Dacus oleae, mosca dell’olivo

Descrizione

La Dacus oleae, mosca dell’olivo è un parassita appartenente all’ordine dei ditteri. Questo insetto è diffuso in tutto l’areale Italiano e nelle annate favorevoli riesce a compiere diverse generazioni infestando e compromettendo il raccolto finale.

È un piccolo fitofago lungo circa 5mm con un colore di fondo dorato e una sottile peluria marroncina. Ha il capo di colore rosso e gli occhi verdi. Le ali sono semi trasparenti e iridescenti.

La larva che è lo stadio più pericoloso dell’insetto è lunga circa 8mm ed è priva di zampe (apoda). La larva ha un colore bianco giallognolo è cilindrica con la parte del capo più stretta.

Piante colpite

Le piante colpite sono tutte le varietà di olivo e l’olivastro.

Ciclo di vita

Nel periodo estivo il ciclo da uovo ad adulto si conclude in circa tre settimane.

Lo sfarfallamento degli adulti avviene in primavera. L’accoppiamento inizia in genere a giugno e le femmine si recano sulle piante ospiti deponendo un singolo uovo per frutto.

Ogni femmina è in grado di deporre dalle 200 alle 250 uova. L’uovo è di piccole dimensioni e misura circa 1mm è di colore bianco. La larva inizia in genere fin da subito a nutrirsi della polpa dell’olivo ma può tardare in caso di abbassamenti termici. Le larve si impupano dentro il frutto oppure si lasciano cadere nel terreno.

Dopo la prima generazione ne seguono altre a seconda della temperatura, in Italia si possono avere dalle 2 alle 3 generazioni annuali.

Durante l’estate si possono avere dei rallentamenti nelle ovodeposizioni o dei blocchi totali a causa del caldo forte. Alcune annate dove l’estate è torrida infatti la mosca è poco presente o del tutto assente.

Danni

Gli adulti non provocano particolari danni eccetto le femmine che depongono il singolo uovo effettuando delle punture sul frutto in genere al centro o in prossimità del calice. Gli adulti si nutrono di sostanze zuccherine e dell’essudato che fuoriesce dall’olivo in seguito alle punture.

Dacus oleae Mosca dell olivo larva

Il danno maggiore è provocato dalle larve che una volta dischiuse dall’uovo cominciano a nutrirsi della polpa dell’olivo. In seguito alle punture possono diffondersi batteri e funghi che provocano il marciume e la cascola del frutto.

La nota rogna dell’olivo è una malattia diffusa dalla Dacus oleae.

Metodi di difesa

Per la lotta contro questo pericoloso fitofago ci sono due metodologie: lotta agronomica e lotta chimica.

La lotta chimica persegue i metodi di lotta integrata e guidata. I metodi di lotta chimica contro la mosca dell’olivo sono diverse e prevedono diversi metodi di impiego delle sostanze.

Innanzitutto per quando si parla di lotta integrata si fa riferimento all’osservazione tramite trappole o tramite l’analisi dei frutti per verificare le soglie di intervento. Nel caso dell’olivo si interviene quando si raggiungono per campione il 6-8% di frutti danneggiati ovvero di frutti che presentano un buco caratteristico della Dacus oleae.

Un altra tipologia di campionamento è l’utilizzo di trappole sessuali per la cattura dei maschi adulti, in questi casi si agisce dopo aver raggiunto 2-3 adulti per ettaro (si installano 2-3 trappole per ettaro).

Dopo il campionamento e il raggiungimento della soglia si può subito intervenire con prodotti come Dimetoato, Acefate, Enition ecc.

Infine citiamo un altro metodo di lotta che impiega un esca avvelenata con prodotti fosforganici, questi vengono distribuiti prima dello sfarfallamento degli adulti e risultano abbastanza efficaci.

Nemici naturali

Attualmente non ci sono particolari entomofagi impiegati direttamente contro la Dacus oleae ma sono in sperimentazione alcuni insetti sensibili. Gli entomofagi che attaccano naturalmente la Dacus oleae sono:

  • Pnigalio mediterraneus
  • Opius concolor
  • Cyrtoptyr dacicida
  • Prolasioptera berlesiana

Questi tuttavia non sono predatori specifici della mosca dell’olivo.

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