Potatura dell’Azzeruolo

L’azzeruolo nome comune di Crataegus azarolus è un fruttifero poco diffuso e anche poco conosciuto, appartiene al gruppo dei frutti minori. In passato era molto considerato, al giorno d’oggi è coltivato da pochi e diffuso perlopiù come pianta ornamentale per la creazione di siepi.

In questa guida descriviamo la potatura dell’azzeruolo partendo dalle prime fasi iniziali di allevamento per arrivare poi alle potature di mantenimento e di produzione.

La pianta oltre ad essere coltivata e presente nei giardini è diffusa in molte parti dell’Italia allo stato selvatico. La sua diffusione è molto accentuata al sud, la Sicilia è la regione in cui questa pianta è più presente.

Prima di analizzare in dettaglio le varie fasi di potatura è bene fare una breve introduzione a quelle che sono le caratteristiche dell’azzeruolo illustrando il portamento della pianta le sue dimensioni e il tipo di ramificazioni che la caratterizzano.

Portamento e caratteristiche della pianta

L’azzeruolo è un arbusto di medie dimensioni generalmente ha un portamento cespuglioso ma in alcune varietà si accresce di più in altezza. Le dimensioni massime raggiunte sono 7-8 metri in altezza e 3-4 metri di estensione.

La pianta ha anche alcune varietà che si distinguono principalmente per la colorazione del frutto. Oltre quello rosso (Azzeruolo di Romagna) esistono anche la varietà bianca (Moscatello) e l’azzeruolo giallo (Azzeruolo del Canada). Queste varietà tuttavia necessitano delle stesse operazioni colturali di quella rossa, per cui gli interventi di potatura sono gli stessi.

Le varietà Moscatello e l’Azzeruolo del Canada (varietà a frutto giallo) differiscono per il portamento rispetto alla varietà a frutto rosso mentre queste è a portamento eretto le prime due hanno un portamento quasi pendulo o più precisamente semi-eretto.

Le ramificazioni della pianta sono più o meno lunghe e non troppo spesse. I rami della varietà rossa presentano spine più o meno diffuse sulle ramificazioni, ciò può rendere particolarmente difficile l’operazione di potatura e anche quella di raccolta.

I fiori di tutte e tre le varietà principali sono ermafroditi quindi non c’è la necessita di coltivare più esemplari per ottenere la produzione di frutti. C’è però un eccezione per la varietà bianca, questa infatti è autoincompatibile e necessita di impollinazione incrociata. La fioritura avviene nella parte apicale dei rametti aventi un anno di età i quali presentano in prevalenza gemme miste.

Per quanto riguarda i frutti la loro maturazione avviene con alcune differenze a seconda della varietà coltivata. L’azzeruolo a frutto rosso e quello a frutto bianco giungono a maturità nella seconda metà del mese di settembre. L’azzeruolo giallo invece è più precoce, la sua maturazione avviene un mese prima, i frutti quindi sono pronti per essere raccolti già dalla prima metà di agosto.

La coltivazione dell’azzeruolo può avvenire anche su portainnesto, in genere viene usato il biancospino che risulta particolarmente rustico e adatto ad una vasta gamma di terreni.

Forme di allevamento

L’azzeruolo può essere allevato secondo diverse forme. Per le piante coltivate per scopo ornamentale si preferisce un allevamento libero che asseconda in tutto e per tutto il naturale portamento della pianta.

Le piante coltivate per la produzione dei frutti invece vengono allevate in prevalenza scegliendo la forma a vaso. Questo schema di allevamento prevede la formazione di un tronco alto un metro da cui dipartono 3 o 4 branche principali che sosterranno l’intera chioma.

Un altra forma diffusa è quella a piramide che può adattarsi anche alle varietà che si accrescono di più in altezza.

Per quanto riguarda i sesti di impianto ci sono alcune differenze in base al portainnesto scelto. Le piante innestate su franco hanno necessità di maggiore distanza, in genere 4 metri tra le piante e 5 metri tra i filari. Diversamente le piante innestate su biancospino possono essere coltivate a distanze minori lasciando 3 metri tra le piante e 4 metri tra i filari.

Altri portainnesti utilizzati per questa pianta oltre il franco e il biancospino sono i portainnesti di cotogno, i più importanti: BA 29 e CTS 212.

Potatura di formazione

La potatura di formazione dell’Azerruolo richiede un tempo di allevamento di 30-36 mesi. Gli interventi in questa fase sono concentrati dal primo al terzo anno dalla messa a dimora. È importante praticare questi tagli di potatura già su piante giovani in modo da direzionarne fin da subito la crescita e non avere problemi e ritardi nella produzione cosa che avviene su piante già sviluppate.

Per l’allevamento a forma libera e a vaso si effettuano le stesse operazioni, descritte di seguito.

Nel primo anno di coltivazione si effettua la cimatura dell’astone principale a circa un metro da terra, si elimineranno eventuali ramificazioni presenti lasciando il tronco spoglio. Nella fase di messa a dimora è preferibile dotare la pianta di un sostegno così da agevolare la crescita e la stabilità generale.

Nel secondo anno nel periodo di febbraio marzo si avrà già qualche germoglio ben sviluppato. Si procederà così all’allevamento delle 3-4 branche principali. Si scelgono i germogli più robusti e quelli già ben disposti, devono essere distanziati di 90 o 120 gradi tra loro. Tutte le altre ramificazioni eventualmente nate andranno eliminate, se ne lascerà qualcuna più vigorosa che verrà accorciata della metà.

Nel terzo anno di allevamento le ramificazioni scelte saranno già ad un buon grado di sviluppo, si lasceranno quindi sviluppare liberamente eliminando soltanto eventuali polloni che nasceranno alla base del ceppo e se presenti si taglieranno i germogli che nascono sul tronco al disotto delle branche principali.

Negli anni successivi si procederà con operazioni di potatura verde e con la cimatura dei getti di un anno di età al fine di stimolare la continua produzione di gemme fiorali.

Potatura di produzione

La potatura di produzione dell’azzeruolo inizia solitamente dopo il terzo o quarto anno dalla messa a dimora per piante innestate. Le piante coltivate da seme hanno invece un entrata in produzione molto tardiva.

Come già accennato in precedenza la fioritura di questa pianta avviene sui giovani rametti di un anno. Questi dovranno essere preservati, potranno però essere accorciati. Con un taglio della loro parte apicale la pianta comincerà a emettere fiori quasi per tutta la lunghezza del ramo.

La potatura di produzione tiene conto anche della futura raccolta. Nella varietà di azzeruolo rosso che in genere è molto più propensa ad emettere spine si cercherà di creare una chioma abbastanza ampia in modo da agevolare le operazioni di raccolta.

Annualmente nel periodo di febbraio o marzo andranno rimosse le ramificazioni vecchie e malate, quelle danneggiate dalle intemperie e che risultano spezzate.

Potatura di rinnovo

La potatura di rinnovo in piante vecchie e trascurate per molto tempo prevede delle semplici operazioni.

Premesso che è inutile reimpostare la forma di una pianta ormai sviluppata liberamente a meno che non si debba ridimensionare la chioma per motivi di spazio. L’operazione principale quindi si concentrerà sulla riequilibratura della parte aerea. Questa pratica consiste nello sfoltimento della parte interna della chioma con l’eliminazione delle ramificazioni intricate e troppo fitte.

Si cercherà di contenere l’eccessiva estensione della pianta con operazioni sulla parte finale della chioma, quel tanto che basta per ridare un aspetto ordinato. In seguito si taglieranno tutte le ramificazioni che manifestano segni di malattia o deperimento cercando di effettuare tagli vigorosi solo se strettamente necessario.

Se alla base della pianta sono nati dei polloni questi andranno eliminati nel loro punto di origine.

Potatura verde

L’intervento di potatura verde sulla pianta di azzeruolo si pratica in estate oppure nel periodo autunnale.

Questa pratica consiste essenzialmente nella cimatura a carico dei rami misti che portano al loro apice i fiori. Con questa cimatura si ottiene l’anno successivo una maggiore produzione di fiori e quindi di frutti.

Altri accorgimenti

Oltre alle normali operazioni di cui necessita la pianta è opportuno effettuare alcuni accorgimenti dopo la raccolta.

Eventuali rametti spezzatie a causa del diradamento dei frutti dovranno essere accorciati fino alla parte sana in concomitanza con l’intervento di potatura verde.

La pulizia alla base del frutteto è un altra operazione da effettuare soprattutto se si è provveduto all’inerbimento del terreno. Il prato quindi andrà tosato e in seguito alla potatura si dovranno eliminare tutte le ramaglie evitando così anche possibili infestazioni da parte di parassiti.

Approfondimenti

Bibliografia

  • Il giardinaggio – Garzanti
  • Alberi – Banfi E., Consolino F., Durante A. e M
  • Flora alpina – Zanichelli

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