Cercosporiosi

Descrizione

La cercosporiosi è una malattia crittogamica provocata da diversi funghi di piccolissime dimensioni. Tali funghi appartengono in prevalenza al genere Cercospora e si tratta di specie fungine ascomiceti.

Nel genere sono presenti diverse specie, per citarne alcune: Cercospora beticola, Cercospora asparagii, Cercospora kaki e Cercospora solani.

Questa malattia a volte viene identificata con il nome di piombatura, è bene però specificare che non ha niente a che fare con la malattia denominata “mal del piombo” e  che questo nome deriva unicamente dall’aspetto delle foglie e dal danno simile che accomuna queste due differenti malattie.

Piante colpite

Le piante colpite da piombatura sono molte, tra queste ci sono sia piante orticole che piante da fiore, forestali e di interesse ornamentale e alcune piante da frutto. Molto colpite sono le diverse specie di Chenopodiacee usate per il consumo alimentare.

Cercospora handelii su Rododendro
Cercospora handelii su Rododendro

Ciclo di vita

Il fungo può svernare nella vegetazione precedentemente infettata, oppure sui semi delle piante ospiti. In assenza di piante da infettare il micelio può sopravvivere in uno stato dormiente per ben due anni.

La diffusione di questa malattia avviene principalmente nei periodi di forte caldo con un umidità relativa molto alta, superiore al 70%. In condizioni ottimali i funghi cominciano a produrre spore che trasportate dal vento giungono sulla pianta ospite. Arrivate a destinazione le spore cominciano a formare il micelio, le ife iniziano a penetrare negli stomi e si manifestano i primi sintomi della malattia.

L’attività del fungo è molto rallentata al disotto dei 10 gradi e al di sopra dei 26 gradi. Si ferma del tutto se l’umidità relativa scende sotto il 60%.

Danni generali e specifici

I danni per quanto riguarda le specie utilizzate per l’alimentazione umana possono essere molto importanti. Le piante colpite possono diminuire la loro produzione fino ad arrivare al 50%, quindi la lotta e la prevenzione diventano molto importanti anche dal punto di vista economico.

I sintomi più evidenti di questa malattia sono a carico delle parti verdi della pianta, quindi fiori, frutti e foglie. La prima manifestazione della malattia avviene nel periodo di inizio estate, le parti che vengono colpite per prima in genere sono le foglie, esse manifestano delle macchie rotondeggianti di larghezza variabile dai 3 ai 5mm di colore chiaro che successivamente scuriscono e cominciano a presentare dal centro un area di colore rosso. Queste macchie possono allargarsi e invadere tutta la foglia che a quel punto inizia a seccare e a perdere del tutto le sue capacità fotosintetiche.

Le foglie rimanenti in genere sono quelle più giovani, la pianta colpita tende a produrre nuova vegetazione questo accade soprattutto nelle specie di bieta.

Cercospora beticola 2
Cercosporiosi su Bietola

Sintomi specifici su diverse piante colpite

La cercosporiosi può avere diverse manifestazioni o meglio si possono riscontrare diversi sintomi sulle parti delle piante colpite a volte differenti a seconda della specie presa in esame. Di seguito cercheremo di elencare i sintomi immediatamente visibili sulla pianta elencando alcune delle maggiori specie colpite:

  • Cercosporiosi del Giuggiolo (Cercospora jujubae). Il sintomo immediatamente visibile e il primo a comparire interessa le foglie sulla pagina inferiore, dopo l’infestazione da parte del fungo si formano delle macchie irregolari di colore nero che rappresentano il micelio del fungo e successivamente le spore. In corrispondenza di queste macchie sulla pagina superiore della foglia manifesta un colore giallo chiaro. Le macchie spesso si possono estendere e confluire in un’area che ricopre tutta la superficie della foglia.

 

Metodi di difesa

Per difendersi dalla piombatura o cercosporiosi è possibile l’utilizzo di prodotti chimici appositamente studiati oppure, si possono mettere in atto alcune strategie di prevenzione.

La lotta chimica prevede l’utilizzo di prodotti specifici studiati appositamente per questo tipo di malattie crittogamiche oppure l’utilizzo di prodotti ad ampio spettro come la poltiglia bordolese. I prodotti sono da applicare non appena si manifestano i primi sintomi, ripetendo i trattamenti per circa tre volte intervallandoli di almeno 20 giorni. Per il trattamento chimico però si consiglia l’utilizzo di diversi prodotti anche alternando i trattamenti, questo tipo di funghi infatti hanno manifestato una spiccata capacità di adattamento agli agenti chimici sviluppando una notevole resistenza.

Per la prevenzione alla cercosporiosi si possono attuare diverse metodiche, in questo modo si possono arginare eventuali infestazioni.
Le pratiche più attuate sono la rotazione delle colture, evitando di ripetere la coltivazione delle stesse specie per almeno due anni sullo stesso appezzamento di terreno.
Rispetto delle distanze di coltivazione, evitando sovraffollamenti e magari aumentando le distanze tra le colture evitando così il ristagno di umidità.
Un altro metodo di prevenzione efficace è eliminare i residui vegetali infetti dalla coltura, e togliere appena si notano segni dell’infezione le parti della pianta malate possibilmente bruciandole.
Infine l’utilizzo di specie particolarmente resistenti a questa malattia crittogamica può essere un vantaggio.

Nemici naturali

Per la lotta naturale alla cercosporiosi sono stati impiegati con successo alcuni funghi antagonisti attivi contro le specie di Cercospora spp. Questi funghi sono: Laetisaria arvalis e alcune specie appartenenti al genere Trichoderma spp.

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