Potatura del Ciliegio

In questa guida tratteremo tutti gli aspetti riguardanti la potatura del ciliegio, dalle fasi iniziali dell’allevamento, il conferimento della forma e le potature di produzione.

Prima di iniziare l’analisi dettagliata su come potare il ciliegio è importante però illustrare alcuni aspetti chiave necessari per comprendere meglio le varie operazioni di taglio.

Il ciliegio, Prunus avium è una pianta fruttifera molto diffusa sul nostro territorio. Ne esistono varie cultivar che si distinguono principalmente in due gruppi principali a seconda del grado di acidità della polpa. Tuttavia gli interventi di potatura sono pressoché uguali in tutte le varietà con qualche differenza a seconda dei gruppi (ciliegio dolce e ciliegio amaro).

Oltre che per il gusto, la dimensione dei frutti e il loro colore le varietà si differenziano anche per le dimensioni finali della pianta. Le varietà dolci sono particolarmente sviluppate hanno un tronco molto largo e un altezza considerevole, la chioma è molto espansa e ampia. Diversamente le varietà di ciliegio acido conosciute anche con il nome generico di amereno hanno un portamento più ridotto e dimensioni più contenute.

Gli interventi di potatura quindi tengono conto anche di queste differenze.

Portamento e caratteristiche della pianta

Il ciliegio come abbiamo appena descritto ha un portamento tipico di un albero, tronco grosso e un altezza globale che arriva anche a 15 metri. La chioma è tipicamente di forma globosa o conica abbastanza ampia (3-4 metri).

Il visciolo, chiamato anche amarasco o amareno invece è molto più piccolo sia in altezza che in estensione. La chioma resta comunque di forma globosa anche se le ramificazioni sono meno erette rispetto alle cultivar dolci. Le ramificazioni in queste varietà sono più esili, meno spesse e a volte ricadenti.

I ciliegi possono essere anche allevati su un portainnesto, si utilizzano in questi casi piante rustiche vigorose (innesto su franco) oppure di dimensioni compatte o nanizzanti. I portainnesti più diffusi sono Colt, nanizzante e Malling F12/1 molto vigoroso e adatto ad essere coltivato in terrei vasti. Tra quelli nanizzanti molto conosciuto c’è anche il Malebbo (ciliegio Santa Lucia) anch’esso utilizzato per allevare piante di ridotte dimensioni.

Per quanto riguarda invece la tipologia di ramificazioni bisogna tenere presente che il ciliegio produce tre tipi di rami: brindilli, mazzetti di maggio e ramificazioni miste. La maggior parte delle varietà coltivate produce i frutti sui dardi fioriferi (mazzetti di maggio) e sui brindilli. Alcune cultivar invece tra le quali ‘Adriana’, ‘Vittoria’ e ‘Dodesana’ producono i frutti anche sui rami misti.

Nelle cultivar che producono i fiori sui rami misti le gemme fiorali si sviluppano principalmente alla base e fino a metà lunghezza delle ramificazioni, talvolta in queste piante è possibile la formazione di gemme a fiore anche sulla base dei rami a legno. Le piante di ciliegio che vengono lasciate sviluppare liberamente senza ricevere interventi di potatura hanno un tipico aspetto acrotono, le ramificazioni si sviluppano principalmente nella parte alta della chioma.

Questo particolare fenomeno si può osservare già dalle prime fasi di allevamento della pianta in seguito alla cimatura del germoglio apicale. Di conseguenza le forme di allevamento che riguardano il ciliegio prediligono principalmente una chioma espansa e ben sviluppata.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è l’alternanza della produzione, fenomeno che a molti potrebbe allarmare ma che è comune a molte altre piante da frutto, tramite alcuni interventi di potatura però questo aspetto può essere tenuto sotto controllo.

Forme di allevamento

I sesti di impianto per le forme di allevamento variano a seconda del portainnesto utilizzato e della forma scelta per allevare le piante.

Per i portainnesti vigorosi come il malling F12/1 è necessario dare alla pianta uno spazio di 7 metri sia tra le file che tra le singole piante. Per i portainnesti contenuti tipo Colt, Maxma 60 la distanza sarà ridotta a 6 metri.

Per i portainnesti nanizzanti invece i sesti di impianto richiedono una distanza tra le piante di 1,5-2 metri al massimo e di 4 metri tra i filari.

Vediamo allora quali sono le forme di allevamento, considerando che quella migliore da scegliere cambia a seconda del tipo di portainnesto scelto, questo è un aspetto non di secondo piano e che necessita di essere valutato attentamente.

I portinnesti vigorosi e quelli intermedi necessitano di essere allevati secondo la forma a vaso poiché la pianta non potrebbe sopportare ripetuti tagli al fine di contenere la vegetazione scegliendo forme di dimensioni ridotte.

Diversamente i portainnesti nanizzanti e con dimensioni ridotte vengono allevati secondo la forma a fusetto rispettando quindi quello che è il naturale sviluppo della pianta. Si alleva quindi un astone centrale e una serie di ramificazioni di eguale spessore per tutta la lunghezza del tronco che risulta essere alto non più di 2,5 metri.

Potatura di formazione

Dato il particolare portamento della chioma e la formazione dei suoi rami le prime operazioni di potatura di formazione del ciliegio vengono effettuate tenendo conto di questo aspetto.

Gli interventi di taglio vanno fatti dopo la produzione e la raccolta dei frutti, sono da evitare i tagli invernali e quelli fatti in prossimità di periodi di gelo.

Piante a forma libera

Per le piante fatte crescere secondo la forma naturale le prime fasi di allevamento non prevedono la cimatura dell’astone principale, bensì sfruttano la produzione dei primi rametti anticipati che avviene durante il primo anno di crescita. Diversamente da come si può pensare allevare le piante di ciliegio secondo una forma quanto più naturale possibile non significa tralasciare interventi di potatura o manutenzione.

Premesso ciò le prime operazioni da effettuare riguardano l’inclinazione dei germogli che andranno a formare le branche principali. Questi teneri rami, di cui se ne sceglieranno 3, dovranno essere piegati con un angolo di 45° gradi, è possibile utilizzare a tale scopo dei divaricatori (di legno o di altro materiale) da porre tra l’astone principale e il ramo da piegare a 3-4cm dal suo punto di sviluppo. In alternativa si possono utilizzare delle canne ancorate al terreno e inclinate con la giusta gradazione.

Negli anni successivi si dovrà provvedere principalmente a tagli di ritorno sui germogli che avranno raggiunto una lunghezza di 20-25cm. Quando si sarà formata una chioma abbastanza sviluppata si continueranno ad effettuare dei tagli di ritorno ma in modo particolare sulla parte alta della chioma al fine di alleggerire in parte la struttura globale.

Forma a fusetto

Allevando il ciliegio secondo la forma a fusetto si predilige lo sviluppo di un asse centrale principale e una serie di branche, per il ciliegio però si limitano a 2 o 3 a seconda della robustezza del portainnesto. Le branche o palchi principali sono a loro volta costituiti da quattro oppure tre sotto-branche, queste sono disposte in modo più o meno distante sviluppando così una chioma uniforme.

Per l’allevamento si procede come descritto di seguito.

Il primo anno nel periodo autunnale si provvederà alla messa a dimora della pianta rispettando i sesti di impianto come spiegato in precedenza per i portainnesti nani. Successivamente nel periodo invernale, a febbraio, si effettua il taglio dell’astone a 100-120cm da terra e l’accorciamento di eventuali ramificazioni giovani appena dopo la prima gemma sana. Il germoglio che crescerà all’apice sarà il prolungamento del fusto e quindi verrà lasciato crescere indisturbato.

Durante il periodo primaverile si dovranno scegliere 3-4 germogli al disotto del punto di taglio, questi dovranno avere preferibilmente un angolo di 90-120 gradi rispetto all’altro in modo da formare una futura chioma quanto più possibile equilibrata. Queste ramificazioni dovranno inoltre essere inclinate di 90 gradi rispetto al tronco verticale, per mantenere tale angolo è possibile utilizzare delle canne ancorate a terra oppure dei paletti inseriti nel terreno e dello spago. Gli altri germogli presenti sulla pianta dovranno essere rimossi con interventi di scacchiatura.

Nella primavera successiva si dovrà effettuare un nuovo taglio del tronco principale, questa volta dovrà essere accorciato a 70cm dalla prima impalcatura. I germogli che si formeranno dopo questo taglio serviranno così nello sviluppo della seconda impalcatura. Le nuove branche che andranno a costituire l’impalcatura però dovranno essere fatte sviluppare non sopra le branche sottostanti ma opposte in modo da riempire lo spazio vuoto (osservando dall’alto si dovrà formare una croce). Le branche che costituiscono la seconda impalcatura dovranno ricevere inoltre un inclinazione ma questa operazione andrà fatta in autunno, si useranno gli stessi metodi descritti sopra, (canne o paletti con spago), l’unica differenza sarà l’inclinazione ridotta a 80 gradi rispetto al fusto in modo da farle crescere più in verticale rispetto a quelle sottostanti.

Dopo un anno sempre in primavera si darà il via alla formazione della terza impalcatura, questa dovrà essere posizionata a circa 50cm sopra la seconda quindi a questa distanza si effettuerà un nuovo taglio del fusto principale. Le branche che andranno allevate dai germogli in formazione dovranno essere trattate come quelle del secondo palco ad eccezione dell’inclinazione che sarà praticamente orizzontale.

La forma a fusetto del ciliegio prevede che le ramificazioni alte vengano controllate nel loro sviluppo, a tal fine si lasceranno poche ramificazioni sulle ultime branche in modo da evitare un altezza eccessiva.

Forma a vaso

La forma a vaso per allevare il ciliegio prevede la formazione di tre o quattro branche principali. Questa forma per essere plasmata richiede all’incirca gli stessi interventi descritti per la forma libera.

Forma a vaso catalano

Questa forma è molto diffusa in Spagna, è una variante della forma a vaso classica ma richiede dei sesti di impianto leggermente ridotti, circa 4 metri tra le file e 2-3 metri di distanza tra le piante.

Per l’allevamento iniziale si procede come segue, l’impostazione della forma è come sempre consigliata fin dall’inizio dello sviluppo della pianta. Si procederà quindi alla messa a dimora nel periodo autunnale della pianta individuando dapprima una varietà adatta a questa forma, la pianta deve essere sana e avere già un buon apparato di gemme pronte per lo sviluppo.

Nel periodo invernale si dovrà praticare la prima operazione di taglio dell’astone che consiste nella capitozzatura ad un altezza di 35-40cm da terra. L’operazione successiva è quella di allevare 4 branche principali dai germogli disponibili, si elimineranno quindi tutti i restanti.

Più tardi in estate si procede con un taglio di ritorno su questi germogli che nel frattempo saranno diventati semi-legnosi per gran parte della loro lunghezza e avranno già quasi sicuramente lignificato alla base. Queste ramificazioni vanno accorciate fino ad una lunghezza di 15-20cm.

Dopo questo intervento nei pressi del ramo nascerà un nuovo germoglio che verrà fatto sviluppare senza rami anticipati e per questo motivo sarà necessario sospendere le irrigazioni per quaranta giorni dalla prima settimana antecedente all’intervento estivo.

Nella primavera del secondo anno dalla messa a dimora prima che la fase di germogliazione abbia inizio i rami principali vanno accorciati nuovamente, questa volta a 25cm dal loro punto di origine. Successivamente alla fine del periodo primaverile i germogli nati alla base del taglio avranno raggiunto già una lunghezza di circa 50-60cm, a questo punto è necessario effettuare un nuovo taglio su di essi portandoli alla lunghezza di 25cm. Il resto delle ramificazioni verranno lasciate intatte senza alcun intervento di taglio.

Nel terzo anno nei mesi invernali si procederà all’eliminazione dei rami troppo fitti all’interno della chioma cercando sempre di dare un equilibrio all’intera struttura. Inoltre le ramificazioni dovranno essere limitate in lunghezza nel caso risultassero troppo sviluppate.

Negli anni successivi per mantenere la forma desiderata saranno necessari dei tagli di ritorno sui rami di un anno e nel caso fosse necessario anche sulle ramificazioni di due anni. Questi interventi di potatura si praticano dopo il germogliamento in primavera.

Potatura di produzione

La potatura di produzione del ciliegio è finalizzata principalmente al alla conservazione della forma della pianta, sempre considerando che man mano che il ciliegio invecchia le ramificazioni produttive si sposteranno sempre più verso l’alto. Lo scopo principale è comunque quello di mantenere un buon rapporto tra quantità di vegetazione e quantità di produzione di frutti.

I tagli destinati all’aumento di produzione cercano comunque di contenere la produzione per quanto più tempo possibile sulla parte mediana della chioma. I tagli quindi si concentreranno in modo particolare sulla parte più alta della chioma alleggerendo in minima parte anche il resto.

Questi tagli di ritorno vanno fatti al disopra di una formazione a frutto breve, vanno così eliminati i dardi vecchi e i rami misti che hanno prodotto fiori soltanto nella parte apicale.

Potatura di rinnovo

Il ciliegio non tollera bene i tagli molto accentuati e in gran numero. Per questo motivo su questo fruttifero non si può parlare di una vera e propria potatura di rinnovo o di ringiovanimento.

Se ci si appresta a rimettere in sesto una pianta abbandonata a lungo le operazioni da fare sono comunque poche. Un ciliegio sviluppato con una forma naturale deve essere lasciato così com’è, inutile intervenire per cercare di ristabilire una produzione più bassa, la pianta avrà già prodotto una chioma espansa e piuttosto alta.

Nonostante questo gli interventi di potatura di rinnovo possono interessare lo sfoltimento interno della chioma eliminando le ramificazioni intricate e quelle troppo fitte. Ovviamente verranno eliminati i rami malati e quelli danneggiati con un taglio totale nel loro punto di origine.

Potatura verde

I tagli di potatura verde come descritto nei precedenti paragrafi riguardano principalmente piante in fase di allevamento.

Sulle piante a cui dovrà essere conferita la forma si effettueranno dei tagli estivi per stimolare la produzione di nuove ramificazioni, questi tagli dovranno essere fatti a carico delle branche principali nel primo anno di sviluppo della pianta e successivamente sulle nuove branche sostitutive.

Per maggiori dettagli puoi consultare la relativa spiegazione della forma di allevamento o di quella ad essa più simile nei paragrafi precedenti.

Altri accorgimenti

La produzione di gomma a volte molto rilevante è una reazione tipica della pianta di ciliegio, è causata principalmente da numerosi e/o grossi tagli sulle ramificazioni. Questo è un metodo naturale di difesa della pianta che le permette una cicatrizzazione più veloce delle parti danneggiate (tagli di potatura). I tagli grossi e le asportazioni generose di legno sono pratica da limitare soltanto nei casi necessari poiché possono provocare uno stress non indifferente alla pianta.

Nonostante ciò la produzione di gomma può verificarsi anche in seguito a tagli normali o tagli di portata ridotta, in questi casi è meglio rivedere il periodo di potatura facendo rientrare le operazioni nei tempi consigliati sopra. La pianta infatti è meno propensa alle secrezioni gommose in particolari periodi dell’anno.

Un accorgimento importante nell’allevamento iniziale della pianta di ciliegio è la cimatura dei germogli laterali. Questa pratica consente di anticipare l’entrata in produzione del ciliegio con vantaggi anche sul tempo di sviluppo dell’impalcatura di base.

Da tenere a mente anche che le potature verdi effettuate subito dopo la raccolta nel periodo estivo possono essere pericolose in quanto i tagli potrebbero subire una scottatura intensa da parte del sole. Valutare quindi attentamente se quello estivo è il periodo migliore per effettuare il taglio oppure l’operazione può essere rimandata più tardi ai primi giorni d’autunno. In ogni caso è possibile cospargere i tagli con latte di calce in modo da creare un sottile strato di difesa che rifletterà la luce solare.

Approfondimenti

Bibliografia

  • Il grande libro della potatura e degli innesti – De vecchi edizioni
  • Potatura e riproduzione in giardino – Giunti Demetra
  • Piccola enciclopedia della potatura, innesti, talee – Edizioni del Baldo
  • Guida fotografica alla potatura – Enrica Boffelli, Guido Sirtori

Siti sull’argomento

Altre risorse

Adv.