Come potare le Ortensie

Sono molte le piante da giardino che è possibile coltivare, le ortensie sono tra queste e si distinguono soprattutto per la loro straordinaria fioritura che comprende una grande varietà di colori.

In questa guida ti spiegherò in modo semplice come potare le ortensie spiegandoti quali sono le operazioni principali da svolgere e come mantenere al meglio la fioritura tramite interventi mirati.

Prima di inoltrarci nella spiegazione è bene fare un quadro generale su questa pianta o meglio sulle varie specie che appartengono al genere Hydrangea. Si tratta di piante prevalentemente arbustive, con portamento molto spesso cespuglioso, la loro chioma tende a svilupparsi in una forma globosa. La chioma si sviluppa su rami di piccolo diametro, legnosi e abbastanza flessibili. Esistono anche specie rampicanti e per questo motivo è bene dire fin da subito che queste differenze coinvolgono anche il tipo di potatura da effettuare. I singoli fiori sono raccolti in corimbi di forma sferica, più o meno numerosi a seconda della specie, hanno diverse colorazioni che in alcune specie possono variare a seconda della tipologia di terreno in cui vengono coltivate.

Data la loro forma e per via della fioritura molto appariscente le piante di questo genere possono essere coltivate sia come esemplari singoli che in gruppo. Si adattano bene anche a coltivazioni di bordura oppure coltivate in vasi delle dimensioni giuste.

Classificazione delle ortensie

Il genere Hydrangea comprende più di 80 specie spesso molto differenti tra loro, per questo motivo si è deciso di dividerle in tre gruppi principali in modo da individuarle facilmente. Questa distinzione seppure senza nessun valore tassonomico (quindi non ha nessun riscontro scientifico) aiuta molto per capire quando e come effettuare gli interventi di taglio.

Il primo gruppo comprende tutte quelle specie che fioriscono a metà del periodo estivo ma soltanto su ramificazioni di un anno di età, quindi tutte le ramificazioni dell’anno precedente.

Il secondo gruppo di ortensie comprende tutte quelle specie che fioriscono a metà del periodo estivo e che presentano i fiori sulle giovani ramificazioni nate, quindi le ramificazioni sviluppate durante l’anno.

Infine, il terzo gruppo comprende tutte quelle specie che fioriscono in tarda estate e per tutto il periodo autunnale.

Ci sono infine le ortensie a portamento rampicante come la specie Hydrangea anomala ssp. petiolaris che vanno trattate separatamente dalle altre tipologie per via del loro particolare sviluppo.

Perché potare le ortensie?

Come per molte piante la potatura per le ortensie è una pratica molto vantaggiosa che assicura una buona riuscita della coltivazione e permette alla pianta di restare in salute.

Esemplare di ortensia sfiorito che necessita di potatura - Crediti foto: www.russellnursery.com
Esemplare di ortensia sfiorito che necessita di potatura – Crediti foto: www.russellnursery.com

Gli interventi a carico di piante ornamentali si possono raggruppare in pochi e semplici punti e sono perlopiù finalizzati alla massimizzazione dell’impatto estetico, tra quelli principali:

  • Impostazione della forma
  • Rimozione di rami vecchi non più produttivi
  • Eliminazioni di parti malate
  • Rimozione di steli fiorali secchi
  • Contenimento delle dimensioni per specie rampicanti

L’attrezzatura necessaria

Trattandosi di piante arbustive e rampicanti queste specie non avranno bisogno di interventi di potatura molto impegnativi. Non producono grosse ramificazioni e per questo basteranno pochi e semplici attrezzi:

Le classiche cesoie da giardinaggio saranno più che sufficienti al taglio di quasi tutte le ramificazioni delle piante di ortensia. Il seghetto manuale potrà invece essere d’aiuto per la cura di piante trascurate da tempo, utile per tagli più grossi.

Quando potare le ortensie?

Sul periodo più adatto alla potatura delle ortensie non si può definire un momento migliore, anche perché data la grande varietà si specie esistenti molte di esse hanno esigenze e tempi di fioritura  differenti.

Molte specie infatti hanno una fioritura che varia dal periodo di inizio estate all’autunno. Come scritto prima c’è da considerare anche i diversi gruppi di piante che hanno esigenze diverse.

Infine anche l’età della pianta può essere un fattore in più che comporta un ulteriore variabilità nel periodo più adatto per l’intervento di potatura.

Come fare la potatura delle Ortensie

Ora che sappiamo cosa usare e a quale gruppo appartiene la nostra ortensia possiamo descrivere le potature da effettuare.

Per tutte le specie di Ortensia che appartengono al gruppo di fioritura a metà estate e che portano fiori sul soltanto su ramificazioni dell’anno si effettua la potatura esclusivamente in primavera. Per questa tipologia di piante si accorciano tutti i fusti che hanno portato fiori a circa metà della loro lunghezza, si eliminano alla base i fusti danneggiati e quelli eventualmente malati. Per i fusti malati è bene tagliare il legno vecchio fino ad arrivare alla base della pianta. Nel primo anno di coltivazione queste piante avranno bisogno di un impostazione per la crescita. A tal fine si lasceranno soltanto due o tre ramificazioni principali tagliando le altre vicino a gemme sane mediamente a 40-45 cm da terra.
Gli arbusti che si trovano in posizione molto esposta hanno bisogno di una potatura più marcata che avrà come obiettivo quello di eliminare tutta la vegetazione lasciando soltanto 2-3cm a livello del suolo.

Negli anni successivi si praticano delle potature sulle vecchie ramificazioni lasciando soltanto due o tre gemme attive.

Il secondo gruppo di piante a fioritura estiva che però fioriscono sulle ramificazioni dell’anno precedente, comprende l’ortensia comune e le cultivar denominate “Lacecap” e “Mop head”. Queste cultivar hanno bisogno dopo il primo anno di crescita nel periodo primaverile di un intervento di potatura mirato all’eliminazione dei vecchi steli fiorali e all’eliminazione dei rametti sottili.
Tutte le altre piante, ovvero quelle di due anni di età e le più sviluppate necessitano di interventi di potatura annuale da effettuare in primavera. I rami che hanno prodotto dei fiori l’anno precedente dovranno essere ridotti in lunghezza con un taglio che arriva fino a 20cm dalla base lasciando almeno due gemme attive. I fusti vecchi che hanno più di due anni di età andranno eliminati alla base poiché non più in grado di assicurare un buon trasporto di nutrienti alle infiorescenze dei giovani rami.

Il gruppo di ortensie che fiorisce in tarda estate e che comprende specie come la Hydrangea aspera necessita di una potatura nel periodo primaverile. Queste piante dovranno subire soltanto una potatura alle ramificazioni vecchie, malate o danneggiate.

Fioritura su ortensia precedentemente potata
Fioritura su ortensia precedentemente potata

Le specie di ortensia rampicante avranno bisogno di un intervento di potatura appena alla fine del periodo di fioritura in modo da sollecitare subito una produzione di nuovi getti. Inoltre in concomitanza di questo intervento è bene rimuovere tutte le ramificazioni vecchie o malate tagliandole alla base. Le piante di questo tipo inoltre, avranno bisogno anche di un ridimensionamento della chioma nel caso fossero cresciute più del dovuto.

Potatura per il contenimento o l’impostazione della forma

Un altra pratica di taglio comune a cui è possibile sottoporre le ortensie dei tre gruppi accennati prima tranne le cultivar rampicanti, è quella destinata al contenimento o all’impostazione della forma della chioma. In questi casi si opera eliminando le ramificazioni di tre anni e anche quelli più vecchi. Si taglieranno anche alcune ramificazioni di due anni di età ma non tutte.

Si lasceranno invece i fusti di base in numero di 3-4 ad un altezza di circa 20cm. Se sono presenti rami danneggiati o malati eliminarli fino alla base all’attaccatura con il fusto principale. Da salvaguardare anche le ramificazioni giovani di un anno che si sviluppano sui fusti principali.

I fusti di due anni sono facilmente riconoscibili in quanto posseggono delle ramificazioni laterali. I rami più vecchi di due anni invece posseggono sia ramificazioni laterali che ramificazioni sub-laterali ovvero che dipartono da quelle secondarie.

I fusti di un anno invece sono quelli più sottili, corti e con una gemma apicale, sono facilmente riconoscibili e non è possibile sbagliarsi.

Impostazione della forma di ortensie rampicanti

È una pratica comune quella di guidare e far crescere piante rampicanti su superfici di varia natura. Il genere delle ortensie ci regala alcune specie adatte a questo scopo e con cui è possibile ottenere bei effetti ornamentali. Le ortensie di questo gruppo possono avere bisogno ad un certo punto della loro crescita di interventi di riduzione o contenimento della chioma.

Il periodo più adatto per la potatura delle ortensie rampicanti è dopo la fioritura quando tutti i corimbi sono appassiti. Gli interventi di potatura sono mirati anche alla rimozione delle parti vecchie, improduttive e malate. Queste ramificazioni andranno rimosse fino alla loro origine.

Il contenimento della chioma potrà essere fatto spuntando soltanto le ramificazioni fuori posto o troppo lunghe.

Potatura di un esemplare vecchio

È possibile avere a che fare con piante di diversi anni che non avendo ricevuto i giusti interventi di manutenzione mostrano una chioma disordinata molto fitta e una conseguente produzione di fiori ridotta rispetto al vero potenziale della pianta.

Per ringiovanire un vecchio esemplare di ortensia è necessario un intervento abbastanza drastico. Si elimina gran parte della chioma tagliando fino al legno vecchio lasciando 3 o 4 fusti principali ad una lunghezza di circa 20-30cm da terra. Si lasceranno soltanto le ramificazioni più giovani o al massimo di due anni di età eliminando eventuali parti malate.

Per gli esemplari rampicanti si sfoltirà la chioma interna quel tanto che basta per avere una vegetazione uniforme e si accorcerà in lunghezza e ampiezza a seconda delle necessità avendo cura di effettuare tagli ordinati, si elimineranno dapprima le ramificazioni danneggiate e quelle che presentano malattie.

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