Potatura dell’Albicocco

In questa guida illustriamo la potatura dell’albicocco, le fasi iniziali dell’allevamento, gli interventi di potatura verde e potatura secca necessari allo sviluppo della chioma e al supporto della produzione.

Prima di entrare nel dettaglio con le fasi di potatura è bene capire la natura di questa pianta illustrandone gli aspetti principali.

L’albicocco è come ben sappiamo una pianta fruttifera originaria della Cina e diffusa in tutta la nostra penisola, coltivata dalla pianura fino a quote collinari. La produzione sul territorio italiano avviene principalmente nella regione Campania con oltre il 33% della quantità nazionale, seguono l’Emilia Romagna e la Basilicata. La produzione totale è di circa 200.000 tonnellate all’anno (fonte CSO, 2012) con quantità oscillanti a seconda delle condizioni meteo più o meno avverse.

Portamento e caratteristiche della pianta

La pianta di albicocco presenta un grosso e robusto apparato radicale. La pianta cresce con altezze che variano dai 4 ai 6 metri con un espansione di circa 3-4 metri. È una specie abbastanza rustica ma teme particolarmente i geli primaverili in fase di fioritura e allegagione.

La pianta di albicocco possiede rami misti ovvero composti da rami a fiore e a legno, brindilli caratteristici delle pomacee e dardi a mazzetto. Gran parte delle cultivar forma i fiori soltanto sulla parte apicale dei rami misti con età di un anno.

Forme di allevamento

La forma di allevamento più indicata per l’albicocco è quella a vaso libero che si concilia bene con l’aspetto naturale che assume la chioma. L’albicocco può essere allevato anche secondo la forma a palmetta.

Forma a palmetta

La forma a palmetta è un metodo di allevamento piatto nel senso che la chioma viene allevata prevalentemente in altezza e in larghezza, la profondità è mantenuta il più possibile ridotta.

Questa impostazione prevede l’allevamento di un tronco molto corto da cui dipartono due ramificazioni principali ovvero due branche opposte. Il tronco viene capitozzato nelle piante giovani a circa 30-40cm da terra, il posto migliore per allevare queste piante è contro un muro o una recinzione abbastanza alta, in mancanza di essi è necessario predisporre dei sostegni verticali composti da filo di ferro mantenuto da due pali laterali.

Il primo filo verrà posto a 40cm da terra in prossimità delle due branche principali, i successivi fili andranno disposti a intervalli di 35-40cm. Le due ramificazioni principali verranno cimate a 40cm subito dopo la prima gemma vigorosa, questa operazione servirà per favorire la produzione di getti laterali.

Queste ramificazioni andranno poi legate in primavera a delle canne ancorate a terra e inclinate di 40 gradi rispetto al tronco centrale, dovranno quindi risultare opposte l’una all’altra. Tutti gli altri getti laterali dovranno essere accorciati a una gemma e tenuti come rami secondari nel caso di problemi con le branche principali (danni o possibili malattie).

Nel periodo estivo si effettueranno ulteriori legature delle branche per assicurare la loro crescita inclinata. Dopodiché andranno allevati due germogli per ramificazione, queste saranno le sottobranche e dovranno essere scelte a distanza simmetrica in entrambi i lati. Dopo questa operazione andranno eliminati tutti i rametti secondari e non destinati alla formazione della chioma.

Nella primavera successiva prima della germogliazione sarà necessario accorciare le ramificazioni delle branche di un terzo appena sopra una gemma robusta. In estate andranno rimossi tutti i getti più deboli e quelli troppo vigorosi che faranno concorrenza alle sotto branche, si continueranno gli interventi di legatura per assicurare una chioma simmetrica. Nuovamente nel terzo anno in primavera si ripeteranno le stesse operazioni, rimozione dei rami deboli, legature e riduzione dei getti della chioma di un quarto per stimolare ulteriormente la produzione di vegetazione e il rafforzamento delle branche. Ogni primavera andranno eliminati i getti secondari o meglio sfoltiti lasciandone uno ogni circa 20 cm sulle ramificazioni. I getti che crescono lateralmente e quelli che crescono verso il centro andranno rimossi, i germogli che si incrociano invece andranno accorciati a 4-5 gemme.

Forma a vaso

Per la forma a vaso In genere il fusto principale viene allevato ad un altezza di 1-1,2 metri da terra, da esso si allevano quattro branche principali. Le branche andranno scelte da germogli giovani di venti centimetri, dovranno avere tutte le stesse dimensioni ed esse distanziate opportunamente per non creare squilibri nella futura chioma.

Per guidare la forma delle branche si useranno dei tiranti, degli spaghi o dei divaricatori. I primi rami che si svilupperanno sulle branche andranno cimati e nel caso fossero molto vigorosi con uno sviluppo in larghezza particolarmente accentuato andranno rimossi del tutto.

Potatura di formazione

Dopo la messa a dimora degli astoni di albicocco si dovrà provvedere al tutoraggio tramite un palo di legno. Questo servirà guidare il corretto sviluppo del tronco principale, si praticheranno in seguito varie legature man mano che il tronco si sviluppa in altezza.

Fin dal primo anno dalla messa a dimora si dovranno già individuare le 3 branche principali che andranno a costituire l’impalcatura della chioma. Per scegliere quelle migliori è necessario tenere conto oltre che della loro vigoria anche del loro spessore, dovranno essere abbastanza ampie e di uguale dimensione.

Le branche principali non dovranno riceve alcun intervento di potatura o cimatura ma dovranno essere lasciate libere di svilupparsi. L’unico intervento da fare su di esse è la curvatura di 30-40 gradi rispetto al tronco principale. Per fare ciò è possibile utilizzare degli spaghi e dei tiranti fissati a terra o a paletti di legno oppure usare direttamente delle canne ancorate al terreno e con la giusta inclinazione.

Molto importante in questa fase, sono da evitare tutti gli interventi di cimatura e di speronatura ovvero del taglio delle ramificazioni a 10-20cm. L’unico intervento di potatura verde da effettuare durante i primi due anni è quello del diradamento dei fiori come descritto nel paragrafo della potatura verde.

Le piante che hanno 3-4 anni e presentano dei succhioni vigorosi sulla parte bassa delle branche dovranno subire delle torsioni al fine di guidarli nello sviluppo ricoprendo i vuoti della chioma.

Potatura di produzione

A partire dal terzo anno la pianta di albicocco avrà bisogno di interventi di potatura di produzione, destinati non solo al mantenimento della forma scelta e dell’ulteriore guida nello sviluppo della chioma, ma anche a favorire la produzione dei frutti.

L’intervento di produzione più comune è la rimozione dei rami deboli e poco sviluppati all’interno della chioma, quelli più in ombra o che ricevono poca luce. Questo intervento è compreso anche nelle pratiche di potatura verde poiché viene praticato in concomitanza con la fioritura dell’albero.

Per le piante allevate già dalla messa a dimora gli interventi di potatura di produzione possono avere effetti positivi sulla formazione dei frutti e lo sviluppo generale della pianta. Gli interventi di potatura dovranno essere commisurati alla quantità di frutti prodotti l’anno precedente, alcune varietà di albicocco infatti sono caratterizzate dal fenomeno dell’alternanza della produzione, in questi casi la potatura non servirà a migliorare la produzione.

Nel caso si è in possesso di varietà soggette ad alternanza di produzione è bene sapere che gli interventi di potatura nell’anno seguente alla produzione di frutti dovranno essere limitati al minimo.

Per gli interventi di potatura in luoghi collinari, al nord e in montagna è bene fare attenzione al periodo in cui si praticano i tagli, le gelate tardive infatti possono causare un blocco della crescita della pianta oltre che danni alla vegetazione. Si dovranno tenere anche in considerazione la tipologia di rami su cui vengono prodotti i frutti, fare un confronto con le precedenti annate e provvedere di conseguenza alle potature.

Per le piante già sviluppate si dovrà provvedere a preservare la produttività delle branche principali a tal fine si sceglieranno i rami dell’annata partendo dalla cima della chioma, questi devono essere poco sviluppati poiché serviranno come prolungamento della branca. Le ramificazioni presenti sulle branche devono essere più lunghe alla base e più corte man mano che ci si avvicina all’apice di essa.

I succhioni verticali dovranno essere eliminati a meno che non servano all’infoltimento della chioma.

Potatura di rinnovo

Per piante adulte che non hanno ricevuto interventi di potatura e che presentano più di 3 branche si dovrà procedere come segue.

Come prima cosa si elimineranno le branche più deboli lasciandone soltanto 5, poi se ne accorcerà un altra per guidarla orizzontalmente, nel caso risultasse troppo robusta si dovrà accorciare fino ad una ramificazione che può essere fatta sviluppare in orizzontale.

L’anno seguente si eliminerà del tutto la branca piegata e se ne lasceranno in totale quattro che saranno le branche definitive della pianta. Le branche dovranno essere potate a spina di pesce ovvero con le ramificazioni vicine alla base più ampie e le restanti man mano che ci si avvicina all’apice sempre più strette.

Potatura verde

Gli interventi di potatura verde dell’albicocco si dovranno effettuare dopo il primo anno di messa a dimora degli astoni, nel periodo primaverile.

Le piante giovani di albicocco presenteranno dopo 12 mesi già una buona produzione di rami su tutto il tronco, i primi interventi di potatura quindi riguardano la rimozione di parte di questa germogliazione. A partire dai 40 cm fino alla base dovranno essere eliminati tutti i giovani rametti, ne verranno lasciati soltanto tre o quattro, i più sani, delle stesse dimensioni, si dovranno scegliere quelli più compatibili con la futura posizione delle branche.

Queste ramificazioni si formeranno fino all’entrata della pianta in riposo vegetativo, dovranno quindi essere eliminati con interventi a cadenza mensile. Questo intervento fatto gradualmente assicura un buon sviluppo di fusto, radici e delle branche scelte, diversamente interventi di potatura troppo drastici non sarebbero compatibili con lo sviluppo della pianta.

Le piante di albicocco di due o tre anni cominceranno già a produrre dei fiori. Caratteristica comune dopo gli interventi di potatura precedenti è la formazione di numerose infiorescenze sulla parte alta dei rami. Questi fiori caricano eccessivamente con il peso (anche dei successivi frutticini) i giovani rami che una volta piegati risulteranno inadeguati alla struttura della chioma. Per evitare questo problema è necessario diradare i mazzetti fiorali fino a 40-50cm dall’apice lasciando il resto dei fiori più vicini all’attaccatura dei rami.

Altri interventi che rientrano nella potatura verde sono l’eliminazione dei frutti in fase di allegagione se questi sono molto numerosi. I frutti dovranno essere rimossi dai brindilli, verranno eliminati quelli che presentano deformazioni o risultano troppo piccoli.

Altri accorgimenti

Molto importante è la prevenzione delle malattie fungine in particolare della monilia che è facilmente riconoscibile dalla mummificazione dei frutti.

Questa malattia si diffonde facilmente anche grazie ad attrezzature di potatura non correttamente sterilizzate ma più che altro la rimozione delle mummie (frutti infetti) e dei rametti colpiti è molto importante. Un altro indizio della moniliosi è la secrezione gommosa che si può presentare su alcuni rami, è bene rimuoverli con un intervento di potatura e cicatrizzare subito i tagli con del mastice.

Le branche danneggiate o spezzate dal carico dei frutti o dalle intemperie dovranno essere sostituite da nuove ramificazioni. Prima di tutto andranno accorciate, si sceglieranno quindi le branche sostitutive. Per la piegatura delle branche che dovranno essere posizionate ma che sono troppo robuste per essere raddrizzate si dovrà usare un piccolo espediente. Si effettueranno dei piccoli tagli lungo il punto di curvatura così facendo il ramo potrà essere facilmente piegato, il numero di tagli è proporzionale al grado di curvatura.

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