Byblis aquatica, Pianta arcobaleno

Descrizione

La Byblis aquatica conosciuta con il nome comune di Pianta arcobaleno è una specie annuale appartenente alla famiglia delle Byblidaceae. È largamente diffusa nel territorio Australiano e nella Nuova Guinea dove cresce spontanea in zone paludose e nelle torbiere naturali.

Si tratta di una pianta palustre che richiede un elevata umidità del terreno di coltivazione. La pianta possiede un unico fusto centrale che a volte può presentare ramificazioni. Raggiunge dimensioni molto contenute e può essere tenuta senza problemi in vaso purché gli si assicuri la giusta umidità.

Le foglie delle pianta sono sottili e filiformi, sono di colore verde nella parte dell’ascella e via via sempre più tendenti al rosso porpora in prossimità dell’apice. Hanno una lunghezza ridotta che varia da 2 a 5 cm.

La pianta per sopravvivere cattura piccoli insetti come moscerini e coleotteri, è dotata di trappole collose che attraggono gli insetti che una volta giunti su di esse rimangono intrappolati dai numerosi tentacoli. I tentacoli disposti in modo uniforme sulle trappole hanno anche la capacità di digerire le prede. La Byblis aquatica è considerata a tutti gli effetti una pianta carnivora.

Oltre alle trappole anche le foglie svolgono un azione di attrattiva e digestione delle prede, su di esse infatti sono presenti dei minuscoli tentacoli ghiandolari che producono degli enzimi digestivi e dei terpenoidi.

Il nome comune di pianta arcobaleno le è stato attribuito per via dell’effetto rifrattivo che si verifica quando la luce colpisce le numerose ghiandole trasparenti presenti sulla pianta.

Tipo di Terreno

La Byblis aquatica non richiede un terreno molto ricco di nutrienti, esso infatti deve essere il più possibile simile a quello di origine, in natura infatti i terreni che ospitano questa pianta sono molto poveri di sostanza organica.

Il terreno ideale deve avere un pH acido e un’ottima umidità. La tipologia di substrato può essere composto nelle seguenti proporzioni: una parte di torba acida, una parte di argilla e una parte di sabbia.

Tuttavia la coltivazione in vaso della pianta deve prevedere l’utilizzo di un substrato composto da: sabbia non calcarea, perlite o argilla espansa e torba in parti uguali.

Esposizione

L’esposizione della Byblis aquatica deve essere in pieno sole. Sono tollerate anche posizioni a luce filtrata purché ci sia un elevata luminosità.

Fioritura della Byblis aquatica

La fioritura di questa specie avviene nel periodo estivo. I fiori hanno un colore viola o lilla, composti da cinque petali, sono larghi da 2 a 2,5 cm.

Moltiplicazione

La moltiplicazione della Byblis aquatica può essere fata in due modi principali, ovvero: tramite seme o attraverso la talea.

La riproduzione della pianta tramite talea è semplice, e data la natura a ciclo annuale della pianta spesso diviene la modalità prevalente di riproduzione. Le talee dovranno essere prelevata prima o durante la fioritura in estate. Si prelevano le ramificazioni apicali con una lunghezza di 10-14 cm, le porzioni di fusto dovranno essere messe a radicare in un vaso composto da un substrato contenente in prevalenza della perlite aggiunta a torba in piccola percentuale.

Il substrato di coltivazione dovrà essere tenuto costantemente umido e mai lasciato seccare, la vegetazione  delle talee è abbastanza rapida, bastano infatti poche settimane per costatare segni di ripresa vegetativa.

L’alternativa alla riproduzione tramite talea è la semina, per assicurare la produzione di semi è importante agevolare l’operazione di impollinazione soprattutto se la coltivazione avviene in vaso.

La semina di Byblis aquatica si effettua in primavera utilizzando un terriccio composto da materiali indicati nella proporzioni consigliate nel paragrafo del terreno. Per assicurare la germinazione è importante che i semi vengano interrati sotto un sottile strato di terriccio, a tal fine si userà soltanto della torba in superficie. Altro aspetto importante per assicurare una buona percentuale di germinazione è il mantenimento di un buon grado di umidità superficiale. In alcuni casi si ritiene opportuno l’utilizzo di acido gibberellico per favorire la germinazione dei semi, l’utilizzo del prodotto prevede un bagno di 8-10 ore in una soluzione composta da acqua tiepida.

Per quanto riguarda la temperatura a cui dovrà essere tenuto il contenitore è bene mantenersi sui 18-20 gradi. La germinazione dei semi in media avviene in minimo 12 giorni a massimo 30.

Accorgimenti colturali

Per la coltivazione di questa pianta in vaso è necessario assicurare le corrette esigenze al fine di non incorrere in problemi.

Prima di tutto sarà necessario scegliere un contenitore adeguato, sono consigliabili vasi non troppo grandi e abbastanza alti in modo che il terreno possa assorbire una buona quantità di acqua. È importante anche scegliere un buon sottovaso che in molti casi è preferibile avere della stessa altezza del vaso.

Il sottovaso infatti servirà per l’irrigazione della pianta che necessità di un umidità costante del terreno. Saranno da evitare i ristagni prolungati e si dovrà fare in modo che le radici non stiano perennemente bagnate, per tenere sotto controllo questo aspetto si dovrà regolare l’altezza dell’acqua nel sottovaso rabboccandola quando necessario.

Per le innaffiature dovrà essere utilizzata dell’acqua piovana oppure dell’acqua con un basso contenuto di sali minerali come quella ad osmosi inversa. Nel periodo invernale si può impiegare anche l’innaffiatura classica dall’alto evitando l’uso del sottovaso.

La temperatura ideale di crescita deve mantenersi su un minimo di 10 gradi, la pianta tollera il caldo purché ci sia una buona umidità del terreno, le temperature massime tollerate si attestano sui 30-33 gradi.

Malattie, parassiti e avversità

L’unica problematica che può presentarsi con questa specie è l’eccessiva somministrazione di nutrienti che può avvenire sia tramite l’impiego di concimi liquidi o substrati troppo ricchi che tramite l’impiego di acqua ricca di sali minerali.

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