Carpocapsa, Cydia pomonella

Descrizione

La Carpocapsa indicata spesso come Carpocapsa del melo o del pero, è un piccolo lepidottero che arreca danni ad alcuni fruttiferi maggiori.

L’adulto della Capocapsa è una farfalla con un apertura alare di circa 2cm, possiede le ali posteriori di colore marrone scuro e quelle anteriori di colore grigio sfumato.

La larva che è lo stadio più dannoso dell’insetto ha una lunghezza di circa 2cm è di colore bianco nei primi stadi di sviluppo, successivamente si scurisce passando da rosa a giallo chiaro.

Piante colpite

Le piante colpite dalla Cydia pomonella sono diverse tra le più importanti ci sono le Drupacee e le piante da reddito come:

Ciclo di vita

Nella penisola italiana la Carpocaspa riesce in genere a compiere 2 o 3 generazioni l’anno molto raramente una quarta. Il suo ciclo di vita inizia con l’ovodeposizione da parte delle femmine che avviene in prossimità delle parti verdi delle piante ospiti.

Le larve schiudono per dirigersi sui frutti cominciando l’erosione e il suo nutrimento all’interno del gheriglio. La larva già ben sviluppata fuoriesce dal frutto per incrisaldirsi sulle parti legnose della pianta prediligendo le zone più protette.

Nella seguente tabella vengono riassunti i vari stadi con il periodo dell’anno in cui avvengono

Stadio Periodo dell’anno
Adulti 1° generazione Inizio o metà del mese di Maggio
Adulti di 2° generazione Per tutto i mesi di Giugno e Luglio
Adulti di 3° generazione A metà a Agosto
Adulti di 4° generazione (molto rari) Inizio e fino a metà Settembre

Danni

Il danno della Capocapsa è principalmente a carico dei frutti. Le larve penetrano nella zona calicina e inizino la loro attività trofica scavando gallerie arrivando al gheriglio che è la parte prediletta per il loro sviluppo.

Nella pianta di noce il frutto attaccato dalla larva si può facilmente identificare dal cambiamento di colore del mallo che vira da un verde acceso a diviene di un viola scuro. Sempre sul mallo si possono vedere degli ammassi granulosi scuri che sono gli scarti dell’interno del frutto scavati dalle larve.

I danni quindi si hanno sia sui frutti in buono stato ma che presentano il foro di entrata della larva, sia di quelli che rimangono attaccati all’albero, cominciano a marcire intaccati da altri parassiti come funghi o altri insetti dannosi.

Metodi di difesa

Essendo un parassita di piante da reddito è prevista la lotta guidata e le immancabili buone pratiche colturali. Esistono ovviamente anche metodi di difesa chimica contro la Carpocapsa.

Per la lotta chimica che viene effettuata in genere dopo una lotta guidata si utilizza un prodotto denominato Azinfos-metile.

Nella seguente tabella vengono riassunte le modalità e i trattamenti da fare con relativi prodotti da impiegare.

Generazione Tempo di intervento dopo osservazione Prodotto da utilizzare
1° generazione 8 o 10 giorni Carbaril su noce o Dimetoato
1° generazione 7 – 8 giorni o appena si raggiunge la presenza di due maschi per trappola prodotti biotecnologici chitino-inibitori (Diflubenzuron, Esaflomuron ecc…)
2° Generazione 4-5 giorni prodotti biotecnologici chitino-inibitori (Diflubenzuron, Triflomuron, ecc…)

La lotta guidata invece richiede un monitoraggio continuo del frutteto tra aprile e maggio (ma ciò dipende dalle varie zone della penisola) vengono installate le trappole sessuali che sono in grado di attrarre gli adulti. Dopo la conta che deve durare minimo 7 giorni sarà necessario valutare se la presenza del carpofago supera la soglia minima di intervento.

Le soglie minime di intervento prevedono almeno 3 maschi a settimana per ogni trappola installata. Al disotto di questa soglia non è necessario un drastico intervento per eliminare la Carpocapsa.

Nemici naturali

Per quanto riguarda i parassitoidi naturali contro la Carpocapsa non c’è nulla di utilizzabile al momento a parte il fungo Beauveria bassiana. Negli USA si è sperimentato l’impiego di un virus Cydia pomonella G.V (Cydia pomonella  granulosis virus anche detto CpGV) che sta dando buoni risultati.

Tuttavia  negli ultimi anni si sono messe in atto pratiche biologiche che prevedono la confusione sessuale installano degli appositi dispensatori di ormoni nei frutteti.

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