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Scalogno

Descrizione

È molto simile alla cipolla, non produce infiorescenze e per questo è possibile coltivarlo principalmente tramite bulbilli. Le sue origini risalgono probabilmente alla zona del Medio Oriente dove è molto diffuso come ortaggio.

La pianta ha una lunghezza complessiva di 25-30 cm, come per l’aglio e la cipolla presenta un bulbo che può variare di dimensioni e forma a seconda della varietà coltivata, esistono infatti alcune oblunghe, altre più schiacciate altre ancora simili ad una cipolla. Il bulbo è formato da vari strati, quelle più esterne dette tuniche non sono commestibili, sono la protezione più esterna hanno un colore rosso rame. Oltre a queste caratteristiche il bulbo dello scalogno può essere sia singolo che composto da più bulbilli.

Le varietà coltivate non sono molte, quelle principali sono soltanto tre: lo scalogno comune dotato di un bulbo di dimensioni medie; lo scalogno violetto o Scalogno di Romagna con un bulbo di piccole dimensioni di forma allungata; infine c’è lo Scalogno tondo detto anche “di Jersey” dotato di un bulbo più simile a quello di una cipolla, grosso e schiacciato.

Esposizione e temperatura

Si tratta di una pianta abbastanza adattabile, riesce infatti a vegetare senza problemi sia in pianura con temperature calde che in montagna dove c’è più fresco.

Tipologia di terreno

Come per le altre piante bulbose della famiglia delle liliacee anche lo scalogno necessita di un terreno abbastanza sciolto e preferibilmente ricco di sostanza organica.

Una condizione che non deve mai verificarsi è il ristagno idrico che induce alla marcescenza rapida dei bulbi.

Per quanto riguarda il grado di pH del suolo sono da preferire substrati con valori compresi tra 6-7, si adatta bene quindi a tutti quei suoli neutri.

Tecnica di impianto

La semina dello scalogno avviene in prevalenza in autunno o alla fine del periodo invernale.

La tecnica di impianto è semplice, è preferibile in ogni caso effettuare una prima lavorazione nel periodo estivo in modo da avere un terreno sciolto dove i bulbi potranno liberamente svilupparsi. per l’impianto di procede come segue:

  1. Si effettuano delle piccole buche distanti 20 cm l’una dall’altra sulle file, e 30 cm tra loro.
  2. I bulbi vanno interrati ad una profondità di 5 cm per le varietà il cui bulbo si sviluppa meno e 10cm per gli scalogni del tipo tondo di Jersey.
  3. Dopodiché si ricopre con il terriccio smosso in precedenza livellando il terreno tramite l’utilizzo di un rastrello.

Il suo ciclo colturale dura in media 140 giorni, ci sono alcune varietà più precoci che giungono a maturazione dopo 120 giorni altre più tardive che necessitano di 150 giorni circa per giungere al completo sviluppo.

La raccolta

La raccolta dello scalogno viene effettuata dopo un periodo di circa 4-5 mesi a seconda della varietà coltivata. Se si semina a fine inverno si può raccogliere già da giugno.

Conservazione

Lo scalogno deve essere conservato in un ambiente asciutto e ben ventilato, la temperatura non deve essere ne troppo calda ne troppo fredda. Per un mantenimento ottimale dei bulbi sono raccomandati luoghi con una temperatura intorno ai 12-15 gradi.

La conservazione viene fatta anche sottolio o sottaceto aumentandone così il periodo.

Malattie, parassiti e avversità

Le malattie dello scalogno sono molto simili a quelle dell’aglio. Tra quelle più diffuse ci sono le malattie provocate da funghi, quelle più importanti sono:

Gli insetti che possono provocare danni alle piante di scalogno sono:

La pianta è soggetta anche a problematiche legate a malattie batteriche, tra quelle più importanti c’è Xanthomonas axonopodis pv. allii. Questo organismo attacca la parte aerea e ne provoca profonde lesioni, di conseguenza i bulbi non riescono a riceve il necessario nutrimento. Il raccolto viene compromesso a causa dello scarso rendimento e dei bulbi poco sviluppati.

La pianta può essere colpita anche da organismo come il nematode dei bulbi (Ditylenchus dipsaci).

Accorgimenti colturali

Durante il trapianto annaffiare abbondantemente se il terreno è troppo asciutto. In generale non ha bisogno di particolari cure.

Concimazioni

La concimazione dello scalogno avviene nelle stesse quantità e modalità dell’aglio.

Avvicendamenti e consociazioni

Per le consociazioni è possibile trattare la pianta come le altre liliacee.

Utilizzo in cucina

Lo scalogno è utilizzato in prevalenza come condimento. In genere è parte integrante di zuppe e stufati ma può essere utilizzato anche fresco in insalate.


Tutti i valori si riferiscono a 100g di prodotto

Principali
Calorie: 72 kcal
Grassi: 0.1 g
Carboidrati: 1.8 g
Proteine: 2.5 g

Acqua: 79.8 g
Ceneri: 0.8 g
Fibre: g
Zuccheri: g

Vitamine

Retinolo (Vit. A): 0 mcg
Betaina: mg
Vitamina A, IU: 1190 IU
Vitamina A, RAE: 60 mcg_RAE

Tiamina (Vit. B1): 0.06 mg
Riboflavina (Vit. B2): 0.02 mg
Niacina (Vit. B3): 0.2 mg
Acido Pantotenico (Vit. B5): 0.29 mg

Piridossina (Vit. B6): 0.345 mg
Folato alimentare: 34 mcg
Folato, DFE: 34 mcg_DFE
Folati, totali: 34 mcg

Cobalamina (Vit. B12): mcg
Acido ascorbico (Vit. C): 8 mg
Vitamina D (D2+D3): 0 mcg
Colecalcifenolo (Vit. D): 0 IU

Alpha-tocoferolo (Vit. E): mg
Fillochinone (Vit. K): mcg
Colina totale (Vit. J): mg
Carotene, beta: mcg

Carotene, alfa: mcg
Criptoxantina, beta: mcg
Licopene: mcg
Luteina + zeaxantina: mcg

Minerali

Calcio: 37 mg
Sodio: 12 mg
Fosforo: 60 mg
Potassio: 334 mg

Ferro: 1.2 mg
Magnesio: 21 mg

Zinco: 0.4 mg
Rame: 0.088 mg

Manganese: 0.292 mg
Selenio: 1.2 mcg

Amminoacidi

Arginina: 0.181 g
Fenilalanina: 0.081 g
Isoleucina: 0.106 g
Istidina: 0.043 g

Leucina: 0.149 g
Lisina: 0.125 g
Metionina: 0.027 g
Treonina: 0.098 g

Triptofano: 0.028 g
Valina: 0.11 g

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