Potatura del Carrubo

In questa guida tratteremo della potatura del Carrubo in tutte le sue fasi. Si tratta di una pianta poco diffusa come fruttifero, i suoi baccelli vengono in genere utilizzati per l’alimentazione del bestiame; tuttavia l’utilizzo di questi frutti è molto vario, sia i semi contenuti all’interno che i baccelli stessi vengono usati per diversi scopi.

La sua coltivazione è comunque molto limitata ed estesa praticamente soltanto in alcune zone localizzate. La regione italiana dove la pianta è più coltivata è la Sicilia dove sono presenti ancora parecchi carrubeti, campi interamente dedicati alla coltivazione del carrubo.

Il frutto è dolce, viene consumato solamente dopo essiccazione, come frutta secca, i semi invece non sono commestibili direttamente ma vengono utilizzati in lavorazioni industriali per la preparazione di vari prodotti.

Di seguito illustriamo come potare il carrubo partendo dalle fasi iniziali di allevamento della pianta e passando poi agli interventi di potatura di produzione e di mantenimento. Prima di cominciare daremo una breve panoramica su quelle che sono le caratteristiche principali della pianta.

Portamento e caratteristiche della pianta

La pianta di carrubo (Ceratonia siliqua) è un albero dotato di una vegetazione espansa che raggiunge gli 8-9 metri di estensione, le ramificazioni sono molto fitte andando a formare una chioma particolarmente chiusa. L’altezza dell’albero è pressoché uguale la dimensione massima che può raggiungere è 9-10 metri in pieno sviluppo. Il carrubo è molto longevo, le piante coltivate in posizioni protette riescono a vivere per oltre 600 anni. La produzione però è un po’ tardiva in quanto i primi frutti iniziano a comparire sulla pianta a partire dal nono/decimo anno di età. La produzione si intensifica con il passare degli anni per arrivare al suo picco dopo circa 100 anni, rimane stazionaria per qualche decennio poi gradualmente diminuisce.

Le piante di carrubo sono dioiche ciò significa che per la produzione di frutti sono necessarie entrambe le piante, in genere si coltiva un carrubo maschio ogni 10-15 piante femmina. Tuttavia è possibile riscontrare anche individui ermafroditi che portano entrambe le tipologie di fiori. L’impollinazione avviene grazie agli insetti impollinatori.

Il carrubo ha una particolarità che difficilmente si ritrova in altre specie fruttifere, la fioritura può avvenire anche lungo il tronco.

I fiori con una struttura molto particolare impiegano circa 11 mesi per maturare in frutto, sono ampiamente diffusi sulle ramificazioni giovani e presenti anche in minima parte sui rami più vecchi. Alla raccolta dei frutti bisogna stare attenti a non danneggiare le infiorescenze in via di sviluppo anche se in genere la raccolta avviene a terra.

I frutti come già accennato sono dei baccelli di colore marrone che vengono consumati prevalentemente secchi. Una pianta adulta può avere una buona produzione che si attesta sui 90-140Kg all’anno.

Forme di allevamento

Le forme di allevamento del carrubo tengono in considerazione il portamento naturale della pianta. Il legno che caratterizza questa specie diventa particolarmente nodoso e contorto soprattutto con il passare degli anni.

La maggior parte delle piante allevate come esemplari singoli e quelle allevate in monocolture vengono educate secondo una forma più naturale possibile.

Quelle più utilizzate sono: a vaso libero e vaso cespugliato.

La forma di allevamento deve comunque tenere in considerazione il tipo di raccolta. In genere si attende la cascola totale dei frutti raccogliendoli man mano che maturano ma ciò non è sempre possibile soprattutto per il prodotto destinato all’industria. Per la raccolta industriale vengono utilizzati strumenti meccanizzati, la forma di allevamento quindi deve tenere conto dell’altezza per il paesaggio dei mezzi; si sceglie quindi di allevare la chioma abbastanza alta.

Potatura di formazione

L’obiettivo principale della potatura di formazione del carrubo è quello di privilegiare lo sviluppo dell’asse centrale.

A tal fine nei primi anni di sviluppo si darà libero sfogo alla crescita del getto guida centrale, effettuando dei brevi tagli sulle ramificazioni lungo il tronco ed eliminando i rami più bassi.

Vaso libero

Questa forma prevede la formazione di un tronco molto alto, il fusto principale viene allevato fino ad un altezza di 1,5 m dopo il quale dipartono le branche principali. È la forma che più rispetta il portamento naturale della pianta.

Le operazioni da fare inizialmente prevedono la rimozione dei rami che crescono troppo bassi sotto il punto in cui si dovranno sviluppare le branche. Non tutti però dovranno essere eliminati, alcuni di questi dovranno essere preservati si dovrà soltanto cimarli di circa un terzo della loro lunghezza.

Dopodiché si lasceranno crescere indisturbate le ramificazioni, guidando inizialmente il tronco tramite la dotazione di un paletto in legno.

Lo sviluppo dovrà essere lasciato libero fino alla prima fruttificazione dopodiché si elimineranno le branche formate di due anni di età favorendo la produzione di nuove ramificazioni giovani. Effettuando questi interventi di potatura si spingerà la pianta a produrre una chioma più ampia e meno sviluppata in altezza.

Asse centrale modificato

Con questa impostazione si dà priorità all’altezza della pianta contenendo l’estensione della chioma e allevandola nella crescita alta in modo da avere una raccolta meccanizzata agevole.

Si parte in primavera dall’astone, si scelgono prima di tutto 4-5 rami ben distanziati e distribuiti lungo l’asse del tronco partendo da un altezza di un metro. Le ramificazioni più deboli e quelle in eccesso vanno eliminate da subito. Si lasciano invece i rami che sono abbastanza sani, questi verranno poi cimati nel periodo estivo. Se non è presente una quantità di rami sufficiente è bene lasciare quelli meno sviluppati e cimarli in seguito in estate.

Negli anni successivi si procederà alla cimatura nel periodo estivo delle ramificazioni più basse in modo da favorire lo sviluppo dei rami verso l’alto.

Potatura di produzione

La potatura di produzione del carrubo si pratica a partire dal mese di aprile o anche prima nelle regioni del sud, al nord invece è meglio attendere la fine delle gelate e rimandarla nella seconda parte della primavera. In alternativa può essere effettuata subito dopo la raccolta eliminando anche le ramificazioni danneggiate (se si è proceduto alla raccolta meccanizzata con scuotitori).

Su questa pianta non è necessaria una vera e propria potatura degli alberi adulti, tant’è che si interviene sporadicamente ogni 2 o tre anni.

L’intervento più importante per la potatura di produzione è fatto negli anni in cui la stagione è particolarmente favorevole e si può avere un buon raccolto, abbondanza di fiori e periodi con piogge distribuite ma non insistenti. I tagli interessano la parte alta della chioma nel punto centrale, qui si dovrà permettere una buona distribuzione dei rami rimuovendo quelli molto fitti e affastellati per permettere alla luce di penetrare bene.

L’obiettivo principale è comunque quello di mantenere un equilibrio tra la vegetazione e la produzione di frutti.

Potatura di rinnovo

La potatura di rinnovo del carrubo è finalizzata alla rimozione delle ramificazioni danneggiate e troppo deperite per poter supportare la crescita di ulteriori sotto-rami.

Negli alberi cresciuti senza interventi per lunghi anni si avrà sicuramente una vegetazione molto confusa, molti rami saranno incrociati e si avrà una chioma globalmente infittita.

La prima cosa da fare è quella di sfoltire la parte centrale eliminando le ramificazioni affastellate. Dopodiché si procederà con la rimozione alla base dei rami di 1-2 anni di età che crescono verticalmente sulle branche. Allo stesso tempo verranno tagliati i rami danneggiati fino al legno sano, quelli deperiti invece andranno rimossi alla loro intersezione.

Evitare di fare tagli troppo grossi su branche estese a meno che non ce ne sia proprio bisogno. Effettuate queste operazioni si osserverà la chioma con il suo nuovo aspetto, dovranno essere diradati ancora quei rami in eccesso se in alcune parti c’è poco spazio.

Ogni taglio soprattutto su esemplari di età avanzata dovrà essere ricoperto con del mastice protettivo.

Potatura verde

La potatura verde del carrubo è un operazione che si effettua ogni due o tre anni soltanto su piante adulte che hanno già assunto la loro forma finale e sono entrate in produzione.

I tagli interessano solamente le forme che vanno allevate in altezza, si tratta di cimature sulle ramificazioni più basse come descritto nella potatura di allevamento.

Altri accorgimenti

Il carrubo risulta essere una pianta molto rustica e resistente all’attacco di parassiti. Tuttavia è soggetto all’attacco di un fungo particolare il quale risulta anche commestibile e ricercato. Per evitare l’infestazione è necessario sterilizzare accuratamente gli attrezzi usati per la potatura prima e dopo ogni utilizzo.

Oltre a questo accorgimento è importante, come già accennato, provvedere anche all’applicazione di mastice protettivo soprattutto se si devono eliminare branche o ramificazioni spesse danneggiate dalle intemperie.

Ricordare sempre che i tagli grossi sulla pianta di carrubo si rimarginano molto lentamente, questo tipo di interventi deve essere fatto soltanto se necessario.

Approfondimenti

Bibliografia

  • Sandro Pignatti, Flora d’Italia, Edagricole
  • Flora Europea, Cambridge University Press
  • Tous J and Ferguson L (1996), Mediterranean fruits

Siti sull’argomento

Adv.