Come innaffiare una Phalaenopsis

La Phalaenopsis è il nome botanico riferito al genere di piante, si tratta di orchidee epifite ovvero che si sviluppano su altre piante. Lo scopo di questa guida è di fornirti tutte le informazioni su come innaffiare una Phalaenopsis e alcuni consigli per prendertene cura e curarla al meglio.

Queste specie vegetali non sono da considerarsi totalmente “specie parassite” perché non traggono tutto il loro nutrimento dalla superficie su cui sono a contatto (in genere alberi) ma lo assorbono principalmente dall’atmosfera circostante.

Questo aspetto rende la coltivazione delle orchidee in particolare delle specie di Phalaenopsis alquanto difficile soprattutto per chi è alle prime armi con piante di questo tipo e non sa bene come assicurargli un ambiente ideale per lo sviluppo.

Aspetti importanti per lo sviluppo

Sono molti gli aspetti importanti per far sviluppare nel migliore dei modi una Phalaenopsis, tra quelli principali oltre ovviamente alla somministrazione di acqua, possiamo però individuare i seguenti:

  • Terreno, il terriccio è molto importante per queste piante. Esse crescono su alberi o pietre, e il loro apparato radicale si è sviluppato con lo scopo principale di sostenere la pianta più che di fornire nutrimento. Sono quindi da preferire dei terreni molto sciolti, da evitare invece quelli troppo compatti e asfittici che soffocherebbero le radici. Materiali ideali sono la corteccia di pino o di abete, ridotta in scaglie sottili, torba, sabbia e materiale inerte come perlite o lapillo lavico.
  • Temperatura ed esposizione, molto esigenti in merito a questi due elementi, le specie di Phalaenopsis hanno bisogno di temperature miti, vanno coltivate in serra o in appartamento monitorando la temperatura che non deve scendere mai sotto i 15 gradi e non superare livelli di 30 gradi.
    Vanno tenute inoltre in una posizione semi ombreggiata e molto luminosa, evitando il contatto diretto con i raggi solari. Nel periodo invernale i sistemi di riscaldamento tendono a diminuire l’umidità dell’aria, per evitare che ciò accada è bene fornire un sottovaso con ghiaia e acqua per fornire alla Phalaenopsis la giusta umidità.
  • Umidità. Un aspetto molto importante è l’umidità dell’aria, tanto importante quanto le innaffiature. Le Phalaenopsis necessitano di un umidità relativa compresa tra l’80 e il 90% e spesso questi valori sono molto difficili da raggiungere in appartamento e per questo vengono coltivate in serre riscaldate.

Phalaenopsis

Le innaffiature

L’aspetto principale riguarda le innaffiature che devono essere controllate e somministrate con cautela.

Le radici delle orchidee appartenenti al genere Phalaenopsis non tollerano ristagni idrici e prolungati periodi di umidità.
La somministrazione di acqua per la Phalaenopsis si può dividere in due momenti che corrispondono alla fase vegetativa della pianta e alla fase di riposo.

Nella fase vegetativa l’apporto idrico della pianta deve essere necessariamente maggiore, allo stesso tempo anche l’umidità dell’aria deve aumentare. Questa fase coincide con i mesi primaverili, estivi e parte dei mesi autunnali, in genere dura dalla primavera fino a quasi la fine dell’autunno.

Nel periodo invernale la pianta entra in un totale riposo vegetativo e per questo motivo le innaffiature andranno ridotte in modo drastico somministrando acqua quasi ogni due settimane. Alcune specie non ne avranno bisogno, il loro periodo vegetativo varia da alcune settimane a diversi mesi, per sapere esattamente per quanto tempo le piante restano in riposo vegetativo è bene fare riferimento alle schede di coltivazione nella sezione giardinaggio del sito.

Come per altre piante nel periodo estivo le orchidee hanno bisogno di un innaffiatura che in alcuni casi può arrivare anche ad un intervento quotidiano. Il terreno va inumidito in modo uniforme evitando gli eccessi e i ristagni idrici.

Per conoscere la quantità di acqua necessaria è bene tenere in considerazione al composizione del terreno e anche l’umidità ambientale.

Il terriccio ideale per la Phalaenopsis non deve essere molto compatto, in ogni caso è bene utilizzare una quantità ridotta di acqua se il substrato è composto in maggioranza da torba, in quanto quest’ultima è capace di trattenere una buona quantità di acqua.

Quando innaffiare

Chiarita la necessità di acqua nei vari periodi dell’anno rimane il quesito: in quale momento della giornata è meglio innaffiare.

La risposta è semplice, il mattino presto. Trattandosi di piante coltivate in prevalenza all’interno hanno bisogno di un innaffiatura nelle prime ore del mattino prima che il sole diventi troppo forte.

Come innaffiare al meglio la Phalaenopsis

Per evitare che la pianta soffra in seguito a errate innaffiature è bene sapere fin dall’inizio che è meglio evitare di bagnare i fiori e le foglie con un innaffiatura a pioggia.

L’annaffiatura va effettuata solo sul terriccio in modo uniforme evitando di bagnare il fogliame che in caso contrario può subire diverse scottature.
Il sole infatti illuminando le foglie bagnate potrebbe creare un effetto lente che andrebbe ad ustionare la superficie più esterna provocando delle macchie e facendo diminuire la capacità di fotosintesi della pianta.

Substrato tipico adatto ad un orchidea del genere, composto im prevalenza da amteriale grossolano. In questo caso si tratta di terriccio a base di corteccia d'albero. Crediti foto: nancybond
Substrato tipico adatto ad un orchidea del genere, composto in prevalenza da materiale grossolano. In questo caso si tratta di terriccio a base di corteccia d’albero. Crediti foto: nancybond.wordpress.com

Nei periodi di maggiore caldo bagnare il substrato in modo uniforme e attendere che la superficie si sia asciugata tra un innaffiatura e l’altra.

Le nebulizzazioni sono un buon metodo di somministrazione di acqua, tuttavia bisogna effettuarle con cautela in quanto possono creare un ambiente ideale per lo sviluppo di funghi in particolare la cosiddetta muffa grigia.

Le concimazioni liquide

Per evitare squilibri nel terriccio e bruciature a carico delle radici e per assecondare la natura delle piante fornendo nutrimento in forma liquida è bene utilizzare dei concimi prevalentemente liquidi.

Queste tipologie di fertilizzante sono da utilizzare soltanto in concomitanza delle innaffiature, bisognerà evitare quindi di somministrarli separatamente per non bagnare troppo il substrato.

Si possono utilizzare dei concimi liquidi appositamente studiati per piante di questo tipo, in modo da non alterare eccessivamente il pH del terriccio. Le concimazioni per la Phalaenopsis vanno somministrate unicamente nel periodo vegetativo della pianta quindi dalla primavera fino ai primi mesi autunnali. La frequenza delle concimazioni dovrà essere ogni due settimane a seconda delle indicazioni fornite sulla confezione del prodotto.

Il tipo di acqua da utilizzare

Per innaffiare una Phalaenopsis è bene utilizzare soltanto acqua piovana. L’acqua di rubinetto è troppo “dura” contiene cioè molti sali disciolti che andrebbero a sfavore dello sviluppo della pianta.

Per procurarsi dell’acqua piovana è bene utilizzare dei secchi da tenere all’aperto su balconi o terrazze o in giardino. Per chi possiede degli approvvigionamenti naturali come pozzi o simili è possibile utilizzare l’acqua senza problemi.

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