Cancro batterico delle drupacee

Descrizione

Il cancro batterico delle drupacee è una malattia di origine batterica provocata da Xanthomonas campestris pv. pruni. Si tratta di una problematica che interessa tutte le piante appartenenti al gruppo delle Drupacee, la maggior parte di esse sono piante da frutto di importante rilevanza economica.

La lotta a questa malattia è doverosa sia per limitare i danni alle piante che per evitare la diffusione in colture sane.

Piante colpite

Le piante colpite dalla malattia sono tutte le maggiori drupacee da reddito:

  • Albicocco
  • Susino
  • Pesco
  • Nettarina o noci-pesca
  • Ciliegio

Ciclo di vita

Il batterio X. campestris pv. pruni si diffonde principalmente tramite le ferite sulla pianta, può penetrare ovunque dalle gemme alla corteccia e sulle parti sottoposte a potatura. La penetrazione del batterio all’interno della pianta può avvenire anche attraverso gli organi come gli stomi.

Il batterio può rimanere inattivo sui cancri rameali diffusi anche sulle ramificazioni morte e disseccate presenti a livello del terreno.

Danni del Cancro Batterico delle Drupacee

I danni che si possono osservare sul fogliame sono facilmente identificabili anche agli occhi dei meno esperti. La reazione successiva a questi sintomi porta la pianta a formare nuova vegetazione, le energie così vengono disperse esponendo la pianta ad ulteriori attacchi da parte di altre malattie.

Si tratta di macchie di forma irregolare e con conformazione bollosa, si sviluppano principalmente a carico della lamina fogliare e sono quasi del tutto assenti sulle nervature le quali sembrano a tutti gli effetti una linea di separazione tra le macchie.

Le macchie con il passare del tempo necrotizzano, i tessuti superiori si lacerano e poi si staccano partendo dalla parte centrale portando alla caduta della zona interessata. Le foglie cosi appaiono cosparse di piccoli buchi.

Quando la malattia si manifesta in modo marcato le macchie confluiscono assieme portando alla caduta delle foglie che viene definita tecnicamente filloptosi.

Oltre alle foglie possono essere colpiti anche i frutti, il danno su di essi è comunque limitato e secondario. Si possono notare delle formazioni necrotiche, tipiche lesioni che deprezzano la qualità dei frutti.

Le ramificazioni delle piante sono un altra parte interessata dalla malattia. I danni sono limitati ai giovani rami sui quali si formano delle lesioni con aree necrotiche che assumono successivamente l’aspetto di un cancro. I giovani rami successivamente a questi sintomi iniziano a seccare e nei casi più gravi si staccano dalla pianta.

Metodi di difesa

Il metodo di difesa principale contro questo batterio è la prevenzione agronomica. Per evitare la sua diffusione si utilizzano diversi metodi, tra quelli più importanti elenchiamo alcuni:

  • Corretta gestione dell’attrezzatura impiegata per la potatura e l’eliminazione delle parti verdi della pianta, sterilizzazione prima e dopo l’uso.
  • Impiego di prodotti rameici per il trattamento dei tagli, pratica utile anche per l’imitare la presenza di malattie fungine.
  • Corretta gestione del frutteto, ripulitura e pulizia del manto erboso se presente, eliminazione dei residui colturali e delle ramaglie di potatura.
  • Distruzione tramite bruciatura delle ramaglie infette.
  • Rimozione di eventuali frutti caduti, malandati o colpiti dal cancro.

Oltre a queste buone pratiche agronomiche è utile effettuare dei trattamenti preventivi utilizzando appositi prodotti. I trattamenti in questione si effettuano in autunno nella fase di caduta delle foglie, i prodotti da utilizzare sono ossicloruro di rame, poltiglia bordolese e similari.

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