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Potatura del Susino

In questa guida illustreremo le varie fasi di potatura del susino, dalla fase di allevamento dopo la messa a dimora a quella della potatura di produzione, vedremo anche le varie forme di allevamento e come guidare lo sviluppo della chioma.

Le varietà di susino che è possibile trovare in vivaio sono molte, la maggior parte di esse però sono cultivar di susini europei, piante su portainnesto di mirabolano e varietà di susino cino-giapponesi.

A seconda del clima del luogo di impianto la cultivar da scegliere può essere diversa, i susini europei infatti si adattano meglio alle zone fredde e temperate. Possono dare quindi buoni risultati se coltivati al nord e risultati scarsi se coltivati all’estremo sud del paese, in mancanza del tempo minimo di vernalizzazione.

Le cultivar di susino cino-giapponese invece crescono meglio nei luoghi dove le estati sono precoci, temperature calde già dalla metà del mese di maggio.

Portamento e caratteristiche della pianta

La pianta di susino può assumere una dimensione differente a seconda del portainnesto utilizzato per la cultivar. In genere però si può dire che è una pianta di media grandezza con un portamento assurgente.

Le piante allevate su portainnesto di mirabolano raggiungono facilmente i 4 metri di altezza, tuttavia le dimensioni finali variano a seconda del tipo di forma scelta per l’allevamento.

Forme di allevamento

Le forme di allevamento più note per il susino sono quella a vaso, a palmetta e a piramide. Vediamo di seguito di descriverle meglio e di capire come procedere per l’allevamento iniziale.

  • Forma a vaso: La forma a vaso si estende in tutte e tre le direzioni, altezza, larghezza e profondità. Questa forma permette una buona illuminazione della parte interna della chioma favorendo una buona fruttificazione. I sesti di impianto richiedono distanze tra le piante di 5 metri e 6 metri sulle file, oppure 4 metri tra le piante e 5 metri tra le file utilizzando il portainnesto mirabolano. Nel momento della messa a dimora si procede subito con la capitozzatura dell’astone che deve essere tagliato ad un altezza di 80-90cm da terra. Tutte le ramificazioni già presenti sulla pianta vanno lasciate intatte e non vanno potate. Le potature di formazione avverranno quindi dopo il primo anno.
  • Forma a piramide: È una forma tridimensionale (o forma in volume) e prevede quindi lo sviluppo di una chioma abbastanza ampia, esistono più varianti come la piramide nana.
  • Forma a palmetta, forma bidimensionale (o meglio forma piatta) adatta a piante che hanno poco spazio per sviluppare una chioma espansa e globosa.

Potatura di formazione

Se si sceglie di allevare il susino secondo la forma a vaso si dovrà come descritto prima cimare l’astone principale ad una determinata altezza. Gli interventi di potatura quindi inizieranno soltanto dopo il primo anno dalla messa a dimora.

Forma a vaso

La forma a vaso prevede l’allevamento di tre branche principali distanziate di 120gradi l’una dall’altra, questi rami dovranno essere scelti tra quelli più robusti disponibili cercando di privilegiare quelli già in posizione. La curvatura delle branche dovrà essere fatta con un angolo di 30-35 gradi e con l’aiuto di tiranti o di canne fissate al terreno. Durante il periodo estivo si dovrà cimare il getto principale nel caso si presenti troppo sviluppato, in seguito dovrà essere eliminato nel periodo invernale. Tutte le ramificazioni al disotto del punto di sviluppo delle branche andranno eliminate durante il periodo estivo.

Nel secondo anno nel periodo invernale si effettua la cimatura delle branche principali appena sopra la gemma che andrà a formare le sottobranche. Per le ramificazioni più spesse e vigorose il taglio dovrà essere più lungo circa 50-60cm mentre per quelle meno sviluppate il taglio dovrà essere più contenuto.

In questo stesso periodo se al centro delle branche sono presenti dei succhioni è bene accorciarli e se sono troppo vigorosi è meglio asportarli del tutto. Inoltre tutte le ramificazioni che hanno le stesse dimensioni delle branche principali andranno rimosse per evitare una competizione e un accrescimento lento o addirittura bloccato da parte delle branche portanti.

Successivamente alla fine della primavera si seguirà lo sviluppo delle sottobranche scelte e le relative ramificazioni, nel caso si presentassero rami troppo vigorosi andranno cimati, se sono presenti delle ramificazioni concorrenti si dovranno eliminare al punto di origine.

Durante il terzo anno in primavera, ad una distanza di 80-90cm dalle branche secondarie si dovrà effettuare un ulteriore taglio per favorire lo sviluppo di altre ramificazioni. Nel periodo invernale si elimineranno eventuali succhioni, si accorceranno le ramificazioni troppo vigorose e si seguirà lo sviluppo delle nuove branche.

Forma a piramide

La forma a piramide del susino prevede la formazione di un astone alto 1,20-1,5 metri, questo taglio va effettuato al momento della messa a dimora della pianta. Durante questa operazione si effettua la rimozione di tutta la vegetazione presente al disotto del taglio, verranno quindi eliminati tutti i rami poiché le branche dovranno formarsi poco sotto il punto di taglio.

Nel primo anno dall’allevamento durante il periodo estivo si dovranno scegliere 4-5 germogli, uno di questi deve essere quello apicale e quindi servirà a prolungare la crescita verso l’alto del tronco. Gli altri quattro germogli dovranno essere allevati come branche, si dovranno selezionare quelli già più o meno distanziati di 90 gradi, successivamente dovranno essere legati per la curvatura.

L’operazione di curvatura prevede l’inclinazione dei germogli di 60-70 gradi rispetto al fusto principali, questa inclinazione può essere facilmente ottenuta attraverso la legatura con paletti in legno ancorati a terra.

Durante il secondo anno ci si dovrà preoccupare della formazione di nuova vegetazione oltre lo sviluppo delle branche principali. Se le ramificazioni non sono abbastanza sviluppate o sono addirittura assenti si deve effettuare una nuova cimatura del getto principale (cimatura della freccia). La cimatura della freccia principale va fatta a circa 60-80cm dal taglio dell’anno precedente nel corso dell’anno così si selezioneranno i germogli da allevare come nuove ramificazioni.

Le ramificazioni laterali se si presentano troppo dritte o meglio orientate verso l’alto andranno accorciate di un terzo, altrimenti se sono inclinate andranno lasciate sviluppare senza alcun intervento.

Durante il terzo anno e negli anni successivi la chioma del susino sarà particolarmente sviluppata e quindi si dovranno effettuare soltanto tagli di contenimento.

Forma a palmetta

Questa è una forma piatta adatta ad essere applicata a quelle piante coltivate nei pressi di case o comunque dove c’è poco spazio per creare una chioma tridimensionale. Le dimensioni finali della pianta prevedono un altezza compresa tra i 3 e i 4 metri e un estensione della chioma in larghezza di massimo 3 metri. Le distanze di impianto usando questa forma variano a seconda del tipo di portainnesto usato come descritto di seguito.

  1. Mirabolano: la distanza tra le piante deve essere di 3-4 metri, tra le file di 4,5-5 metri.
  2. MRS2/5: distanza tra le piante di 2,5-3 metri, distanza tra le file di 4-4,5 metri.

La forma a palmetta è molto utilizzata nelle coltivazioni intensive di susino, agevola infatti le operazioni di raccolta e di manutenzione.

Nel momento della messa a dimora l’astone del susino deve essere capitozzato ad un altezza di 70cm da terra. Se si vuole invece anticipare la produzione di frutti è possibile lasciare intatto l’astone senza effettuare tagli e allevare due branche opposte ogni anno inclinandole di 40-45 gradi.

Questo metodo richiede che le coppie di branche opposte vengano distanziate tra loro di 70-80cm, il resto delle ramificazioni che crescono in profondità e quelle non necessarie alla chioma dovranno essere eliminate.

Se le branche sono molto cariche di germogli sarà necessario eliminarle per non sovraccaricare eccessivamente le ramificazioni.

Potatura di produzione

La produzione di frutti del susino avviene sulle ramificazioni dell’anno precedente, nel susino europeo invece può avvenire anche sui dardi fioriferi (mazzetti di maggio), queste ramificazioni sono molto corte e cariche di gemme. Le operazioni di potatura di produzione o potatura di fruttificazione che dir si voglia, si effettuano nel periodo invernale oppure subito dopo la raccolta dei frutti a fine estate o inizio autunno.

I rami a frutto e i dardi fioriferi vanno quindi rinnovato soltanto quando la loro produzione si presenta ormai scarsa, quando hanno perso la loro vitalità. Diversamente le ramificazioni miste vanno eliminate del tutto oppure accorciate annualmente specialmente nelle cultivar di susino cino-giapponese.

Dopo la produzione di frutti vanno eliminati i succhioni che si sviluppano verticalmente sulle branche e le ramificazioni che crescono intricate e che ombreggiano i dardi fioriferi.

Annualmente vanno effettuati dei tagli di ritorno sulla ramificazione principale detta freccia e sulle branche per contenerne lo sviluppo e stimolare ulteriore germogliazione. I tagli vanno fatti appena al disopra delle ramificazioni sostitutive.

Potatura di rinnovo

La potatura di rinnovo del susino si effettua quando si presentano branche o porzioni di chioma danneggiate oltre alla rimozione dei dardi fruttiferi e delle ramificazioni miste ormai improduttive.

Per la sostituzione di una branca si alleva un germoglio in direzione della parte da sostituire, il taglio va effettuato in modo pulito e senza sfilacciature. Per tagli grossi è consigliato l’utilizzo di mastice protettivo.

Potatura verde

La potatura verde del susino da fare nel periodo primaverile richiede una serie di interventi destinati perlopiù al mantenimento di un buon sviluppo della chioma e all’equilibrio del carico ripartito tra le branche.

Prima di tutto bisogna individuare i succhioni ed eliminarli, questi rami detti anche tiralinfa sottraggono preziosi nutrienti alle ramificazioni importanti come le branche principali. La rimozione dei succhioni però non va sempre fatta, se ci sono zone vuote della chioma infatti si possono scegliere i tiralinfa più prossimi alla zona da riempire, dovranno essere però piegati in modo da crescere nella direzione voluta.

Per le cultivar cino-giapponesi che posseggono una chioma tipicamente ricadente è necessario assicurarsi che le ramificazioni non siano troppo cariche di germogli, particolare attenzione bisogna prestare nel caso queste cultivar vengano allevate secondo la forma a vaso.

Altri accorgimenti

Nel caso le ramificazioni più esterne si presentano molto ricche di gemme dovranno essere sfoltite con interventi di diradamento. Questa operazione è necessaria per evitare squilibri nella chioma, la cosa importante è favorire l’uniformità delle ramificazioni sia nella parte bassa che in quella alta.

Un altra pratica comune che si esegue sul susino è il diradamento dei frutti. Questo operazione che si effettua subito dopo la cascaola naturale ha lo scopo di eliminare i frutti in eccesso, quelli malati o deformi e che non giungerebbero comunque a maturazione. Questa operazione tuttavia viene effettuata solo in caso di abbondante fruttificazione e nei casi in cui la cascola naturale sia molto scarsa.

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