Bignonia

Descrizione

Il genere Bignonia comprende una vasta gamma di specie vegetali per lo più rampicanti decidue o sempreverdi, molto ricercate nella coltivazione in giardini. Le specie appartenenti al genere sono più di 450 e la maggior parte di esse sono originarie del continente Americano.

A questo genere appartenevano anche diverse specie che sono state divise successivamente secondo i criteri del sistema di classificazione internazionale, una di queste ad esempio è la Campsis radicans (Bignonia radicans).

Sono molte le varietà coltivate a fini ornamentali, le quali hanno esigenze colturali molto diverse tra loro.
Alcune specie crescono particolarmente bene nelle regioni più calde delle nostra penisola, altre invece si adattano anche ai posti più freddi delle regioni pre-alpine.

In quei luoghi dove le temperature invernali sono abbastanza miti si possono coltivare tranquillamente specie come Bignonia x tagliabuana, Bignonia radicans e Bignonia madame galen direttamente all’esterno, magari provvedendo soltanto ad una semplice pacciamatura alla base delle piante prima dell’inizio delle gelate. Altre specie di importanza ornamentale sono: Bignonia grandiflora, Bignonia venusta e Bignonia capreolata.

La Bignonia capreolata è ad esempio molto vigorosa, raggiunge altezze considerevoli ed è impiegata spesso lungo tralicci, pali e alte colonne.

La maggior parte delle specie presenta foglie composte, di colore verde e disposte in modo alternato lungo i fusti. Altre posseggono foglie decidue, altre ancora hanno foglie sempreverdi, alcune invece pur presentando foglie sempreverdi se coltivate in climi non adatti possono diventare decidue.

Le ramificazioni posseggono molti viticci che permettono una salda presa a superfici vicine, essi sono dotati di tante piccole ventose che agevolano la rampicata.

I fiori, sono uno degli aspetti principali che rendono questo genere molto interessante. Hanno diverse colorazioni che vanno dall’arancio al rosso, sono di forma tubolare lunghi circa 5cm e sono dotati di 5 lobi terminali.
Ai fiori seguono delle capsule di forma allungata come dei fagioli, all’interno sono contenuti i semi.

La coltivazione delle maggiori specie di Bignonia viene fatta in vaso o in piena terra dove possano trascorrere un inverno senza pericolose gelate. Difficilmente si coltivano in serra, eccetto nei vivai predisposti, dove occuperebbero troppo spazio.

È molto facile trovarla coltivata a ridosso di muri dove la sua capacità di estensione sia in larghezza che in altezza provoca un effetto coprente molto bello a vedersi. Tuttavia tramite tecniche di potatura mirata è con diverse guide è possibile farla crescere secondo uno schema ad arco oppure lasciarla arrampicare verticalmente lungo dei colonnati.

Messa a dimora

La messa a dimora della specie di Bignonia viene effettuata nel periodo primaverile. È bene dotare le piante fin dall’inizio di sostegni che serviranno per stabilizzare la vegetazione.

Tipo di Terreno

Il tipo di terreno ideale per le specie di Bignonia è leggero e ben drenato. Un terreno di medio impasto con una buona percentuale di sabbia e materiale organico va più che bene. Le specie di questo genere di adattano bene anche a terreni argillosi.

Esposizione

La collocazione più adatta alle piante del genere Bignonia è in pieno sole. Tollera tuttavia anche posizioni in mezza ombra a scapito però della fioritura che come qualità e numero di fiori sarà inferiore  rispetto all’esposizione totale al sole.

Fioritura

La fioritura per le piante che appartengono al genere Bignonia avviene nel periodo estivo, rinnovandosi per diversi mesi.

Moltiplicazione

La riproduzione delle Bignonie può avvenire per seme o per talea.

Le talee semi-legnose si effettuano nel periodo primaverile, si scelgono i giovani germogli laterali e si prelevano delle porzioni di circa 10-12cm.

Le talee andranno fatte radicare in vasi di piccole dimensioni contenenti un terriccio composto da 50% di sabbia e torba. I vasi vanno tenuti ad una temperatura costante di 20 gradi, le nuove piante che avranno mostrato una ripresa vegetativa potranno essere messe a dimora la primavera successiva.

Accorgimenti colturali

Gli interventi di potatura annuale si effettuano nel periodo primaverile.
Si eliminano tutte le ramificazioni vecchie, quelle malate e quelle danneggiate dalle condizioni atmosferiche avverse. Vengono al contempo potate tutte le ramificazioni più vigorose contenendole in larghezza a seconda delle necessità.
Questi interventi di potatura sono anche necessari per favorire la fioritura in quanto favoriscono la produzione di nuova germogliazione sulla quale si svilupperanno i fiori.

Come già accennato ci sono particolari specie che non sopportano temperature invernali troppo basse, è bene dunque tenere presente come regola principale che queste piante sopportano temperature minime di 7-10 gradi oltre il quale avrebbero uno shock talmente forte da portarle alla morte. Tuttavia è possibile mantenere attivo l’apparato radicale, effettuando una pacciamatura, in questo modo è possibile che le piante sopravvivano all’inverno producendo nuova vegetazione la primavera successiva.

Per quanto riguarda le innaffiature bisogna tenere presente che nel periodo primaverile e fino al periodo estivo dovranno essere aumentate in frequenza soprattutto in quei posti dove le precipitazioni sono scarse e le temperature molto elevate. Se coltivate in vaso e tenute in serra possono essere innaffiate una volta a settimana. Nel periodo invernale per le piante tenute all’interno e quelle non esposte a piogge si dovrà provvedere ad un irrigazione ogni 15 giorni circa. In tutti i casi sono da evitare i ristagni idrici e l’eccessiva umidità.

Malattie, parassiti e avversità

Tra gli insetti che possono colpire le piante di Bignonia ci sono:
Afidi
Ragnetto rosso
Cocciniglie

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