Come Potare le Rose

Le rose sono tra le piante ornamentali più ricercate, apprezzate e coltivate, la loro straordinaria fioritura è il loro punto forte. In questa guida su come potare le rose trovi tutte le informazioni che ti servono per effettuare i lavori di potatura periodici essenziali per tenere le piante in salute.

Le rose sono piante perenni, annualmente producono nuovi germogli e nuove ramificazioni in un continuo rinnovamento vegetale. Per avere una buona pianta sempre al massimo della resa visiva e soprattutto in perfetto stato di salute si dovranno effettuare i dovuti interventi di manutenzione che, come vedremo non sono poi tanto difficili da fare. Pronti a scoprire i passi principali e tutto quello che c’è da sapere? Iniziamo allora facendo una panoramica su quali sono gli scopi principali della potatura in modo da inquadrare meglio gli interventi di cui necessita la propria pianta.

Perché potare

La potatura come spesso viene intesa non si limita alla sola massimizzazione del raccolto dei frutti, bensì comprende alcuni aspetti finalizzati al mantenimento in salute della pianta.
Premesso ciò è possibile fare un piccolo elenco parziale di quali sono gli scopi per la potatura del roseto:

  • Rimozione dei fiori secchi che oltre ad avere un effetto poco bello esteticamente sottraggono nutrimento alla pianta.
  • Cimatura periodica stagionale, può variare a seconda delle stagioni e in base alle fasi di crescita della pianta.
  • Potatura di rinnovo.
  • Impostazione della forma.
  • Rimozione di ramificazioni vecchie o danneggiate o di succhioni non utili.

Fatto questo piccolo elenco abbiamo chiaro almeno teoricamente quale operazione è prossima per il roseto, dobbiamo però capire come effettuarla e per questo c’è bisogno di una spiegazione più dettagliata che affronteremo tra poco, prima però dobbiamo conoscere quali attrezzi impiegare per svolgere queste operazioni.

Potatura di un infiorescenza di rosa. Crediti foto: idiggreenacres.com
Potatura di un infiorescenza di rosa. Crediti foto: idiggreenacres.com

L’attrezzatura da utilizzare

Come tutti i lavori di giardinaggio anche il potare le rose richiede un set di attrezzi necessari allo scopo. Consideriamo che data la natura della pianta di rose non serviranno utensili costosi o impegnativi da usare, per chi affronta l’arte del giardinaggio da un po’ di anni saranno sicuramente utensili di uso comune e che possiede sicuramente. Ecco quali sono in ordine di importanza:

  • Guanti, prima di tutto la sicurezza! Le rose tanto belle quanto spinose richiedono misure di sicurezza, per questo motivo un paio di guanti possibilmente rinforzato e ben imbottito eviterà il ferimento a causa delle spine.
  • Cesoie. Le cesoie da giardinaggio sono parte integrante del giardino o meglio del capanno degli attrezzi. Le ramificazioni delle rose sono in gran parte di diametro giusto ridotto e alla portata di quasi tutte le cesoie, non ci sono quindi particolari accorgimenti nella scelta. Tuttavia se si dispone di un roseto molto ampio un bel paio di cesoie ergonomiche con impugnatura modellata al palmo e con parti anti-abrasione in gomma sono il massimo che un giardiniere sia hobbista che professionista possa desiderare. Per scegliere il giusto paio di cesoie è consigliata la lettura dell’apposito articolo.
  • Seghetto, molto diffusi sono i seghetti pieghevoli sul manico. Pratici, leggeri e con lame temperate resistenti, inossidabili e soprattutto affidabili nel taglio. Non serviranno spesso ma per potature di fusti spessi le sole cesoie non basteranno.

Potatura dei polloni

Per quanto riguarda le cultivar innestate quindi tutte quelle piante comperate in vivaio e che appartengono a cultivar ibride e non piante  di varietà botaniche si dovrà procedere alla potatura dei polloni o più semplicemente detta spollonatura.

Forse ne hai già sentito parlare si tratta di giovani germogli che si sviluppano in ramificazioni separate, nascono dalla base delle pianta e come in molte altre specie vegetali non sono adatte e utili al fine della coltivazione. C’è però una aspetto in più che richiede nelle rose l’eliminazione dei polloni basali. Ho accennato alle cultivar innestate che utilizzano come portainnesto in genere piante selvatiche e molto vigorose, non mi voglio dilungare nella descrizione dei portainnesti delle rose perché è un discorso che richiede un articolo a parte. I polloni che vengono fuori da piante di questo tipo hanno origine sotto il punto di giunzione dell’innesto, daranno vita quindi a fiori totalmente diversa dalla cultivar innestata, per questo motivo è bene eliminarli, oltre a non essere funzionali sono anche antiestetici. La maggior parte delle volte questo tipo di ramificazioni presentano foglie più chiare, piccole e con più foglioline rispetto alla cultivar innestata.

La quantità di polloni generata varia a seconda del tipo di impianto e del portainnesto scelto, vanno comunque eliminati alla loro formazione quando sono individuabili e sono alti circa 5 cm. La loro rimozione non prevede un taglio bensì l’estirpazione in modo da eliminare anche ulteriori gemme dormienti non ancora spuntate dal terreno. Per eliminare i polloni procedere come segue:

  1. Procurarsi dei guanti robusti, una piccola paletta in metallo a lama di medie dimensioni, un rastrelletto a 3 o 4 denti di quelli piccoli e se si ha a disposizione una piccola zappetta adatta a suoli duri. I guanti sono necessari per non ferirsi con le spine, gli altri arnesi servono per dissodare il terreno alla base della pianta che in genere è compattato e duro.
  2. Individuare la zona di origine del pollone alla base del terreno e cominciare a rimuovere la terra  utilizzando a seconda della durezza del terreno dapprima il piccolo rastrelletto a denti e poi successivamente la paletta.
  3. Estratta la terra fino al punto di origine del pollone individuare se si trova sotto il punto di innesto. In alcuni casi infatti è possibile che l’innesto venga effettuato particolarmente basso e successivamente con la messa a dimora venga ricoperto dal terreno.
  4. Afferrare saldamente il pollone e strapparlo via facendo attenzione a non ferirsi con eventuali spine.
  5. Ricoprire poi la buca con il terreno precedentemente scavato e ricompattarlo.

Infine c’è la rimozione dei succhioni che dipartono dal fusto del portainnesto. Anche questi sono da eliminare, non vanno tagliati ma spezzati alla loro origine. Il taglio si cicatrizzerà autonomamente senza problemi.

Potatura di ramificazioni alla base. Crediti foto: htgtvgardens.com
Potatura di ramificazioni alla base. Crediti foto: htgtvgardens.com

La rimozione dei fiori secchi

La rimozione dei fiori secchi nelle rose è un operazione come già accennato molto importante se si vuole tenere il roseto sempre al massimo dal punto di vista estetico. Tuttavia il miglioramento dell’impatto visivo non è il solo scopo di questa operazione. L’eliminazione dei fiori secchi è di giovamento all’intera pianta poiché i fiori che cominciano a perdere i petali continuano, seppure in misura minore, a trarre nutrimento dalla pianta che invece potrebbe servire per lo sviluppo di nuovi fiori.

Oltre alla produzione di nuova fioritura eliminare i fiori secchi permette alla pianta di continuare a sviluppare nuove foglie e accrescere anche lo sviluppo della chioma. Tuttavia bisogna tenere in considerazione che eliminare i frutti significa mantenere quasi spoglie le piante nel periodo autunnale. Cultivar che producono grossi capolini (il falso frutto al centro del fiore) infatti possono avere un ruolo non indifferente nel dare in autunno un tocco di bellezza in più al giardino. I capolini in genere hanno colori vistosi come il rosso e varie sfumature di arancio, talvolta anche giallo-verdognolo.

Svolgere questa operazione è semplice poiché in genere si possono verificare due situazioni: l’intero corimbo di fiori appassisce interamente, oppure i fiori avvizziscono in tempi differenti.

Nel primo caso quando tutti i fiori seccano nello stesso periodo si può recidere l’intero corimbo al di sopra dell’ultima gemma attiva.

Nel secondo caso invece si possono rimuovere i singoli fiori all’attaccatura del rametto.

Le tipologie di rose che traggono molto vantaggio da questa operazione sono le rose cespugliose ovvero quelle che producono molta vegetazione, posseggono una chioma espansa e hanno anche un abbondante fioritura.

Impostazione della forma

Un intervento di potatura che interessa sicuramente a molti è l’impostazione della forma della pianta di rosa. Si può considerare innanzitutto la forma naturale della pianta, questo è molto importante soprattutto nella fase di scelta della cultivar. Le specie rampicanti dovrebbero essere scelte soltanto se si ha abbastanza spazio da farle sviluppare in lunghezza, inutile cercare di mantenerle in forme cespugliose o molto ridotte.

Il modo migliore per conferire l’impostazione desiderata alla propria pianta di rosa è quello di scegliere delle cultivar con una forma molto simile a quella che si desidera. Nonostante ciò è possibile comunque dare una conformazione a seconda dei propri gusti, per farlo è necessario tenere a mente alcune regole basilari della potatura.

  1. Tutte le ramificazioni che si vogliono eliminare hanno bisogno di un taglio al disopra della gemma con un inclinazione rivolta nella direzione di crescita della futura ramificazione.
  2. Si eliminano tutti i rami incrociati e quelli che impediscono la formazione di ramificazioni principali.
  3. I rami malati o danneggiati in via di deperimento vanno eliminati fino alla parte sana con legno bianco.
  4. Vanno eliminate tutte le ramificazioni che portano numerosi e fitti rami secondari.

Da alcune di queste regole si deduce che le parti privilegiate della pianta di rosa sono le ramificazioni principali. In effetti è realmente così perché sono esse che porteranno i fiori, robuste e vigorose sono le sole capaci di convogliare il necessario nutrimento per lo sviluppo di una buona fioritura.

Potatura dei vari gruppi

Innumerevoli sono le cultivar e gli ibridi esistenti, tuttavia è possibile raggrupparle a seconda di alcuni aspetti comuni che li caratterizzano. Di seguito un elenco dei gruppi principali con le relative tecniche di potatura.

Potatura di ramificazioni vecchie. Crediti foto: rhs.org.uk
Potatura di ramificazioni vecchie. Crediti foto: rhs.org.uk

Potatura di rose arbustive

Il primo intervento annuale di potatura per le rose arbustiva si effettua in inverno possibilmente in giornate soleggiate e non troppo fredde. Si eliminano tutte le ramificazioni danneggiate dal gelo e quelle vecchie e malandate. In particolare le ramificazioni più datate vanno eliminate e rimosse con un taglio che parte dalla base, per questa operazione è necessario un seghetto poiché la cesoia non è utilizzabile a questo scopo.

Tipologie di rose rifiorenti appartenenti a questo gruppo necessitano di interventi di cimatura da effettuare nel periodo invernale, in questo modo si potrà avere una fioritura leggermente anticipata rispetto al solito.

Per contenere le dimensioni della della vegetazione si consiglia di potare circa 1:3 della pianta e non oltre, tagli eccessivi infatti potrebbero rallentare lo sviluppo.

Questi interventi vanno fatti solo su piante adulte, evitare di potare rose in via di sviluppo che devono ancora formarsi e svilupparsi.

Potatura di rose ricadenti

Questa tipologia di rose molto simile al gruppo delle rampicanti necessita di interventi di potatura nel periodo di fine estate o al massimo nei primi mesi autunnali. Inizialmente dopo il primo anno dall’impianto si comincerà la riduzione delle ramificazioni laterali fino a circa 10 centimetri dalla branca principale da cui hanno origine. Tale operazione comporta una produzione di ramificazioni sempre maggiore.

In questo stesso periodo si possono eliminare, ma questo solo a partire dal 2° anno, le ramificazioni alla base che sono poco produttive, danneggiate o malate. Le ramificazioni malate e quelle che presentano danni comunque possono essere eliminate annualmente se presenti.

Potatura di rose rampicanti

Gli interventi di potatura di rose a portamento rampicante si effettuano generalmente soltanto a partire dal secondo o terzo anno dalla messa a dimora. Un errore comune è quello di anticipare la potatura prima che la pianta abbia iniziato a produrre ramificazioni abbastanza estese, ciò comporta un blocco dell’estensione e una successiva produzione di numerose ramificazioni corte portando così molte cultivar a creare una forma cespugliosa piuttosto che rampicante.

Tale comportamento è dovuto a un adattamento agli interventi di potatura, ciò succede principalmente a causa della natura di tali cultivar, esse infatti hanno origine da ibridazioni recenti.

Gli interventi di potatura per questo gruppo di rose viene effettuato in autunno dopo la fioritura. La potatura sarà a carico delle ramificazioni principali nel caso superino le dimensioni volute, altrimenti si effettua una riduzione della chioma. Altri interventi da fare comprendono la guida delle giovani ramificazioni a supporti per agevolarne la rampicata, queste ramificazioni vanno guidate finché sono giovani e tenere altrimenti è meglio lasciarle sviluppare o contenerle in lunghezza.

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