Potatura del Nocciolo

In questa guida trattiamo tutti gli aspetti della potatura del nocciolo. Illustreremo le pratiche iniziali dell’allevamento per conferire alla pianta la forma più adatta. Proseguiremo poi con indicare a seconda delle proprie esigenze e del luogo di impianto la forma che è meglio scegliere. Daremo poi uno sguardo alle pratiche colturali più diffuse come la potatura di produzione, la potatura verde e gli accorgimenti più importanti.

Prima di analizzare questi aspetti vediamo quali sono le caratteristiche generali della pianta.

Il nocciolo è una pianta fruttifera molto diffusa sul nostro territorio. La sua coltivazione (denominata corilicoltura) è praticata in gran parte della penisola con concentrazione soprattutto al Nord.

La pianta di nocciolo può essere allevata sotto varie forme, alcune più convenienti di altre in termini di resa. Gli interventi colturali richiedono oltre le concimazione e le irrigazioni, le potature che nei primi anni di crescita della pianta sono molto importanti per conferire la forma.

La produzione nazionale di nocciole non riesce a soddisfare il fabbisogno dell’industria almeno questo è quello che accade dal 2005 al 2013. Per poter soddisfare la richiesta quindi c’è bisogno di importare il prodotto da altri stati. Le regioni che producono in quantità significative sono Piemonte, Campania e Lazio. Annualmente si riescono a produrre sul nostro territorio in media 100.000 tonnellate di nocciole.

Portamento e caratteristiche della pianta

La pianta di nocciolo ha un portamento espanso, la caratteristica produzione di polloni alla base le permette di assumere una forma abbastanza ampia. La pianta ha un portamento definito a cespuglio, infatti la fitta ramificazione di lunghezza ridotta ricordano proprio la forma di un cespuglio.

La forma di allevamento a cespuglio cerca di assecondare al meglio la conformazione base della pianta senza stravolgerla troppo. Diversamente accade per quella da alberello dove sono necessari diversi interventi di impostazione iniziale per guidare le prime ramificazioni che saranno le branche principali. Annualmente poi sono indispensabili degli interventi di spollonatura alla base e di sfoltimento della chioma.

Forme di allevamento

Il nocciolo viene allevato prevalentemente tramite la forma a cespuglio. In questa impostazione non si alleva un solo tronco principale, bensì si lascia che alla base della pianta si sviluppino i cosiddetti polloni, in questo modo vengono allevati più tronchi in genere in numero di sei oppure otto. Questa forma prevede un altezza massima della vegetazione di 2-2,5 metri.

Tuttavia esistono varie cultivar di questa pianta e alcune di esse sono poco propense allo sviluppo dei polloni. Queste cultivar vengono così allevate con la forma detta ad alberello. Nella forma ad alberello la pianta è allevata con un solo tronco principale da cui dipartono le branche fruttifere. Il fusto in genere viene allevato e fatto crescere fino all’altezza di 50-60cm quindi relativamente basso e successivamente bloccato tramite potatura favorendo così la produzione e la crescita delle branche secondarie.

Allevando il nocciolo ad alberello si dovranno eliminare i polloni occasionali che spunteranno dalla base, infatti questi seppure in modo limitato saranno comunque presenti nelle cultivar non pollonifere. La forma ad alberello prevede la crescita della pianta fino a 4 metri (3-4 metri è l’altezza indicata).

Per l’impostazione della forma ad alberello si può procedere in due modi. Il primo prevede l’impianto diretto di più polloni, si partirà quindi con l’allevamento di 6-8 polloni senza aspettare la loro crescita, in questo modo si può avere una produzione di nocciole già dai primi anni. In alternativa si coltiverà la talea o la singola pianta e si accorcerà in lunghezza a poche gemme da terra. Annualmente si dovranno allevare 3 polloni basali eliminando quelli in eccesso, dopo il terzo anno si avranno nove-dieci polloni e potranno così essere allevati i più sani e vigorosi.

Un altra forma di allevamento interessante è quella ad alberello a forma libera. In questo caso la formazione della chioma è affidata sempre alle branche laterali ma si cercherà di privilegiare la ramificazione centrale.

Potatura di formazione

Se si sceglie di allevare una cultivar pollonifera l’unico intervento che si deve fare periodicamente è quello di eliminare i polloni in eccesso. Si alleveranno infatti dai 6 agli 8 fusti eliminando tutti gli altri e i successivi ricacci.

Contrariamente se si decide di coltivare delle cultivar poco pollonifere e quindi allevarle in forma monocaule (ad alberello) si dovranno eliminare periodicamente i polloni che si formeranno alla base del fusto principale. Si sceglierà il fusto più robusto, dovrà essere allevato in altezza fino a 50-60cm dopodiché andrà tagliato e si inizieranno ad allevare 3 branche principali. Tutte le ramificazioni interne andranno eliminate, i succhioni che spunteranno sulle branche principali e che non sono destinate alla formazione della chioma andranno eliminate con un taglio al loro punto di origine.

Potatura di produzione

Gli interventi di potatura per favorire la produzione dovranno essere effettuati nei mesi invernali. La potatura di produzione si effettua tra il periodo della fioritura e quello della formazione dei nuovi germogli fogliari. Si rinnoveranno quindi le branche principali non appena queste compieranno il loro terzo anno di vita. La produzione della pianta deve rimanere principalmente nella parte bassa della chioma quindi si accorceranno le ramificazioni della parte alta troppo lunghe che puntano verso l’alto.

Sempre per gli interventi di potatura invernale si dovranno eliminare le ramificazioni danneggiate dal gelo o dalle intemperie, vanno eliminati anche i rami vecchi e malati e si sfoltirà la chioma nel caso risultasse troppo chiusa.

Gli interventi di potatura attuati sulla chioma nel periodo invernale bastano per tutto il periodo dell’anno quindi non si dovranno effettuare ulteriori tagli nei mesi successivi.

Se si alleva la pianta ad alberello si dovranno effettuare alcuni interventi di potatura particolari. Durante il periodo invernale si dovrà spalcare il fusto eliminando tutti i getti non vigorosi, quelli malati o danneggiati. I getti destinati alla formazione dell’impalcatura iniziale andranno accorciati fino ad un terzo. Dopo un anno sempre nel periodo invernale andranno potati i getti troppo vigorosi e i succhioni, ovvero le ramificazioni non utili alla formazione della chioma, sono facilmente riconoscibili perché crescono verticalmente sui rami.

Potatura di rinnovo

Dopo il quinto anno dalla coltivazione è necessario far sviluppare i nuovi polloni basali che andranno a sostituire quelli vecchi dopo tre anni. Verranno rinnovati gradualmente sostituendo i vecchi tronchi in questo modo si potrà avere una produzione sempre continua.

Potatura verde

I tagli annuali prevedono anche lo sfoltimento della chioma per permettere una maggiore illuminazione. Questo intervento può essere fatto nel mese di gennaio o febbraio in modo da favorire anche l’impollinazione durante le fasi di lavorazione, il polline infatti si diffonderà molto facilmente.

Altri accorgimenti

La rimozione dei polloni alla base della pianta deve essere fatta in modo corretto evitando tagli improvvisati. Il pollone viene eliminato dal punto di inserzione della radice, per farlo quindi è necessario dissodare parzialmente il terreno e rimuoverlo per arrivare alla radice. Svolta questa operazione si procederà al taglio netto del pollone evitando di colpire l’apparato radicale.

Tutti i tagli grossi effettuati alle ramificazioni andranno ricoperti con del mastice protettivo per evitare la diffusione di malattie di varia natura.

Per favorire la produzione di nuovi fiori femminili a fine estate si applica la tecnica denominata abbrutimento che consiste nello spezzare a metà le ramificazioni di un anno più vigorose con una lunghezza di 30cm e lasciarle pendere sulla pianta. Questa pratica favorisce inoltre l’allargamento della chioma. Nel periodo invernale si accorceranno questi getti prima del punto in qui cono stati spezzati.

Approfondimenti

Bibliografia

  • Il grande libro della potatura e degli innesti – De vecchi
  • Orto, frutetto, giardino: tecniche colturali, varietà, malattie e cure – Giunti
  • Il nocciolo – Ricci Bitti Giovanni

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