Coltivazione Spinaci

Un ortaggio molto apprezzato, lo spinacio è coltivato in gran parte del territorio Italiano. È una pianta abbastanza rustica, una volta raggiunto un certo grado di sviluppo riesce a resistere anche a temperature di -5 gradi.

Viene coltivato soprattutto nel periodo autunnale e in quello invernale, la parte edule ovvero la parte commestibile sono le grosse foglie spesso rugose e solcate da profonde nervature. Viene apprezzato molto come verdura, si consuma per lo più cotto meglio se a vapore in modo che possa conservare gran parte dei suoi nutrienti.

Descriviamo in questo articolo la coltivazione degli spinaci dando una descrizione esauriente per tutti i suoi aspetti.

Preparare il terreno

Prima di descrivere le lavorazioni vediamo quale tipo di terreno si adatta meglio alla coltivazione dello spinacio. Questa coltura richiede un terreno di medio impasto, ricco di sostanza organica e abbastanza umido. Sono da escludere i terreni con squilibri nella composizione chimica e nel pH che in questo caso è meglio si attesti su valori di 6,5-7,5.

Vediamo quindi quali tipi di lavorazione essenziali sono da fare prima della semina dello spinacio. Questa coltura non richiede una lavorazione profonda a meno che non si debba interrare una certa quantità di letame, in questo caso è consigliabile un aratura dopo aver distribuito in modo uniforme il concime.

Bastano due lavorazioni, la prima da effettuare nel periodo di fine estate inizio autunno, in cui è possibile anche somministrare del letame, si effettua una zappatura leggera profonda 20cm circa da realizzare con una motozappa o un motocoltivatore a seconda della dimensione della coltura.
L’azione degli agenti atmosferici e dei microorganismi durante il periodo invernale servirà per decomporre il letame che fornirà nutrimento per la coltura successiva.

La seconda lavorazione dello spinacio si realizza in primavera circa 7-10 giorni prima della semina. Nel frattempo saranno cresciute erbe infestanti e la superficie  sarà dura e inadatta per la semina, si procede quindi ad una zappatura di affinamento non troppo profonda in modo tale da eliminare le malerbe e sminuzzare la superficie rimescolando lo strato organico.
Dopo questo intervento si può procedere con la coltivazione.

Come si semina

La semina dello spinacio avviene in genere dal mese di marzo e perdura fino alla prima metà del mese di novembre eccetto che nei mesi più caldi. La coltivazione dello spinacio in questo periodo si può fare direttamente a dimora, nei mesi di marzo e aprile però potrebbe essere necessario in alcune zone fornire alle piantine una protezione, gelate tardive e freddi intensi potrebbero bloccarne la crescita.

La coltivazione diretta in pieno campo si esegue in questo modo: sul terreno lavorato si realizzano dei solchi poco profondi distanziati di circa 30 cm tra loro, la semina si effettua rado lungo i filari evitando gli eccessi di seme, in questo caso è possibile mischiare la sementa con un terriccio fine tipo sabbia. I solchi verranno poi ricoperti con del terriccio per circa 1cm di altezza e innaffiati in modo uniforme usando un innaffiatoio dotato di innesto fine in modo da non dilavare i semi. Dopodiché si effettuerà un controllo quando le piantine avranno raggiunto la 2-3 fogliolina e in caso fossero troppo fitte andranno diradate lasciando la giusta distanza per il loro sviluppo

Piantare gli spinaci è possibile anche nei mesi più freddi, quelli di dicembre, gennaio e febbraio, in questo caso però la semina sarà “protetta”. Per semina protetta si intende la coltivazione in serre, cassoni o letto caldo in modo tale che i semi possano germogliare avendo a disposizione la giusta temperatura. Attuando questa tecnica è possibile avere un raccolto continuato e praticamente per tutto l’anno.

La piantumazione dello spinacio in cassoni o contenitori viene fatta a seconda dei casi a spaglio o singolarmente collocando 1-3 semi per buca. Le piantine dovranno subire un trapianto non appena avranno raggiunto l’altezza di 8-10cm in modo da poter continuare la loro crescita all’esterno. Se le temperature fossero troppo basse è bene dotare almeno inizialmente le piantine di coperture in plastica o predisporre dei tunnel.

Gli interventi colturali per le piante di spinacio prevedono le irrigazioni e le pacciamature nei periodi di maggiore caldo.
La somministrazione di acqua per gli spinaci va fatta fin dalla loro semina, nei periodi estivi in particolar modo le piante necessitano di un quantitativo maggiore di acqua. Evitare in ogni caso gli eccessi e i ristagni idrici che potrebbero portare a diversi problemi.

Come si raccoglie

La raccolta dello spinacio può cominciare non appena le piante saranno abbastanza grandi. Si può fare a scalare cioè secondo le necessità e man mano che le piante maturano, così facendo la pianta avrà dei ricacci e le foglie rimanenti potranno continuare ad ingrossarsi.

Se si sceglie di raccogliere soltanto le foglie man mano che maturano munirsi di un coltello e reciderle alla base senza danneggiare il resto della vegetazione, si raccolgono le foglie più esterne, quelle più grosse e mature. In alternativa è possibile tagliare l’intera pianta avendo cura di recidere qualche centimetro sotto il colletto ottenendo così un cespo uniforme con le foglie attaccate.

In genere la raccolta a seconda del periodo di semina e della precocità della cultivar scelta varia da due, due mesi e mezzo a tre mesi.

Come si conserva

Data la possibilità di semina e raccolta continuata durante l’anno lo spinacio viene consumato prevalentemente fresco e difficilmente in una produzione casalinga si ha la necessità di conservarlo. Contrariamente nell’industria vengono commercializzati prodotti surgelati e inscatolati. Consigliamo comunque di consumare quando possibile le verdure fresche o cotte con metodi di cottura semplici (a vapore) in modo da conservare nel migliore di modi le proprietà nutritive.

Le concimazioni

Le concimazioni dello spinacio sono da effettuare con parsimonia, poiché eccessi di elementi nutritivi possono portare ad accumuli di nitrati nelle foglie. In genere su terreni mediamente dotati di sostanza organica si possono somministrare circa 10-15 Kg di letame maturo ogni 10 metri quadri di coltivazione, in alternativa è possibile anche utilizzare sostanza organica ben decomposta.

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