Gallina dei boschi, Laetiporus sulphureus

Descrizione

L’appellativo gallina dei boschi è dovuto alla particolare colorazione assunta dai corpi fruttiferi a mensola.

Il corpo fruttifero è caratteristico a mensola con bordi frastagliati dotato di più ricettacoli sovrapposti, i margini hanno un piccolo spessore quasi irrilevante. La superficie superiore è di colore giallo ocra con sfumatura più marcate di arancio.

Una mensola solitamente è ampia dai 10 ai 14 cm, se lasciata sviluppare e in ambiente favorevole questo fungo produce dei corpi fruttiferi tra 20 e 40 Kg di peso.

Il suo nome scientifico è molto vario ce ne sono diversi attribuiti da vari studiosi del settore. Altri nomi comuni del fungo sono Roscella e Gallinaccio.

Piante colpite

Le piante colpite dalla gallina dei boschi sono numerose, si può dire che tutte le piante legnose, quindi fruttiferi compresi sono soggetti ad attacchi da parte di questo fungo. La difesa però è semplice e può essere attuata senza grosse difficoltà.

Tra le essenze colpite ci sono sia latifoglie che conifere.

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Ciclo di vita

Il fungo si moltiplica tramite spore quando ci sono le condizioni ambientali favorevoli ovvero alta umidità ambientale.

Danni

Il fungo vive a spese della parte più esterna del legno delle piante arboree. Con il passare del tempo se non debellato il fungo può portare ad un lento avvizzimento delle piante con un alto tasso di moria delle stesse.

Metodi di difesa

La lotta contro la gallina dei boschi è di tipo chimico e agronomico.

La difesa agronomica si effettua con buone pratiche che partono dalla scelta del giusto terreno della pianta che deve essere ne troppo umido ne troppo arido, dall’adozione di sesti di impianto adeguati in modo da permettere alla luce solare di colpire anche la parte bassa della pianta.

Altre pratiche agronomiche prevedono la potatura corretta delle piante che deve mirare ad una chioma si espansa ma, anche ben equilibrata nell’insieme e arieggiata nella parte interna.

La lotta chimica si effettua dalla fine dell’estate con irrorazioni di ossicloruro di rame o poltiglia bordolese. Altri trattamenti vanno ripetuti in primavera lontano da giornate piovose.

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