Antonomo del melo, Anthonomus pomorum

Descrizione

L’Antonomo del melo nome scientifico Anthonomus pomorum è un piccolo coleottero della famiglia dei Curculionidi. È molto simile all’antonomo del lampone e della fragola ma si differenzia principalmente per via della sua preferenza della pianta ospite ovvero il melo.

Si tratta di un piccolo insetti di colore nero lungo al massimo 5mm, sull’elitre è ben visibile una fascia mediana a forma di “V” di colore ocra.

Le larve che risultano essere lo stadio più pericoloso dell’insetto hanno un colore bianco o bianco-rosa.

Piante colpite

L’Antonomo del melo è presente principalmente sulla pianta di melo, occasionalmente si registrano infestazioni su piante affini come cotogno, lazzeruolo o sorbo ma i danni su questi ultimi sono limitati.

Ciclo di vita

Gli adulti svernano nel terreno, riprendono la loro attività nel periodo primaverile dove iniziano fin da subito la loro attività trofica sul fogliame anche se in modo limitato in quanto si nutrono in gran parte di nettare. In concomitanza con la ripresa dell’attività trofica iniziano anche gli accoppiamenti e in seguito le ovodeposizioni delle femmine nei boccioli fiorali.

I fiori che ancora non sono completamente sviluppati ricevono in piccolo foro da parte degli adulti femmina, in esso verrà depositato un singolo uovo dal quale dopo un periodo di 5-6 giorni si svilupperà un larva.

Le larve iniziano subito la loro attività di nutrizione a spese del tessuto interno del fiore che viene totalmente svuotato in un periodo di tempo variabile e sempre prima che possa completare il suo sviluppo compromettendo del tutto la formazione del frutto.

Una volta consumato il bocciolo fiorale decade e con esso la larva che ormai impupata si appresta a diventare insetto adulto.

Nel periodo estivo il giovane adulto di Antonomo del melo trascorre un periodo di riposo dal caldo intenso, riprenderà la sua attività nella primavera successiva. Anthonomus pomorum compie annualmente una sola generazione.

Danni

I danni sono provocati sia dagli adulti che dalle larve tuttavia sono queste ultime quelle maggiorente pericolose. Gli adulti sia le femmine che i maschi integrano la loro dieta principalmente a base di nettare con l’erosione delle giovani foglie di melo.

Le larve si nutrono invece della parte interna del fiore lasciandolo apparentemente intatto fino a che non dissecca lentamente per poi cadere ormai privato del tessuto interno.

Metodi di difesa

La difesa contro l’Antonomo del melo si attua in caso di gravi infestazioni e consiste nell’utilizzo di oli bianchi ammessi in agricoltura biologica oppure di prodotti a base di zolfo.

I trattamenti se giustificati, ovvero se la presenza dell’insetto richiede l’intervento, devono essere effettuati alla fine del periodo invernale o in concomitanza con la rottura delle gemme.

La presenza dell’insetto è comunque sempre più limitata e spesso i trattamenti specifici non vengono effettuati.

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