Tignola dell’olivo, Prays oleae

Descrizione

La Prays oleae chiamata comunemente tignola o tignola dell’ulivo è un piccolo lepidottero. La sua diffusione si riscontra in tutti gli uliveti della penisola raramente piccoli uliveti ne sono immuni.

Si tratta di una piccola farfalla la cui estensione alare è compresa tra 10 e 15mm. Le sue ali, in totale quattro, sono frangiate e di colore grigio-argento con macchie di colore nero sul primo paio di ali.

La larva misura circa 8mm ed è di colore marrone chiaro, sui fianchi sono presenti delle strisce di colore giallo che ricoprono parte del ventre.

Piante colpite

Oltre alla pianta di olivo e le sue varie cultivar la tignola dell’olivo attacca anche piante come il ligustro e il gelsomino.

Ciclo di vita

Le femmine depongono le loro uova in primavera subito dopo lo sfarfallamento e l’accoppiamento. Le uova sono molto simili a quelle della mosca dell’olivo ovvero oblunge di colore giallo sporco e di dimensioni di circa 0,5 mm quindi molto più piccole di quella della mosca dell’olivo.

L’ovideposizione avviene con un singolo uovo per fiore. Le larve che fuoriescono dopo un periodo che va da 10 a 20 giorni a seconda dell’andamento climatico iniziano fin da subito a nutrirsi dei fiori. Nel frattempo deturpano il bocciolo fiorale con fili di seta sottili e in gran numero, questi fili servono per la loro locomozione tra i vari fiori; una singola larva infatti può nutrirsi anche di 8-10 fiori prima di passare allo stadio successivo.

La prima generazione di larve è antofaga, cominciano come già accennato a penetrare internamente ai boccioli fiorali e si nutrono dell’intero organo del fiore portandone all’appassimento e alla necrosi se consumato parzialmente.

La seconda generazione delle larve è invece carpofaga, le larve iniziano ad attaccare i frutticini quando questi misurano pressappoco 5mm. Le larve scavano piccole gallerie nei frutticini e arrivando nei primi strati del frutto si nutrono della polpa. Le loro deiezioni rimangono all’interno del frutto e generalmente le larve si spostano fino al nocciolo perforandolo quando questo non è ancora indurito completamente.

I frutti colpiti subiscono una cascola anticipata.

Ci sono poi le larve della terza generazione invece si nutrono delle foglie e vengono dette fillofaghe. Il danno sulle foglie è particolare poiché le larve si comportano come minatrici nutrendosi del parenchima fogliare ovvero lo strato presente tra la pagina inferiore e superiore della foglia. Le larve di terza generazione in genere attaccano anche i germogli in via di formazione.

Lo svernamento avviene sotto forma di larva di terza generazione che passa l’inverno nel parenchima fogliare oppure tra le foglie in un piccolo bozzolo.

Lo sfarfallamento degli adulti avviene in primavera da aprile a maggio a seconda del clima.

Gli adulti possono compiere dalle due alle tre generazioni all’anno.

Danni

I danni provocati da Prays oleae sono a carico dei frutti, delle foglie e dei giovani germogli e sui fiori.

Le larve fin da subito iniziano la loro attività trofica sui frutti. Maggiori dettagli sul loro comportamento sono descritti nel paragrafo precedente del ciclo di vita.

Prays oleae tignola olivo 2

Metodi di difesa

La lotta contro Prays oleae è sia di tipo agronomico che chimico.

La lotta chimica si effettua sulle generazioni di larve carpofaghe in genere gli interventi a seconda delle zone degli uliveti si effettuano in giugno o luglio seguendo sempre lo sviluppo delle larve. L’intervento viene effettuato al termine dell’ovodeposizione e prima che le larve penetrino all’interno dei frutti.

Per la lotta agronomica invece si installano delle trappole sessuali all’inizio della primavera e prima dello sfarfallamento degli adulti. Queste trappole serviranno per la conta degli adulti e la successiva regolazione degli interventi. È possibile infatti che la presenza dell’insetto non è tanto grave da giustificare un intervento chimico, in questi casi sia i ditteri sifiridi che gli imenotteri come vedremo più avanti possono tranquillamente tenere sotto controllo le popolazioni di Prays oleae.

Un altro metodo di lotta agronomica prevede un esame attento dei frutticini infestati da Prays oleae. A seconda del numero di olive attaccate si può stimare secondo la soglia minima di 10-15% di olive infestate da larve vive. I prodotti chimici da utilizzare possono essere: Carbaril, Dimetoato e Formotion.

Nemici naturali

Esistono diversi entomofagi che possono ostacolare la vita di Prays oleae tra questi annoveriamo:

Entomofagi predatori:

  • Ditteri sifiridi
  • Rincoti antocoridi
  • Neurotteri crisopidi

Insetti Parassitoidi:

  • Ageniaspis fuscicollis praysincola
  • Chelonus elaephilus
  • Apanteles xanthostigma
  • Altri imenotteri braconidi

Un altro efficace nemico della Prays oleae è il batterio Baciullus thuringiniensis var kurstaki ammesso anche in agricoltura biologica.

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