Afidi

Descrizione

L’afide è un insetto fitomizo cioè che si nutre della linfa delle piante essi infatti fin dallo stadio larvale e per tutta la loro vita si nutrono di linfa. Hanno diverse forme e colorazioni, l’afide nero (Aphis fabae) è distinguibile per il suo colore nero o grigio molto scuro.
Gli afidi vengono chiamati spesso con il nome di “pidocchi delle piante” in quanto si riproducono in modo molto veloce e se non controllati possono formare popolazioni molto numerose.

Attaccano vari tipi di piante orticole, alberi da frutto oltre che diverse specie di piante erbacee. Colpiscono principalmente la parte fiorale, ma è possibile anche trovarli sul fusto e nella parte inferiore delle foglie.

Gli adulti così come gli esemplari più giovani hanno un corpo piriforme, sono lunghi pochi millimetri e alcuni di loro sono dotati di ali membranose, non tutte le generazioni posseggono le ali, alcune infatti sono attere.
Il loro corpo è ricoperto spesso da un sottile strato di cera, l’addome presenta nella maggior parte dei casi due sifoni capaci di produrre feromoni che hanno lo scopo di comunicare con gli altri individui.

Una caratteristica particolare di questi insetti è la produzione di melata una sostanza zuccherina che viene secreta durante la loro fase nutritiva. Questa sostanza è particolarmente ricercata dalle formiche (ma anche da altri insetti) che se ne nutrono, ne consegue che queste ultime svolgono un azione di protezione nei confronti degli afidi proteggendoli dai loro nemici naturali (coccinelle e altri insetti), queste due specie vivono in una condizione di reciproco scambio vivono cioè in una condizione detta mutualismo.

Le famiglie di afidi sono numerose e altrettanto numerose sono le specie. La famiglia di afidi più numerosa è quella degli Afididi altre famiglie sono: Callafididi, Lacnidi, Fillosseridi, Eriosomatidi e Pemfigidi. Ogni famiglia attacca una tipologia di piante specifica, nel paragrafo successivo in dettaglio alcune specie con le più comuni piante attaccate.

 

Piante colpite

  • L’Aphis fabae o afide nero attacca Fave, bieta e altre piante orticole.
  • L’ Aphis pomi attacca il melo e altre pomacee.
  • Myzus persicae si trova sul pesco e albicocco e altre drupacee.
  • Brevicoryne brassicae (afide del cavolfiore) attacca prevalentemente il cavolfiore e altre specie appartenenti alla famiglia delle crucifere.
  • Lachnus roboris sinonimo Lachnus longipes Attacca l’albero di Castagno
  • Aphis gossypii attacca principalmente le piante della famiglia delle cucurbitacee
  • Macrosiphum rosae attacca principalmente le piante della famiglia delle rosacee
  • Tuberculatus querceus attacca il Nocciolo
  • Dysaphis plantaginea attaca principalmente le piante di Melo
  • Dysaphis devecta attacca molte varietà di piante infestanti
  • Phyllaphis fagi attacca il Faggio
  • Myzus cerasi attacca il Ciliegio
  • Aphis citricola attacca vari tipi di agrumi, rosacee, vite ed erbacee
  • Callaphis juglandis attacca la noce
  • Sitobion fragariae attacca le fragole
  • Dysaphis sorbi Afide del sorbo
  • Disaphis aucupariae  Afide del sorbo
  • Hyalopterus pruni infesta piante da frutto come Albicocco e Susino
  • Hyalopterus amygdali attacca piante di Albicocco, Mandorlo e Pesco
  • Eriosoma lanigerum attacca anch’esso il Melo, inoltre è possibile trovarlo su Peri e Cotogni
  • Trilobia aphidisuga conosciuto come Afide del papavero
Colonia di Aphis fabae
Colonia di Aphis fabae

Ciclo di vita

La riproduzione degli afidi avviene tramite due differenti metodi, il primo è la riproduzione sessuata (anfigonica) e l’altra è la riproduzione per partenogenesi che consiste nella riproduzione tramite gameti femminili senza alcuna fecondazione.
Durante tutto l’arco dell’anno si possono avere diverse generazioni che si riproducono tramite partenogenesi, il numero delle generazioni varia a seconda delle condizioni climatiche e delle disponibilità di cibo. Ogni anno il ciclo degli afidi si conclude sempre con una generazione di individui sessuati composta da maschi e femmine destinate all’accoppiamento.

Durante l’anno quindi si avranno molte generazioni, ognuna che nasce e si sviluppa su un solo esemplare di pianta viene definita parte di un ciclo monoico, diversamente se la generazione passa su due o più ospiti viene a far parte di un ciclo detto eteroico. Inoltre è possibile che la colonia di afidi si riproduce sempre sulla stessa parte della pianta in questo caso si parla di ciclo omotopo in caso invece le generazioni si spostano ad esempio dalle foglie ai fiori si tratta di ciclo eterotropo.

Sono molti i fattori che determinano lo sviluppo degli afidi e il loro ciclo di riproduzione, vengono però definiti tre tipi di cicli principali e sono i seguenti:

  • Anolociclo: questo ciclo avviene quando si ha la scomparsa di tutti gli individui sessuati, gli afidi quindi per produrre nuove generazioni dovranno riprodursi per partenogenesi.
  • Olociclo: questo ciclo che dura in genere un anno o al massimo due prevede l’alternanza di generazioni riprodotte per partenogenesi e con una generazione finale sessuata che quindi procede all’accoppiamento.
  • Paraciclo: questo ciclo prevede la comparsa di generazioni sessuate in modo casuale.

L’ Afide generalmente sverna come uovo fecondato su piante spontanee in genere alberi o arbusti, in primavera dall’uovo fuoriesce una femmina chiamata fondatrice che successivamente si riproduce per partenogenesi. Durante la primavera avvengono i primi spostamenti sulle piante orticole dove inizia la riproduzione di nuove generazioni.

Macrosiphum rosae
Macrosiphum rosae su capolino di rosa

Danni

La linfa sottratta alle foglie e ai fiori ne determina una deformazione più o meno grave a seconda del numero di afidi presenti, le foglie seccano gradualmente e le radici si ipertrofizzano portando la pianta ad un deperimento generale. Inoltre gli afidi sono vettori di alcuni virus come ad esempio il virus del giallume e possono essere vettori anche di batteri.

Gli afidi che attaccano gli alberi da frutto, oltre a sottrarre linfa, compromettono ulteriormente la pianta e i suoi frutti con la produzione di melata che provoca asfissia ai frutti e disturba la fotosintesi.

Alcune specie di afidi tramite le loro punture portano alla formazioni di galle e varie tipologie di deformazione a carico del fogliame e dei giovani germogli.

Metodi di difesa

Eriosoma lanigerum
Eriosoma lanigerum

La lotta contro gli afidi è generalmente di tipo chimico, possono essere utilizzati prodotti aficidi specifici oppure altri prodotti a largo spettro.
Il trattamento va effettuato quando sulla pianta iniziano a comparire i primi gruppi di afidi. Quasi tutte le specie di afidi menzionati sopra sono facilmente eliminabili con prodotti a base di piretrine, questi prodotti però possono essere dannosi per molte altre tipologie di insetti utili come insetti impollinatori (farfalle, api) e contro i nemici naturali come diversi coleotteri.
Per quanto riguarda l’afide del cavolfiore (Brevicoryne brassicae) una buona prevenzione è eliminare i fusti dopo la raccolta, bruciandoli o allontanandoli dall’orto.
Essendo portatori di malattie virali e/o batteriche gli afidi vengono preventivamente eliminati soprattutto nei vivai per limitare la diffusione di altre
malattie alle piante.

Nemici naturali

Sono molti gli insetti che possono essere impiegati per la lotta biologica contro gli afidi, tra questi:

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