Potatura del Rovo

Il rovo (Rubus fruticosus) è un piccolo fruttifero molto conosciuto per i suoi deliziosi frutti chiamati more. È una pianta che cresce spontanea ai margini dei boschi e dei sentieri ma le piante di rovo in commercio sono ben differenti. Ne esistono diverse varietà che si distinguono principalmente per la precocità di maturazione e le caratteristiche del frutto.

Per una buona produzione sono necessari interventi di potatura già dalle prime fasi iniziali. In questa guida illustreremo tutte le fasi di potatura del rovo, i tagli dopo la messa a dimora e la guida della pianta secondo la forma più conveniente, i tagli di rinnovo e quelli di produzione. Prima però è opportuno capire com’è fatta la pianta su quali tipi di ramificazione intervenire e quali invece è necessario far sviluppare in libertà.

Portamento e caratteristiche della pianta

Esistono due gruppi principali di rovo quelli con tralci privi di spine che vengono chiamate inermi e quelli dotati di spine. Le varietà inermi sono caratterizzate da un’elevata fertilità e un’ottima resistenza ai rigidi geli invernali. Tuttavia anche le varietà con spine hanno una buona rusticità e resistenza alle malattie ma risultano generalmente meno produttive.

Il rovo è un arbusto simile al lampone dotato di ceppaia perenne da cui hanno origine i tralci da 5 a 10 che allo stato iniziale del loro sviluppo vengono definiti polloni. I tralci possono svilupparsi per diversi metri di lunghezza raggiungendo lunghezze anche di 5 metri.

L’apparato radicale della pianta è superficiale e abbastanza esteso le piante cresciute spontanee resistono bene a lunghi periodi di siccità quelle coltivate invece necessitano di innaffiature controllate.

I polloni che si formano costantemente durante gli anni originano nella prima parte della loro lunghezza diversi rametti anticipati. I tralci che così vengono chiamati dopo il loro primo anno di età vivono fino alla loro fruttificazione, in genere due anni, dopodiché disseccano.

La fioritura del rovo avviene nel periodo di fine primavera all’incirca nel mese di maggio, i fiori sono riuniti in corimbi e si formano all’apice dei germogli da gemme miste sui rami di un anno di età. La maturazione dei frutti chiamati more avviene in circa 40-60 giorni a seconda sia della varietà coltivata che dell’andamento climatico.

Forme di allevamento

La forma di allevamento più diffusa soprattutto per le piante di rovo inermi è quella a spalliera. La forma a spalliera richiede che le piante vengano coltivate ad una distanza di 120-130 cm mentre i filari dovranno essere distanziati di almeno 3 metri. I tralci verranno disposti a ventaglio e trattenuti con legature a diverse altezze.

Questa forma richiede l’impiego di una struttura di sostegno che dovrà essere realizzata con pali portanti che possono essere sia di legno che di cemento e di fili orizzontali in acciaio. I pali dovranno avere una lunghezza di circa 3 metri di cui 2 metri circa dovranno risultare fuori dal terreno. I pali verranno distanziati tra loro di 4-5 metri e andranno disposti 3 fili orizzontali il primo a 70-80 cm da terra.

Una variante della spalliera a ventaglio è la spalliera a tralci sovrapposti (chiamata anche campana alternata) che consiste essenzialmente nel disporre i tralci in orizzontale a diverse altezze serviranno quindi più fili di sostegno, i tralci saranno distanziati tra loro di 20cm e saranno rivolti a destra e a sinistra. Le ramificazioni saranno alternate orientando da un lato quelle giovani e dall’altro quelle produttive che una volta fruttificato andranno tagliate e sostituite dalla nuova vegetazione.

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Esempio di allevamento del rovo a spalliera alternata. La figura mostra la presenza sulla pianta di ramificazioni produttive e di quelle che hanno già prodotto frutti. Le ramificazioni che hanno prodotto frutti vengono tagliate, al loro posto crescerà la nuova vegetazione produttiva.

 

Altre forme di allevamento sono:

  • Forma a intreccio
  • Sistema a corda

Entrambe sono forme appiattite e non in volume.

Potatura di formazione

La potatura di formazione per l’allevamento a spalliera si effettua a partire dal primo anno di età. La prima operazione in verità si effettua subito dopo la messa a dimora nei mesi primaverili e consiste nell’accorciamento dei tralci a 40 cm da terra appena sopra delle gemme sane.

Nel periodo primaverile del secondo anno si potrà constatare la crescita dei nuovi polloni basali che si saranno già sviluppati molto in lunghezza, andranno quindi tagliati appena sopra il secondo filo disposto a 120 cm da terra e andranno disposti a ventaglio con circa 30 gradi di inclinazione. In questo stesso intervento i tralci che sono stati accorciati nel primo anno subito dopo la messa a dimora andranno tagliati alla base del ceppo.

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Potatura del rovo nel primo anno: Sulla sinistra la pianta appena messa a dimora e la cimatura a circa 30 cm da terra. Potatura del secondo anno: Successivamente nel secondo anno si taglierà il vecchio pollone e si manterranno le ramificazioni nuove formatesi dal ceppo. Queste dovranno essere inclinate leggermente e cimate ad 120cm.

 

Potatura di produzione

La potatura di produzione inizia l’anno successivo alla produzione dei frutti. Si taglieranno quindi quei tralci che hanno prodotto frutti nell’anno precedente i quali già avranno mostrato segni di deperimento. Dopodiché nello stesso intervento si sceglieranno per ogni pianta 4 o 5 tralci tra i più vigorosi, se questi presentano delle ramificazioni principali si dovrà provvedere ad accorciarle al disopra della quarta gemma.

Le ramificazioni scelte dovranno ricevere un inclinazione a ventaglio come fatto nel secondo anno, si dovrà poi provvedere all’accorciamento dei tralci che raggiungono il secondo filo lasciandoli circa 10 cm al disopra.

Potatura di rinnovo

La potatura di rinnovo consiste prima di tutto nella rimozione dei tralci che hanno prodotto frutti. Questa operazione si svolge annualmente individuando i tralci che hanno fruttificato e che stanno iniziando a seccare. Andranno tagliati alla base al loro punto di origine.

Potatura verde

La potatura verde del rovo si effettua generalmente a partire dal quarto anno di impianto. L’intervento si effettua nel mese di settembre, l’obiettivo è quello di sfoltire la chioma eliminando i nuovi polloni formati alla base, non tutti, alcuni dovranno essere lasciati ciò servirà per dare maggiore areazione alla pianta evitando il formarsi di pericolosi marciumi e di muffe.

Si partirà scegliendo quelli malati, danneggiati o poco sviluppati. Quelli rimasti e che si presentano molto lunghi andranno accorciati al livello del primo tralcio anticipato che si trova nella posizione laterale al tralcio principale formatosi in quell’anno.

Altri accorgimenti

Durante gli interventi di potatura si dovrà prestare particolare attenzione all’eventuale presenza di malattie e parassiti. Negli interventi di potatura verde ma già dalla raccolta si può osservare sui frutti l’attacco provocato dall’Eriofide del rovo.

Altre malattie pericolose sono quelle di origine fungine come l’antracnosi e la muffa grigia, per contrastarle bisogna evitare le forme di allevamento a cespuglio e prediligere le forme piatte sfoltendo quando necessario le ramificazioni affastellate favorendo così l’illuminazione della chioma al fine di evitare ristagni di umidità.

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