Potatura del Noce

Il noce conosciuto con il nome botanico di Juglans regia è una pianta da frutto destinata anche alla produzione di legno. I singoli esemplari cresciuti naturalmente sono molto longevi, riescono a vivere anche per 150-200 anni.

L’altezza del noce raggiunge negli esemplari più sviluppati i 25-30 metri con un estensione della chioma molto ampia. Le potature del noce servono quindi oltre che a mantenere delle dimensioni adatte alla raccolta dei frutti anche a massimizzarne la resa, le piante potate hanno una maggiore produzione. Le radici di questa pianta si estendono in prevalenza orizzontalmente e occupano una superficie molto ampia rispetto a quella della chioma. Per la loro coltivazione quindi richiedono uno spazio abbastanza ampio.

In questa guida verranno illustrati solamente i metodi di potatura per le piante destinate alla produzione di frutti, le indicazioni date quindi non sono finalizzate per l’allevamento di piante destinate alla produzione di legno.

Portamento e caratteristiche della pianta

La pianta del noce come già accennato è un albero dalle grandi dimensioni. La sua crescita però è abbastanza lenta e ciò consente di intervenire con potature mirate, mantenendo delle dimensioni accettabili per lunghi periodi.

Gli impianti di noce destinati alla produzione del frutto hanno bisogno comunque di un terreno abbastanza ampio dove poter vegetare, i sesti di impianto devono prevedere delle distanze tra le piante di 9-11 metri nelle coltivazioni molto estese le distanze sono anche maggiori.

Tipi di ramificazioni

Sui rami di un anno della pianta di noce possono essere presenti tre tipi di gemme:

  • Gemme a legno, di piccole dimensioni, arrotondate e di forma ovata, sono privi di germogli fiorali.
  • Gemme miste, queste gemme originano germogli con una lunghezza compresa tra i 15 e i 20 cm, al loro apice posseggono dei fiori femminili. Tuttavia i fiori femminili possono essere presenti anche lungo questi germogli. Il fiore maschile invece si sviluppa sulle ramificazioni di un anno.
  • Gemme a fiore, queste si formano nel periodo primaverile sui nuovi rami.

Forme di allevamento

La forma di allevamento del noce, più diffusa è quella a vaso. Per allevare il noce secondo questa forma è necessario partire dalle fasi iniziali di sviluppo della pianta, si inizierà quindi ad intervenire sull’astone appena messo a dimora nel periodo di ottobre.

Il primo intervento da fare consiste nella capitozzatura dell’astone nel periodo di ripresa vegetativa (marzo). Il taglio va effettuato ad un altezza di circa 60-70cm da terra. Questo taglio provocherà nella pianta uno stimolo che la indurrà a produrre numerose gemme e in seguito dei germogli, di questi si selezioneranno nell’anno successivo quelli più vigorosi, se ne dovranno scegliere 3 che andranno a formare le branche principali, tutti gli altri andranno rimossi con un taglio raso al fusto. Le tre branche andranno selezionate quando avranno una lunghezza minima di 15cm e massima di 25.

Scegliere le branche più vigorose non basterà, infatti è necessario che esse siano orientate a 120 gradi rispetto all’altra in modo da formare una chioma completa e uniforme. Diversamente se non si assicura questa distribuzione del carico in futuro quando la pianta sarà cresciuta e presenterà le tre branche ravvicinate sarà soggetta a pericolo scosciature.

L’alternativa alla forma di allevamento a vaso è quella denominata forma libera, consiste essenzialmente nell’assecondare il portamento naturale dell’albero. Tuttavia questa forma è particolarmente ampia e poco produttiva se applicata a più piante, conviene invece a livello di manutenzione quando si posseggono pochi esemplari.

L’allevamento delle piante di noce deve tenere in considerazione degli aspetti essenziali soprattutto se si coltiva il noce per la produzione dei frutti. L’altezza del fusto deve essere abbastanza lunga da permettere le normali operazioni colturali. Per questo motivo l’impalcatura dovrà essere forzata a crescere solo ad una certa altezza. Se si utilizzano dei mezzi meccanici per le lavorazioni al terreno, come ad esempio dei trattori si dovrà tenere conto dell’altezza di questi ultimi. Le cultivar californiane ovvero: Hartley, Chandler ed Eureka dovranno essere allevate con un impalcatura più alta poiché le ramificazioni in queste piante tendono a curvarsi verso il basso, saranno quindi consigliate altezze di almeno 2,8-3,4 metri.

Potatura di formazione

I primi tagli destinati alla formazione della chioma vanno fatti dopo il primo anno dalla crescita. La pianta in questo periodo avrà bisogno di riprendersi e di formare un buon apparato radicale che comunque continuerà a svilupparsi gradualmente anche negli anni successivi. Gli unici interventi da fare il primo anno dopo la messa a dimora degli astoni è la legatura del germoglio principale ad un tutore e la cimatura dei getti laterali al fusto. Per il sostegno vengono in genere usati dei pali di diametro 5-7cm di legno alti 3 metri di cui un metro verrà interrato. Si effettuano delle legature periodiche per mantenere l’astone dritto e permettere al futuro tronco di svilupparsi adeguatamente.

La cimatura dei getti laterali consiste nell’accorciamento dei germogli che si svilupperanno lungo il tronco. Questa operazione si effettua indicativamente nel mese di marzo. Successivamente nel mese di settembre verrà effettuata la rimozione totale di questi getti laterali, se necessario in questo stesso periodo si effettuano altre legature per direzionare l’astone.

La potatura di formazione vera a propria quindi comincerà dal secondo anno, in questa fase si elimineranno tutte le ramificazioni che si sono formate e che non sono destinate alla formazione della chioma. Vengono scelti e preservati i rami più robusti, mentre verranno tagliati quelli più esili e poco sviluppati. L’obiettivo è quello di formare un tronco robusto e ben sviluppato che dovrà sostenere tutto il carico della chioma. Nel mese di marzo nel secondo anno di coltivazione si continueranno le cimature dei getti laterali vigorosi e robusti rimasti per poi eliminarli alla base all’inizio del periodo autunnale.

Nel terzo anno si sarà raggiunta già un altezza superiore ai due metri e si potrà cominciare a pensare alla formazione delle branche principali. Le ramificazioni superflue andranno rimosse fino ad un altezza di due metri.

Se si sceglie la forma di allevamento consigliata, quindi quella a vaso, sarà necessario non appena si sarà raggiunta un altezza di due metri dell’astone, iniziare a provvedere alla formazione delle branche principali. Per favorire il loro sviluppo si elimineranno i germogli in eccesso non utili alla formazione della chioma. Le tre branche principali avranno comunque bisogno di una guida. A tal fine si utilizzeranno delle canne o dei bastoni abbastanza lunghi, questi dovranno essere fissati al terreno e inclinati a 45 gradi rispetto al fusto, andranno inoltre disposti tra loro distanziati di 120 gradi, infine verranno legati alle branche.

Negli anni successivi al terzo e al quarto saranno necessari dei tagli di ritorno, questi sono finalizzati al contenimento della chioma, ogni taglio dovrà essere effettuato più vicino possibile all’attaccatura della ramificazioni e subito dopo una gemma robusta.

Potatura di produzione

Gli interventi di potatura di produzione saranno effettuati nei mesi invernali durante il riposo vegetativo della pianta. Queste potature devono essere mirate allo sfoltimento della chioma e dei rami intricati in modo da dare la possibilità alla luce di penetrare all’interno.

Verranno rimossi inoltre i rami danneggiati, quelli vecchi e malati.

Potatura di rinnovo

La potatura di rinnovo viene praticata sempre nei mesi di riposo vegetativo, indicativamente nel mese di marzo quando le possibili gelate sono ridotte al minimo. In questa fase inoltre la pianta è più propensa ai ricacci e la formazione dei nuovi rami avverrà con più facilità.

Potatura verde

Per le piante già sviluppate è necessario intervenire nei mesi di giugno e luglio. In questo periodo infatti la pianta è nel pieno sviluppo vegetativo, i tagli effettuati per mantenere le dimensioni e la struttura della chioma eviteranno la formazione di nuovi ricacci. In questa fase la pianta avrà abbastanza vegetazione disponibile e non sarà costretta a produrne di nuova.

Le piante del primo anno dovranno ricevere il trattamento descritto in precedenza nel paragrafo potatura di formazione.

Altri accorgimenti

Per mantenere in buono stato la pianta di noce è molto importante evitare i drastici interventi di potatura. Potature troppo forti infatti possono indebolire la pianta; in questi casi il fusto tende ad allungarsi di molto ciò lo rende particolarmente instabile e sensibile alle rotture. Questo fenomeno è molto pericoloso se avviene in colture particolarmente esposte ai venti, i fusti potrebbero infatti venir danneggiati dalle intemperie.

Le potature troppo forti sul noce inoltre espongono la pianta all’attacco di parassiti e malattie poiché per cicatrizzare i numerosi tagli il noce dovrà concentrare molte energie. Altre problematiche comuni dovute a potature intense sono gli eccessivi ricacci, detti anche succhioni che si sviluppano sulle ramificazioni, questo è un comportamento normale in quanto la pianta tende a sostituire le vecchie ramificazioni eliminate.

Allo stesso modo gli interventi di potatura non devono essere troppo pochi. Ciò comporterebbe un buon sviluppo del tronco ma una crescita in altezza ridotta e soprattutto poche ramificazioni corte non abbastanza sviluppate per ottenere un buon raccolto.

Al fine di permettere una veloce cicatrizzazione dei tagli delle piccole ramificazioni è bene che la rimozione del ramo avvenga in prossimità del cercine senza tagliare quest’ultimo.

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