Antonomo del Mandorlo, Anthonomus amygdali

Descrizione

L’Anthonomus amygdali conosciuto anche con un altro nome scientifico Anthonomus ornatus viene chiamato comunemente Antonomo del Mandorlo, si tratta di un piccolo coleottero appartenente alla famiglia dei curculionidi affine ad altri insetti come l’Antonomo del pero, l’antonomo del melo e quello del lampone.

Seppure per l’aspetto può assomigliare alle altre specie, l’Antonomo del mandorlo è diverso soprattutto per le abitudini alimentari e le piante ospiti che infesta.

L’adulto di Anthonomus amygdali è lungo da 5 a 7 mm ha un colore grigio-marrone ed è ricoperto da una peluria di colore giallo chiaro e giallo ocra più o meno irregolare su tutto il corpo, zampe comprese. Possiede un rostro di colore marrone scuro su cui sono presenti due antenne genicolate-clavate.

Le uova deposte sono molte piccole lunghe circa 0,5mm di colore bianco, in genere vengono deposte in numero di 1-2 per frutto. Le larve che ne fuoriescono hanno un colore bianco, di forma ricurva e sono prive di zampe, lunghe al massimo 5mm.

Piante colpite

L’Anthonomus amygdali colpisce in modo principale il Mandorlo, in mancanza di esso gli individui possono spostarsi su altre piante affini appartenenti alla famiglia delle Rosaceae ma senza provocare particolari danni.

Ciclo di vita

Il ciclo di vita dell’antonomo del mandorlo inizia in primavera con il volo degli adulti che nel periodo invernale hanno trovato riparo nei pertugi al disotto della corteccia dei rami. Il loro volo coincide con la fase di ingrossamento delle gemme a frutto o poco prima. L’accoppiamento si ha quasi subito entro 7 giorni dalla ripresa dell’attività.

Inizia così la fase di ovodeposizione da parte delle femmine che si spostano prontamente sui frutticini in via di sviluppo. Con il rostro iniziano a perforare la superficie esterna e a deporre generalmente un singolo uovo per buco ma anche più. Ogni femmina è capace di deporre dalle 10 alle 15 uova.

Le larve si sviluppano all’interno dei frutticini provocando l’arresto della crescita, dopodiché si impupano nel terreno, praticando dapprima un buco dal frutto per poi raggiungere il terreno. In genere le larve raggiungono la profondità di 20-25 cm prima di impuparsi. Ciò rende particolarmente difficile la loro lotta in questa fase poiché nessuna lavorazione al terreno a questa profondità è possibile in un mandorleto.

Anthonomus amygdali
Rappresentazione grafica dell’Antonomo del mandorlo. 1 Adulto, 1L larva, 1P Pupa

 

Danni

I danni sono provocati sia dagli adulti che dalle larve. Gli adulti oltre a incidere i frutti con il rostro nella fase dell’ovodeposizione si cibano a spese delle nuove gemme in via di formazione provocandone la deformità in fase di crescita. Un altro danno evidente è l’erosione del fogliame in modo più o meno regolare.

Le larve invece provocano il danno maggiore ai frutti. Come descritto nel ciclo di vita infatti esse si nutrono dell’interno del frutto in via di formazione arrestandone la crescita e provocandone la caduta anticipata.

Metodi di difesa

I metodi di difesa contro l’antonomo del mandorlo sono di due tipo, il primo passa attraverso misure di prevenzione che limitano di molto la presenza del fitofago. Il secondo metodo invece è la lotta chimica diretta che si concentra in maggior modo contro le larve e gli adulti in fase di accoppiamento/ovodeposizione.

Un metodo efficace di lotta compatibile anche con i metodi di difesa biologica è l’impiego di olio bianco. L’applicazione di questa classe di prodotti deve essere effettuata in concomitanza o immediatamente prima (consigliato) della schiusura delle gemme.

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