Cancro da Valsa del Pero

Descrizione

Il cancro da valsa del Pero è una malattia di origine fungina, l’agente eziologico di tale patologia è il fungo Valsa ceratosperma.

Il fungo ha origini dall’Asia orientale diffuso ampiamente in territori di Cina, Giappone e Corea. La malattia è di recente introduzione nella nostra penisola, i primi casi accertati risalgono al 2000 con le prime aree infestate nel nord Italia, successivamente la malattia si è diffusa ampiamente nel resto delle regioni.

Piante colpite

La pianta colpita dal fungo Valsa ceratosperma è il pero, sono soggette tutte le varietà e le cultivar diffuse. Occasionalmente la malattia si può manifestare anche su melo e cotogno ma i casi sono molto rari.

Ciclo di vita

Lo svernamento del fungo avviene sugli strati sottostanti alla corteccia e tra le fessurazioni della stessa oppure come più spesso accade sui cancri rimasti della vegetazione già colpita nell’anno precedente.

Il fungo inizia a manifestarsi a partire dal periodo invernale da fine gennaio-febbraio, in questa fase è evidente il rigonfiamento che si intravede sulla corteccia spesso accompagnato da un essudato trasparente.

I corpi fruttiferi del fungo compaiono sui cancri, sono delle piccole tacche di colore nero di pochi millimetri di diametro. Da questi copri fruttiferi si formano i cirri e in seguito le spore che in condizioni giuste di umidità e temperatura possono proliferare sulle piante ospiti. Le spore similmente ad altri funghi vengono trasportate dall’azione della pioggia. Una seconda emissione delle spore avviene in estate queste si formano dai nuovi cancri, i primi segni si verificano nell’autunno dello stesso anno.

L’inoculo del fungo può avvenire in vari modi, i più immediati sono i punti scoperti del legno sottoposto a potatura, anche i danni causati dalle intemperie possono essere fonte di inoculo. Oltre a queste vie il fungo penetra anche all’interno dei piccioli dei frutti nel punto di congiunzione con il frutto stesso.

Danni

I danni da cancro da valsa del pero possono essere facilmente visibili a carico delle ramificazioni sia dei rami più giovani che delle branche più sviluppate, i segni si manifestano anche sul tronco della pianta. Le macchie presenti hanno un tipico aspetto dei cancri segnati da un margine fessurato di colore scuro.

I cancri possono essere isolati oppure estesi e in alcuni casi possono confluire circondando completamente l’organo colpito (ramo, branca o tronco) provocandone il distaccamento della parte distale. Il cancro infatti occlude il normale processo di trasporto di nutrienti frapponendosi a tutti gli effetti tra le parti sane, la porzione superiore al punto di origine del cancro secca e muore non ricevendo più nutrienti.

Nei casi non tanto rari in cui il cancro colpisce il tronco e riesce a penetrare nei tessuti attraversando gli strati più profondi del legno si può avere il deperimento dell’intera pianta seguito dalla morte.

Un altro sintomo che si può verificare a carico delle piante colpite è l’essiccamento della chioma che avviene nel periodo primaverile.

Metodi di difesa

I metodi di difesa contro questa malattia del pero sono tutti di carattere preventivo anche se risultano efficaci i normali trattamenti chimici che si effettuano per la prevenzione di altre malattie di origine crittogamica.

I metodi di prevenzione più diffusi sono gli stessi che vengono usati per altre piante da frutto e prevedono le normali cure come:

  • Corretta gestione del suolo dell’impianto, pulizia da infestanti e da erba alta.
  • Gestione degli scarti di potatura con eliminazione delle ramaglie e delle parti potate.
  • Eliminazione delle parti colpite dal cancro nelle piante in cui si riesce a diagnosticare velocemente la malattia. I tagli dovranno interessare anche la parte sana come metodo di prevenzione viene eliminata una porzione di 15-20cm di legno al disotto del sintomo.
  • Disinfezione dei tagli di potatura e delle parti lesionate con l’utilizzo di prodotti rameici.

Il metodo di lotta diretta che ha avuto un discreto successo contro questa malattia prevede l’applicazione di prodotti rameici nel periodo autunnale al momento della caduta delle foglie con due trattamenti a base di ossicloruro di rame. Un altro trattamento può essere ripetuto a fine inverno o inizio primavera.

Altri prodotti efficaci che possono essere utilizzati in sostituzione dell’ossicloruro di rame sono i composti triazolici da applicare dopo le fasi della potatura in primavera e autunno.

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