Potatura del Cotogno

La guida che stai per leggere spiega nel dettaglio la potatura del cotogno in tutte le sue fasi principali. Tratteremo dell’allevamento iniziale dopo aver compreso quale forma è meglio utilizzare per questa pianta, in seguito verranno spiegate tutte le fasi di mantenimento della chioma e gli interventi per avere un buon grado di produzione.

Come per altre guide che spiegano la potatura dei frutti anche qui faremo una breve introduzione su quelle che sono le caratteristiche della pianta per comprendere meglio gli interventi a carico della vegetazione ed evitare possibili errori nei tagli.

Il cotogno appartiene al gruppo delle pomacee insieme quindi a pero e melo. Con il pero, il cotogno ha particolare affinità e per questo viene spesso usato come portainnesto per alcune cultivar.

La pianta tuttavia viene coltivata anche come fruttifero, esistono diverse varietà molto apprezzate, la sua coltivazione non è però intensiva ed è limitata a poche zone della nostra penisola. In verità le cultivar esistenti sono perlopiù piante locali riprodotte, queste si distinguono in due gruppi principali secondo la forma del frutto: cotogni “maliformi” e cotogni “piriformi”.

Per la coltivazione del cotogno possono essere usate le stesse piante o i franchi vigorosi, i portainnesti più diffusi sono gli stessi utilizzati per il pero, quello più conosciuto è il BA 29 insieme al cotogno C che però è poco vigoroso.

Portamento e caratteristiche della pianta

Il portamento della pianta è arboreo, le dimensioni però sono abbastanza contenute e permettono la coltivazione delle piante anche con sesti di impianto ridotti.

La fioritura del cotogno è piuttosto tardiva, essa infatti avviene generalmente nel mese di maggio. I fiori si sviluppano dai germogli giovani che hanno origine da gemme apicali, i rami che portano queste gemme sono chiamati brindilli.

Forme di allevamento

Le forme di allevamento del cotogno possono essere varie e data la sua ridotta espansione può essere allevato facilmente anche con forme piatte.

Quella più diffusa è la forma a vaso, di facile realizzazione e che spesso è agevolata dalla guida impartita preventivamente in vivaio, infatti le piante vendute possono già presentare dei palchi formati ad una certa altezza.

La forma di allevamento a vaso prevede che il tronco principale si sviluppi fino ad un massimo di 80-100 cm da terra. A questa altezza vengono allevate tre oppure quattro branche principali.

Un altra forma di allevamento comune è quella a fusetto (o fuso). Questa impostazione prevede l’allevamento dell’astone centrale in altezza e una serie di branche di uguale spessore fatte crescere lungo il tronco a diverse altezze. La forma a palmetta prevede dei sesti di impianto con una distanza tra le piante di 2 metri e una distanza tra i filari di 4-5,5 metri.

La forma di allevamento a palmetta “palspindel” è abbastanza diffusa. Questa caratteristica forma prevede l’allevamento della pianta dotata di una sola impalcatura di branche principali. La scelta di questa impostazione si adatta soprattutto per le dimensioni e la vigoria contenuta della pianta di cotogno. Può essere applicata facilmente a piante coltivate in singola fila e non richiede una distanza eccessiva.

Potatura di formazione

Gli interventi di potatura di formazione del cotogno secondo la forma a vaso sono facilmente attuabili e sono del tutto simili a quelle del pero.

Tuttavia gli interventi della chioma sono molto ridotti data la sua dimensione contenuta. Durante la messa a dimora è opportuno assicurare anche l’impianto di un paletto in legno alto 1,5-1,8 metri al fine di legare il fusto principale che potrà crescere dritto e con una guida almeno fino a che l’apprato radicale non abbia attecchito del tutto.

Forma a vaso

La guida della pianta all’assunzione di questa forma prevede fin dall’inizio la piegatura delle ramificazioni (branche principali) che essendo giovani sono ancora adatte a ricevere sollecitazioni di questo tipo. Questa pratica è molto importante per assicurare una buona distribuzione della chioma con la parte più interna ben areata. Inoltre favorisce la produzione uniforme dei frutti che altrimenti risulterebbero concentrati principalmente sulle ramificazioni più esterne.

Forma a cespuglio

Questa forma si adatta in modo particolare a tutte le piante di cotogno. Per la sua realizzazione viene impiegata una pianta giovane presa in vivaio. L’astone viene così messo a dimora e potato ad una altezza di circa 60-70cm dalla base appena sopra un rametto laterale. Dovranno essere conservati tre o quattro ramificazioni laterali che andranno a formare le branche.

Le ramificazioni lasciate andranno cimate a due terzi della loro lunghezza. Tutti gli altri rami dovranno essere rimossi al loro punto di inserzione poiché non sono necessari.

Nel periodo estivo del secondo anno dovranno essere rimossi le ramificazioni più deboli e meno vigorose che si presentano sulla pianta. Nel periodo invernale si dovranno scegliere delle ramificazioni che saranno cresciute sui rami principali, scartare quelle troppo vicine e accorciare le restanti della metà appena sopra una gemma rivolta all’esterno. Questo taglio servirà ad allargare la chioma.

Nel terzo anno nel periodo estivo si dovranno eliminare eventuali rami cresciuti troppo fitti che vanno a formare una zona troppo chiusa al centro della chioma. Vengono eliminati anche i succhioni facilmente riconoscibili per la loro vigoria e crescita verticale.

Forma a palmetta “palspindel”

La forma richiede che il fusto principale venga tagliato al momento della messa a dimora ad un altezza di 60cm dalla base. Successivamente dovranno essere allevate due branche principali che verranno inizialmente fatte sviluppare in verticale.

L’allevamento delle branche dovrà essere uguale e si dovrà favorire il loro sviluppo fin da subito. Se una delle due presenta molto vigore dovrà essere cimata nel periodo estivo per evitare futuri squilibri nell’impalcatura.

Nel secondo anno quando le branche avranno una lunghezza di 70 – 80 cm dovranno essere legate e piegate. L’inclinazione è di 45 gradi, la legatura viene fatta a delle canne ancorate a terra, in alternativa possono essere usati anche degli spaghi e dei paletti di legno.

Potatura di produzione

Gli interventi di potatura destinati alla produzione interessano principalmente i rami a frutto. Questi tuttavia non dovranno riceve tagli intensivi ma soltanto uno sfoltimento per rimuovere le ramificazioni troppo fitte.

Si dovrà dare priorità all’interno della chioma, questa non deve risultare troppo chiusa, si elimineranno quindi le ramificazioni troppo dense in modo da favorire la fruttificazione all’interno. I rami sui cui sono si formati più brindilli vanno lasciati intatti e fatti sviluppare liberamente.

Le ramificazioni più vecchie potranno essere stimolate alla produzione di nuova vegetazione con dei tagli di ritorno.

Potatura di rinnovo

La potatura di rinnovo del cotogno consiste principalmente in tagli di ritorno a carico delle ramificazioni più vecchie.

Potatura verde

La potatura verde del cotogno viene effettuata nel mese di aprile. Si tratta perlopiù di tagli finalizzati alla creazione di una struttura di base quindi di interventi da fare nei primi 3-4 anni di coltivazione.

I successivi tagli di potatura verde si effettuano sempre in primavera e riguardano l’eliminazione nelle piante adulte dei rami intricati che vanno a chiudere il centro della chioma e la sua parte interna.

Altri accorgimenti

Oltre i consueti tagli il cotogno necessita di attenzione nel momento dell’allegagione. Come per molte altre piante l’albero è soggetto ad una cascola naturale, a volte però questa può essere scarsa e quindi bisogna intervenire manualmente per la rimozione dei frutticini.

Il diradamento dei frutti deve essere fatto principalmente sulle piante innestate su un portainnesto nanizzante poco vigoroso. In queste varietà si possono avere dei problemi di peso sulle ramificazioni particolarmente deboli, l’operazione richiede di rimuovere oltre i frutti malati quelli troppo densi lasciando un equilibrio per la lunghezza del ramo.

Approfondimenti

Bibliografia

  • Orto e frutteto biologico. Il grande libro – Giunti
  • Guida Completa alla Potatura delle Piante – Steve Bradley

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