Potatura del Melograno

Il melograno (Punica granatum) è una pianta da frutto abbastanza diffusa sul nostro territorio ma che non trova una grande richiesta di mercato. In questa guida descriviamo come potare il melograno partendo dalle prime operazioni iniziali di impostazione per poi passare ai successivi interventi volti alla massimizzazione del raccolto.

Prima di illustrare passo passo le operazioni da compiere selle giovani piante è necessaria una breve introduzione alle caratteristiche botaniche della pianta e al suo aspetto naturale. Ciò è necessario per capire meglio come effettuare la potatura del melograno e non commettere i soliti errori trascurando completamente quelle che sono le esigenze della pianta.

La coltivazione del melograno avviene sia per la produzione di frutti che per fini ornamentali. Il fogliame della pianta e i frutti infatti hanno un ruolo di primo piano nel periodo autunnale quando la maggior parte degli arbusti perde il fogliame. Di melograno esistono diverse varietà tra cui quelle nanizzanti che vengono coltivate anche in vaso. La presente guida però fa riferimento unicamente alla potatura del melograno ai fini della produzione di frutti, tali interventi possono comuneuq adattarsi senza problemi a piante coltivate per ornamento.

Portamento e caratteristiche della pianta

Il melograno ha un aspetto arbustivo e cespuglioso, dal ceppo si formano vari polloni che contribuiscono alla formazione della parte aerea, crescendo si trasformano in fusti più o meno vigorosi.

A seconda delle varietà il portamento può essere eretto con le ramificazioni che crescono dritte oppure pendulo. Le dimensioni dell’intera pianta sono 6 metri di altezza e un estensione di circa 5 metri in pieno sviluppo. La pianta è molto longeva e può arrivare oltre il secolo di età, la crescita è relativamente lenta ma la fruttificazione non tarda di molto in piante coltivate da astone. Diversamente piante coltivate da talea o polloni possono entrare in produzione anche molto tardi dopo sette oppure otto anni dalla messa a dimora.

Col passare del tempo i polloni alla base diminuiscono in numero e in vigore, si assisterà ad una crescita più lenta e meno rapida rispetto ai primi anni di coltivazione.

Le ramificazioni più giovani possono presentare l’apice della gemma leggermente appuntito, nei rami più vecchi invece si perde questo aspetto. Le ramificazioni di un anno inoltre presentano i cosiddetti fiori brevistili mentre quelli di due anni di età producono i fiori da cui si svilupperanno in seguito i frutti.

I fiori della pianta sono uno degli aspetti decorativi, alcune cultivar infatti si sono diffuse in prevalenza per la bellezza dei loro fiori. Le piante generano fiori fertili ermafroditi (chiamati anche longistili) con dimensioni grandi e sviluppo precoce, gli altri, i fiori sterili staminiferi (conosciuti come brevistili) invece sono più piccoli hanno uno sviluppo più tardivo e alla fine del periodo estivo disseccano. Questo aspetto della pianta è importante per comprendere il fenomeno della cascola, i fiori che cadono senza produrre frutti sono quelli staminiferi (o brevistili).

Le piante di melograno sono autofertili (ma non tutte) per questo motivo non sempre è necessario avere più esemplari per ottenere una buona produzione di frutti.

Forme di allevamento

Il melograno può essere allevato secondo varie forme, ma tra le più diffuse ci sono quella ad alberello e quella a cespuglio quest’ultima compatibile con il portamento naturale della pianta.

La forma ad alberello del melograno prevede la formazione di un tronco principale fino ad un altezza di 80-100 cm da terra dopo il quale si avrà la formazione delle branche principali della pianta. L’altezza dell’intera pianta dovrebbe essere compresa tra i 3 e 3,5 metri.

Potatura di formazione

La potatura di formazione del melograno è finalizzata a conferire alla pianta la forma scelta, al contempo si dovrà guidare il più possibile la vegetazione eliminando le ramificazione superflue e quelle che non crescono secondo le direzioni volute.

Forma ad alberello

La forma ad alberello non è facile da conferire, la pianta di melograno infatti tende a produrre un numero elevato di polloni basali e questo interferisce con lo sviluppo del fusto che che viene scelto come principale.

L’operazione di formazione inizia con la messa a dimora della pianta, in genere si acquistano piante di 1-2 oppure 3 anni di età direttamente in vivaio. L’operazione della messa a dimora avviene a seconda del clima in autunno o a fine inverno, al nord e al centro è meglio ritardare l’operazione in primavera per evitare un blocco nello sviluppo a causa delle gelate.

La forma ad alberello richiede una distanza di impianto di circa 3 metri per le cultivar nanizzanti e 6 metri per quelle più vigorose, la distanza è uguale sia tra le piante che tra i filari.

La prima operazione da effettuare avviene in inverno e consiste nella rimozione dei polloni che si sviluppano al piede della pianta. L’impalcatura per le piante di melograno allevate ad alberello avviene ad un altezza di 80 o 100cm come indicato prima, da questo punto quindi dipartiranno le due branche principali. Tutti i succhioni che si svilupperanno al disotto di questa altezza dovranno essere rimossi.

Negli anni successivi i tagli interesseranno principalmente il mantenimento della forma, si taglieranno le ramificazioni che si sviluppano contorte e intricate e si alleggeriranno le parti della chioma che presentano affastellamenti. Allo stesso tempo andranno rimosse tutti polloni che si formeranno alla base.

Forma a cespuglio

Questa forma è quella più diffusa in quanto è anche facile da mantenere poiché la naturale predisposizione del melograno è quella di produrre ramificazioni basse e folte.

Per l’allevamento iniziale di questa forma si scelgono le 3 o 4 branche più vigorose che saranno le principali, queste verranno via via rinnovate nel corso degli anni per mantenere la produzione sempre alta.

La prima operazione da fare avviene subito dopo la messa a dimora, oppure nel caso la piantumazione venisse fatta in autunno si rimanderà in primavera. L’operazione consiste nella cimatura dei polloni (i fusti principali scelti) a 15-20cm da terra, successivamente vanno eliminate tutte le altre branche non necessarie e i polloni in formazione alla base.

In seguito per assicurare una buona inclinazione delle branche molto importante per permettere alla luce di penetrare all’interno della chioma aumentando così la precocità e la maturazione dei frutti. Le branche quindi dovranno, se non sono già ben direzionate, ricevere un inclinazione di 30-35 gradi verso l’esterno in modo da poter assumere una forma più aperta.

Potatura di produzione

La potatura di produzione del melograno non richiede grossi interventi.

Durante la crescita della pianta si dovrà guidare adeguatamente lo sviluppo delle branche solo in questo modo si potrà ottenere una chioma equilibrata. Quando la pianta sarà entrata in fase produttiva si dovranno così eliminare soltanto le nuove ramificazioni che si svilupperanno nelle direzioni non volute.

Periodicamente in concomitanza con questi interventi si elimineranno i polloni che nasceranno alla base, questi se non necessari a sostituire qualche branca andranno tagliati.

Potatura di rinnovo

Le piante giovani di melograno che sono state coltivate e abbandonate e che quindi necessitano di potatura devono essere sfoltite maggiormente. In queste piante che molto probabilmente avranno già formato vari tronchi ben sviluppati è preferibile dare la forma a cespuglio.

Si sceglieranno quindi i fusti più sviluppati e sani e si elimineranno tutti gli altri. I rametti affastellati andranno rimossi, l’obiettivo principale sarà quello di dare spazio alle ramificazioni in linea con la forma. Andranno poi rimossi tutti i polloni alla base non necessari.

Potatura Melograno
Potatura Di rinnovo del Melograno. A sinistra una pianta trascurata, a destra la pianta dopo la rimozione della ramificazione in eccesso, dei rami vecchi e improduttivi e dei polloni troppo ravvicinati.

Su piante già sviluppate invece il discorso cambia e l’obiettivo principale è quello di sostituire le branche esauste ovvero quelle che ormai risultano poco produttive. Per questa operazione si sceglieranno le branche più vicine e robuste che dipartono o dalla branca da tagliare, in questo caso dovranno essere più basse possibile, oppure direttamente dal ceppo.

Se le ramificazioni principali si presentano molto chiuse ovvero orientate verso l’interno o in verticale si dovrà effettuare un operazione di piegatura. Questo intervento tuttavia è molto delicato e non sempre con esso si raggiungono i risultati sperati poiché il legno è generalmente poco flessibile. In ogni caso si può procedere con una curvatura iniziale (effettuando delle piegature a mano nel punto di curvatura) da fare in primavera, successivamente il legno ammorbidito dovrà essere inclinato con spaghi o paletti avendo cura di effettuare un piegamento graduale.

Le branche dovranno risultare inclinate di 35-40 gradi. Questa operazione permette una migliore areazione della chioma in modo da esporre il fogliame a una maggiore illuminazione. Andranno successivamente o già nella primavera dell’intervento eliminate le ramificazioni intricate lasciando per ogni branca soltanto una sottobranca.

Potatura verde

La potatura verde del melograno si effettua nel periodo estivo. Questi tagli riguardano in particolare le ramificazioni che si sviluppano verticalmente, sono rami vigorosi non necessari alla produzione e che vanno a sottrarre nutrimento ai rami fruttiferi. Questi ramificazioni vanno eliminate con un taglio al loro punto di origine.

Altri accorgimenti

La produzione dei frutti nel melograno avviene in prevalenza sulle ramificazioni terminali. Questo è importante saperlo poiché si dovranno evitare tagli drastici soprattutto sulle ramificazioni che non ne hanno bisogno (quelle in linea con la forma e sane) per evitare un calo di produzione.

Come già specificato l’entrata in produzione del melograno varia a seconda del tipo di impianto effettuato. Le piante da vivaio hanno bisogno di meno tempo per cominciare a produrre frutti, diversamente quelle riprodotte da talea necessitano di un tempo maggiore.

Alcuni possessori di piante di melograno verificano nonostante una buona fioritura una assenza di produzione di frutti. Questo evento può essere ricollegato alla tipologia di pianta coltivata, non sempre infatti le piante di melograno sono autofertili, è necessaria quindi la presenza di più esemplari (maschi e femmine).

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