Potatura del Nespolo comune

Il nespolo comune è considerato un frutto minore, tuttavia la sua coltivazione avviene in modo diffuso su tutto il territorio Italiano in modo particolare al sud. Come avviene per altri frutti anche il nespolo necessita di manutenzione, tra questi gli interventi di potatura che descriveremo in questa guida.

Vedremo come effettuare la potatura del nespolo in tutte le sue fasi, partendo prima dalle operazioni iniziali in seguito all’impianto, proseguendo poi con le procedure di impostazione della forma e successivamente i tagli finalizzati alla produzione.

Prima di addentrarci nella descrizione delle varie pratiche è bene descrivere velocemente quelle che sono le caratteristiche base della pianta al fine di comprendere meglio come effettuare i tagli e procedere così con interventi mirati senza commettere errori grossolani.

Portamento e caratteristiche della pianta

Il tipico aspetto della pianta di Nespolo è quello espanso, con una chioma che raggiunge una dimensione di 3-4 metri al massimo. La pianta ha un portamento arboreo ma le sue dimensioni sono abbastanza contenute, le piante al loro massimo stadio di crescita non superano i 5 metri di altezza.

Grazie a questo sua aspetto il nespolo non necessita di particolari interventi e la sua gestione sarà facile anche per i non esperti.

L’entrata in produzione del nespolo varia molto dal metodo con sui si coltivano le piante. Gli esemplari coltivati da seme entrano in produzione molto tardi, dall’ottavo al nono anno dall’impianto. Le piante invece innestate possono entrare in produzione già dal quarto o dal quinto anno.

I fiori sono ermafroditi ovvero dotati sia di organi maschili che di organi femminili.

Le gemme fruttifere del nespolo si originano sulle ramificazioni di un anno, queste dovranno essere periodicamente stimolate per permettere la produzione di nuovi fiori. La potatura di questo fruttifero è particolarmente semplice anche perché non c’è una netta distinzione tra le ramificazioni eccetto quella appena evidenziata.

Forme di allevamento

Gli esemplari singoli vengono spesso allevati con una forma libera minimizzando al minimo i tagli ed effettuando soltanto gli interventi di manutenzione ordinaria come la rimozione dei rami secchi, vecchi o improduttivi.

Le forme di allevamento del nespolo tuttavia sono importanti soprattutto per le piante coltivate in monocoltura, in questi casi si ha la necessità di ottimizzare lo spazio e per farlo è necessario allevare le piante secondo forme prestabilite. Ciò inoltre diventa importante anche per agevolare le operazioni di raccolta e le stesse operazioni di taglio.

La forma di allevamento più diffusa è sicuramente quella a vaso libero. Questa impostazione richiede che la pianta venga fatta sviluppare con un tronco alto circa 120-140cm dopo il quale dipartono quattro o tre branche.

Potatura di formazione

È importante allevare le piante secondo una forma prestabilita soprattutto se si vuole procedere all’impianto di più esemplari vicini tra loro.

Le piante tuttavia non richiedono grossi interventi di taglio per la formazione e possono facilmente essere guidate nella crescita con semplici operazioni.

Forma a vaso libero

Una delle forme più usate è quella a vaso libero. Le piante vengono allevate con un tronco principale alto circa 120cm dopo il quale hanno origine le branche principali inclinate di 30-45 gradi.

La prima operazione da fare interessa l’astone, questo va cimato ad un altezza di circa 100 cm dal livello del suolo. Qualche tempo dopo al taglio si svilupperanno delle gemme vicino al punto in cui si è cimato, di questi germogli bisognerà sceglierne soltanto 3-4 che dovranno essere allevati per formare le branche principali. I restanti germogli perenti non vanno rimossi del tutto ma vanno cimati fino a due terzi della loro lunghezza.

Potatura primo anno Nespolo comune
Potatura del nespolo nel primo anno. Si eliminano tutte le ramificazioni e si cima l’astone

Nel secondo anno di coltivazione nel periodo primaverile se le ramificazioni si presentano molto lunghe (più di 50 cm) andranno accorciate altrimenti, se più corte, rimandare l’operazione della primavera successiva. Queste dovranno ricevere un leggero raccorciamento eliminando la parte apicale.

Dovranno essere allevati per ogni ramo due germogli, uno posto nella parte più vicina e un altro sviluppato su una gemma esterna che andrà a formare la parte continua della branca principale.

Potatura del secondo anno. Si eliminano le eventuali ramificazioni nate nella parte più bassa e si cimano i tre germogli che vanno a formare le branche laterali.
Potatura del secondo anno. Si eliminano le eventuali ramificazioni nate nella parte più bassa e si cimano i tre germogli che vanno a formare le branche laterali.

Nel terzo anno di allevamento si procederà ad accorciare le nuove ramificazioni che si sono formate, solo se queste avranno sviluppato una lunghezza eccessiva. Le sottobranche che si sono formate dovranno essere ripulite dai nuovi germogli, si conserveranno soltanto quelli che si sviluppano in orizzontale, in pratica devono essere eliminati quelli che vanno ad accrescersi più verso l’alto. Di questi però vanno conservati alcuni che andranno a chiudere le parti vuote della chioma.

Nel quarto anno si continueranno ad applicare gli stessi criteri appena descritti, si farà in modo quindi di allevare la chioma in espansione prediligendo le ramificazioni esterne. Dovranno essere cimate le ramificazioni vigorose che si formeranno verso l’alto.

Nel quinto anno si continuano a effettuare le cimature dei rami alti della chioma e si elimineranno le ramificazioni più deboli. Lo sviluppo dell’intera chioma a questo punto dovrebbe aver raggiunto la dimensione finale.

Potatura di produzione

La potatura di produzione del nespolo comune prevede operazioni annuali, oppure alternate ogni due o tre anni a seconda della produzione, i tagli vanno fatti solo su alcuni tipi di ramificazione. I rami da accorciare sono quelli che hanno come minimo un anno di età e hanno già prodotto frutti.

Su di essi andranno fatti dei tagli di ritorno per favorire ulteriore emissione di fiori l’anno successivo. Non vanno assolutamente cimati nella parte apicale ovvero dove vengono prodotti i fiori, pena una perdita di raccolto.

I tagli non devono essere troppo spinti, nel senso che non si dovranno accorciare troppo le ramificazioni per evitare lo sviluppo di rami vigorosi verso l’alto, questi sono anche sterili ovvero non portano frutti. In genere si calcola un taglio del 25-30% di questo tipo di ramificazioni.

L’altro scopo importante della potatura di produzione oltre quello di massimizzare la formazione di fiori e quindi di frutti è quello di mantenere un equilibrio generale della chioma. Per questo scopo si dovrà attentamente osservare lo sviluppo dell’albero e cercare di livellare le porzioni di chioma sviluppate eccessivamente. Per le parti meno dense di rami invece si effettuerà soltanto un leggero taglio delle ramificazioni che crescono verso l’alto.

Altri interventi di potatura di produzione richiedono il taglio dei polloni soprattutto se si utilizzano portainnesti particolarmente propensi ad emettere ricacci dalla base.

Potatura di rinnovo

La potatura di rinnovo del nespolo viene praticata per eliminare le ramificazioni vecchie e ormai improduttive.

Oltre questo tipo di rami è necessario rimuovere anche quelli danneggiati e che non è possibile risanare, questi andranno eliminati appena dopo la prima ramificazione sana e produttiva.

Nel nespolo i tagli di rinnovo si limitano perlopiù all’accorciamento con tagli di ritorno dei rami che hanno già fruttificato.

Potatura verde

Gli interventi di potatura verde del nespolo comune vanno effettuati nel mese di maggio.

I primi tagli si effettuano sulle piante giovani che stanno ricevendo l’impostazione iniziale. Interessano le ramificazioni nuove ovvero i germogli che si stanno formando e che vanno a concorrere con le branche principali. Questi vanno cimati per arrestarne lo sviluppo e permettere la crescita dei rami portanti della chioma.

Altri accorgimenti

Se si lascia crescere la pianta con un portamento libero bisogna provvedere a dotare le ramificazioni di sostegni. Le piante non impostate infatti tendono a generare ramificazioni molto lunghe che spesso hanno un portamento ricadente, anche per questo motivo nelle monocolture si preferisce sempre impostare una forma di allevamento già dai primi anni.

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