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Coriandolo

Descrizione

Il coriandolo o coriandolo selvatico è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Ombrellifere.
E’ originaria della zona mediterranea, tuttavia nel nostro territorio è difficile trovarla allo stato naturale eccetto che per alcuni individui che crescono in posti abbandonati dove prima vi erano delle coltivazioni.

Il suo nome scientifico è Coriandrum sativum, è conosciuta con alcuni nomi comuni tra i quali:

  • Erba cimicina
  • Erba coriandolo
  • Prezzemolo cinese
  • Cilantro

E’ una pianta annuale, possiede un fusto eretto con varie ramificazioni, raggiunge altezze di 40-60cm e larghezze di 30-40cm può quindi essere coltivata tranquillamente in vaso.

Le foglie hanno forma diversa a seconda della collocazione sulla pianta. Quelle basali sono dotate di un picciolo lungo, sono tripennate con margine dentato. Quelle cauline sono bipennate o tripennate, fini e di lunghezza tra gli 0,5-1,5cm.

I fiori che compaiono nel periodo primaverile sono di colore bianco con sfumature rosate e riuniti in ombrelle.

Il frutto è un achenio subgloboso ovvero di forma rotondeggiante, di colore giallo scuro.

Tipo di Terreno

Il terreno ideale per la pianta di coriandolo è di medio impasto, non necessita di particolari precauzioni eccetto che per il drenaggio: deve essere presente una buona quantità di materiale grossolano come sabbia affinché l’acqua possa defluire senza ristagnare e creare danni alla pianta.

Volendo è possibile (anche se non strettamente necessario) aggiungere del letame ben maturo e del composto organico per arricchire il terreno.

Esposizione

L’esposizione ottimale per il coriandolo è in pieno sole tollera tuttavia anche posizioni in mezza ombra.

Tecnica di Impianto

coriandrum-sativum-2Si effettuano dei solchi distanziati di 30cm, i semi vengono collocati in postarelle profonde circa 2cm, singoli o in numero di 1-2 distanziandoli di circa 20 cm l’uno dall’altro.

Messa a dimora

La messa a dimora del coriandolo si effettua nel mese di aprile.

Moltiplicazione

La moltiplicazione del coriandolo viene effettuata principalmente da seme.

Raccolta per il consumo

La raccolta si effettua quando le ombrelle hanno raggiunto una colorazione gialla, segno della completa maturazione. Si effettua di mattino presto, alle prime luci dell’alba.

Conservazione

I semi della pianta di coriandolo possono essere conservati in barattoli di vetro. I fusti vengono recisi alla base, in alternativa si possono recidere soltanto le ombrelle ad una certa lunghezza, vengono legate così in mazzetti che vanno lasciati essiccare in un luogo areato, asciutto e possibilmente al riparo dei raggi diretti del sole.

Accorgimenti colturali

Non sono necessari particolari accorgimenti colturali. Tuttavia è bene effettuare i consueti interventi di sarchiatura per favorire la traspirazione del terreno e rimuovere le erbe infestanti che soprattutto ai primi stadi di crescita potrebbero soffocare le piantine.

Malattie, parassiti e avversità

Tra le malattie crittogamiche che colpiscono la pianta di coriandolo ci sono:
Oidio
Tracheomicosi (Fusarium oxysporium)

Altri organismi che possono attaccare le radici della pianta di coriandolo sono:
Pythium irregulare

Proprietà medicinali

La pianta di coriandolo possiede diverse proprietà medicinali: antispasmodiche, antisettiche, digestive, carminative e stimolatrici.

Dalla pianta viene estratto un olio essenziale contenente alcune sostanze tra cui: linalolo, acido decilico, pinei e tannini.

Per curare i disturbi gastrointestinali viene preparato un infuso con le ombrelle e le foglie che può servire anche ad attenuare i mal di testa.

Uso in cucina

Semi di Coriandolo

Semi di Coriandolo

In cucina vengono utilizzati i semi, si triturano polverizzandoli e possono così essere usati per il condimento di carni rosse come vitello, agnello e maiale ma anche molti tipi di pesce.
I semi possono essere impiegati anche per la preparazione di dolci e altre preparazioni come torte e biscotti, vengono usati inoltre per insaporire zuppe e stufati.

I semi trovano anche utilizzo in aggiunta a verdure: cavoli, piselli, fagioli, ceci possono essere aromatizzati con questa spezia. Vengono anche utilizzati su piatti a base di funghi e per il condimento di verdure sottt’aceto.

Anche le radici si consumano, in alcuni popoli come quello Thailandese vengono utilizzate per la preparazione di un condimento che comprende altre spezie come aglio e pepe.

Questa pianta è molto utilizzata nella cucina Indiana e Sud Americana.

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