindi sradicati, devono terminare il loro ciclo vitale fornendo al terreno del nutrimento al momento della decomposizione. Personalmente consiglio di controllare sempre lo stato di salute delle piante e nel caso alcune specie mostrino segni di virosi come virus del mosaico allontanare senza esitazione le parti aeree malate e possibilmente bruciarle.

Consociazioni e avvicendamenti

Le consociazioni e gli avvicendamenti permettono di fornire una varietà di raccolto molto vasta. L’alternanza delle colture poi sfavorisce la presenza di parassiti che una volta svernati dovranno abbandonare l’orto poiché non troveranno le piante di cui cibarsi.

Nell’agricoltura sinergica si impiegano tipologie diverse di piante, in genere si alternano sempre sullo stesso appezzamento una liliacea, una leguminosa e una specie aromatica, questo è utile soprattutto alla lotta contro i parassiti.

Malattie e parassiti

Il controllo delle malattie e dei parassiti viene fatto esclusivamente in modo naturale. È possibile eliminare manualmente larve e uova conoscendo di preciso il periodo di ovodeposizione e di attività degli insetti, inoltre con la consociazione giusta delle piante si può limitare la presenza di diversi parassiti.

Un altro metodo di lotta che risulta essere abbastanza efficace è l’utilizzo di prodotti naturali e di miscugli o macerati, estratti da piante efficaci per allontanare diversi insetti. Tra quelli più utilizzati ci sono: il macerato di ortica, macerato di equiseto, macerato di aglio, tabacco e peperoncino e soluzioni contenente propoli.

Infine l’introduzione di insetti entomofagi è un metodo che riporta eccellenti risultati nella difesa e la lotta a molte tipologie di parassiti.

Tra gli animali che possono provocare danni al nostro orto sinergico ci sono anche lumache, topi e talpe, per le lumache è possibile catturarle e allontanarle, per i roditori e le talpe ci sono diversi metodi che abbiamo illustrato in questa guida.

Diserbo delle infestanti

Le piante infestanti possono essere un problema soprattutto all’inizio dello sviluppo delle piantine e in tutti gli stadi in cui gli ortaggi necessitano di maggiori nutrienti. Oltre a questo le erbe infestanti possono letteralmente prevalere sulle specie orticole togliendo luce e sottraendo nutrienti. Per questo motivo come già accennato è importante tenere i bancali sempre occupati da colture, in ogni caso l’eliminazione delle infestanti va fatta sempre manualmente eliminando la parte aerea prima che la pianta entri in fioritura e prima che possa rilasciare i semi sul terreno. Tuttavia la presenza delle infestanti secondo i principi dell’agricoltura sinergica non è un problema, deve essere piuttosto controllata e bisogna intervenire soltanto se necessario.

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