Lobelia siphilitica

Descrizione

La Lobelia siphilitica è una pianta erbacea perenne appartenente al genere Lobelia e alla famiglia delle Campanulacee. Questa pianta, molto rustica riesce a resistere bene a temperature di gran lunga inferiori allo zero, è originaria degli Stati Uniti in particolare della zona sud-orientale dove è conosciuta con il nome di Blue Cardinal Flower oppure di Great blue Lobelia.

La pianta cespitosa ha una larghezza di circa 30cm e un altezza che raggiunge i 70-120cm, possiede quindi dei lunghi steli. Le ramificazioni sono ricoperte da numerose foglie di colore verde, di forma ovata e oblunga o largamente lanceolate. Il margine delle foglie è lievemente dentellato in modo irregolare, la loro superficie è ricoperta da sottili e numerosi peli di colore verde chiaro. La loro lunghezza varia in media dai 10 ai 15 cm. I fiori di colore blu acceso compaiono nel periodo estivo in numerosi racemi lunghi dai 10 ai 50 cm. Di forma tubulare e bilabiati hanno una larghezza di circa 2,5cm e posseggono delle brattee di colore verde.
Successivamente alla fioritura la pianta produce piccole capsule dove sono contenuti numerosi semi molto piccoli e di colore scuro.

Come habitat naturale la Lobelia siphilitica si sviluppa in terreni umidi a ridosso di piccoli corsi d’acqua come ruscelli o canali, oppure vicino a piccoli laghetti e ovunque dove l’umidità del suolo è abbastanza elevata.

Il nome della specie deriva dal latino e si riferisce alla malattia della sifilide. Questo nome gli è stato assegnato poiché i nativi americani erano soliti usarla nel tentativo di contrastare la malattia della sifilide. Le parti verdi della pianta contengono alcuni alcalodi che possono essere tossici sia per uomini che per animali.

Messa a dimora

La messa a dimora della lobelia può essere fatta nel periodo primaverile o in quello autunnale.

Tipo di Terreno

Il substrato ideale per la Lobelia siphilitica deve essere abbastanza umido. È bene evitare terreni troppo asciutti e con molto scheletro, privi cioè di un adeguato compattamento della struttura capace di trattenere una buona quantità di acqua. L’umidità è necessaria soprattutto nel periodo di fioritura per ottenere buoni risultati.

Sono comunque da evitare i ristagni idrici che sono molto pericolosi e possono essere causa di marciumi radicali. Un terreno ideale deve essere di medio impasto, irriguo e dotato di una quantità media di sostanza organica. Nel periodo della fioritura è comunque possibile somministrare i nutrienti necessari per migliorare la resa. Al momento dell’impianto è preferibile impiegare del fertilizzante umifero piuttosto che altri tipi di concimi.

Lobelia siphilitica

Esposizione

La pianta di Lobelia siphilitica necessita di un esposizione in pieno sole. Sono tollerate anche esposizioni ad ombreggiatura parziale purché sia limitata a poche ore del giorno. Le piante che producono una fioritura molto abbondante come in questo caso necessitano sempre di esposizioni molto luminose, la Lobelia quindi cresce al meglio e fiorisce in modo ottimale in posizioni soleggiate e ben illuminate.

Data la sua forte resistenza al gelo, la lobelia è infatti una pianta molto rustica, può essere coltivata senza problemi anche in zone molto fredde e dove le temperature invernali scendono sotto lo zero.

Fioritura

La fioritura della Lobelia siphilitica avviene nel periodo estivo indicativamente dal mese di giugno fino ad agosto e in alcuni casi arriva fino ad ottobre. I fiori sono di un colore blu intenso molto ornamentali, sono riuniti in racemi terminali. L’impollinazione avviene grazie all’aiuto di insetti pronubi in particolare i bombi, nonostante la generosa quantità di fiori che la pianta produce il polline non è in grado di raggiungere i fiori femminili.

Moltiplicazione

Per riprodurre la Lobelia siphilitica è possibile ricorrere al metodo della divisione.
La divisione consiste nel separare porzioni di pianta che posseggono una parte di radice, queste porzioni possono così dare vita ad una nuova pianta. Questa tecnica si può mettere in pratica nel periodo primaverile o meglio nel periodo autunnale, le piante replicate possono essere messe subito a dimora oppure piantate in vasi di circa 8cm di diametro con il seguente composto: una parte di sabbia, una parte di torba, una parte di pietrisco lavico da depositare sul fondo e due parti di terriccio generico per la semina.

La moltiplicazione della lobelia può essere fatta anche per seme, questi compaiono sulla pianta nella tarda primavera e fino alla metà del periodo autunnale. La semina può essere fatta direttamente a dimora nel periodo primaverile conservando i semi stratificati con della sabbia in un contenitore per tutto il periodo invernale.
L’operazione di stratificazione richiede che la sabbia usata per conservare i semi venga mantenuta sempre umida, non bagnata, inoltre i contenitori dovranno essere tenuti a temperatura costante di circa 4-5 gradi fino al momento dell’impianto.

Per la semina della lobelia siphilitica si procede come segue:

  • Si prepara prima di tutto l’aiuola, scegliendo una posizione adatta alla pianta, successivamente si scaverà una buca abbastanza profonda, all’incirca di 10-20cm abbastanza larga da contenere la futura piantagione.
  • Verrà aggiunta una concimazione di fondo con del terreno umifero uno strato di circa 5cm è più che sufficiente.
  • Dopodiché si riempie lo spazio restante con del terriccio generico per la semina misto ad una buona percentuale di sabbia in modo da far risultare il terreno abbastanza sciolto ma non troppo.
    A questa mistura andrà aggiunta una piccola percentuale di torba.
  • Appianare la superficie dell’aiuola e procedere con la semina a spaglio evitando di formare grumi.
  • Ricoprire infine soltanto con il terriccio generico per la semina coprendo con un sottile strato.
  • Innaffiare con un innesto fine e tenere umido il terreno fino a che le piantine non saranno germogliate, dopodiché procedere con innaffiature regolari a seconda delle precipitazione e del grado di umidità del terreno.

Lobelia siphilitica 2

Accorgimenti colturali

Fornendo le condizioni ottimali di esposizione, terreno e nutrienti è possibile che la pianta di Lobelia siphilitica riesca a produrre annualmente nuovi esemplari estendendosi sempre più in larghezza realizzando così delle piccole aiuole fiorite.

Per migliorare la resa della fioritura è possibile rimuovere manualmente le spighe sfiorite man mano che si formano. In questo modo si può aiutare la pianta a convogliare i nutrienti alle infiorescenze rimaste e agevolare la produzione e lo sviluppo di nuovi getti fiorali.

Le innaffiature della lobelia come già accennato dovranno essere costanti al fine di mantenere il terreno sempre con un certo grado di umidità, questa specie non ama i terreni secchi, soprattutto in estate a seconda dell’andamento climatico si dovranno aumentare le dosi. Al fine di limitare la traspirazione del terreno è possibile adottare due tecniche. La prima è quella di aumentare la densità di impianto evitando evitando di sfoltire le piantine dopo la semina oppure trapiantando a distanza di circa 20cm le piante riprodotte per divisione. L’altra tecnica è quella di fornire una pacciamatura all’inizio della primavera in modo che il terreno si mantenga umido.

La pianta di Lobelia se ben tenuta può rinnovarsi spontaneamente ogni 2 anni circa, dalla base infatti spunteranno nuovi getti, nel caso questo non dovesse accadere è possibile rinnovare manualmente la coltura ogni 2-3 anni per mantenere la fioritura sempre efficiente.

La concimazione di questa specie di Lobelia si può fare utilizzando fertilizzanti liquidi da somministrare ogni 3-4 settimane per il periodo estivo. Si possono utilizzare tutti i concimi che hanno dosi di NPK in proporzioni uguali, sono consigliati i concimi arricchiti di tutti i micronutrienti.

Malattie, parassiti e avversità

La lobelia siphilitica può presentare diverse problematiche dovute ad attacchi da parte di parassiti.

Le limacce possono essere un problema per il tenero fogliame in formazione, per combattere questi animali è possibile impiegare delle trappole apposite.

La pianta può essere soggetta anche a malattie di natura fungina come:

  • Marciume radicale
  • Ruggine
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