Come innaffiare la Lavanda

La lavanda è una pianta molto conosciuta utilizzata sia per scopi ornamentali che per usi aromatici e medicinali. Vediamo quali sono gli accorgimenti in fatto di innaffiature e come praticarle nelle diverse situazioni.

In natura la pianta di lavanda si ritrova in modo spontaneo dalla pianura fino a quote montane di 1200-1500 metri, si può rinvenire in zone aride e sassose prevalentemente in luoghi soleggiati.
Per questo motivo la pianta di lavanda non necessita di eccessive cure in fatto di somministrazione di acqua.

Diverso però è il discorso per quanto riguarda le piante riprodotte per talea. Le porzioni di pianta vanno tenute in un vasetto contenente un terriccio formato da una parte di sabbia e una di torba, dovrà essere mantenuto costantemente umido fino a che le talee non avranno mostrato segni di ripresa vegetativa. Dopodiché quando l’anno successivo verranno messe a dimora potranno essere trattate come le altre piante adulte.

Soltanto nei periodi di caldo maggiore le giovani piantine riprodotte da talea dovranno essere controllate ed aiutate con un innaffiatura quotidiana alla sera, all’incirca mezzo litro di acqua da distribuire in modo uniforme sulla zona delle radici senza bagnare la vegetazione.

Solitamente  la lavanda viene coltivata direttamente a dimora in giardino, per questo motivo le annaffiature sono controllate o da sistemi automatici oppure effettuate manualmente. Nel primo caso bisogna fare in modo che i sistemi di irrigazione automatica non bagnino la vegetazione della lavanda, per le piante coltivate all’aperto in realtà non serviranno annaffiature, basteranno le sole piogge ad assicurare il giusto livello di acqua. Anche nei periodi di caldo intenso le innaffiature saranno da evitare, a meno che non si tratta di giovani esemplari riprodotti da talea che non posseggono ancora un apparato radicale ben sviluppato.

Un ultima nota per quanto riguarda il substrato è la sua composizione, nei precedenti paragrafi abbiamo accennato al fatto che la lavanda cresce in modo spontaneo su terreni sassosi e poveri, quindi ben drenati.

È molto importante quindi coltivare la lavanda in un terreno ben drenato per evitare i ristagni idrici, vanno esclusi terreni troppo argillosi e asfittici, sono da preferire i terreni sabbiosi e sassosi, è possibile aggiungere anche manualmente al momento dell’impianto dell’argilla espansa o del pietrisco fine o della sabbia in caso il terreno non corrispondesse ai requisiti ideali per la pianta di lavanda.

Per ogni altra informazione sulla lavanda puoi fare riferimento alla lavando come pianta aromatica e alla coltivazione della lavanda come pianta da siepe.

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