Coltivazione Ravanello

Una coltura non molto diffusa nel nostro paese. Si tratta di una pianta erbacea che viene coltivata come annuale, spesso è possibile rinvenirla anche allo stato selvatico lungo strade, sentieri collinari e di montagna.

È una pianta coltivata annualmente, la parte edule (la parte usata per il consumo alimentare) è la radice tipicamente di colore rosso anche se in verità non svolge questa funzione. Le varietà sono diverse, si distinguono per colorazione della radice, per forma, dimensioni e per tempo di maturazione. Nell’articolo daremo una descrizione nel dettaglio della coltivazione del ravanello, tutti gli aspetti fondamentali come la semina, la lavorazione del terreno e la raccolta.

Preparare il terreno

Prima di addentrarci nelle descrizioni su come lavorare il terreno è bene avere prima ben chiaro quale tipo di substrato è più adatto alla coltura del ravanello.
Il terreno più adatto alla coltivazione del ravanello è di medio impasto ben drenato e abbastanza ricco di sostanza organica. Sono da evitare i terreni cosiddetti asfittici cioè quelli troppo compatti che non permettono il corretto sviluppo delle radici. Da evitare anche i terreni troppo poveri di sostanza organica e quelli non drenanti (cioè che non permettono il normale flusso dell’acqua).
Per quanto riguarda il pH non ci sono particolari accorgimenti, terreni con un valore neutro danno i migliori risultati.

Ora conosciamo il tipo di terreno adatto, possiamo quindi passare alle lavorazioni essenziali.
La prima lavorazione si effettua in genere nel periodo di fine estate, a seconda della coltura che precede bisogna lavorare il terreno con un aratura o una zappatura profonda a circa 30-40cm.
Si possono impiegare a seconda delle dimensioni dell’impianto delle motozappe o dei motocoltivatori. Se si sceglie la lavorazione manuale per piccoli appezzamenti si userà una vanga per effettuare il rimescolamento del terreno, incorporando se necessario del letame maturo o fresco.

La seconda lavorazione è di affinamento, si tratta di una leggera zappatura meccanica con lo scopo di eliminare eventuali erbacce e si sminuzzare le zolle, questa lavorazione inoltre permette di uniformare la superficie e dà inizio a nuovi processi biologici nello strato superiore del terreno.

Come si semina

La semina del ravanello può iniziare nei mesi di gennaio e febbraio in ambiente protetto. Si può coltivare in serra riscaldata, cassoni o in letto caldo, dato il suo ciclo biologico molto corto il trapianto non viene quasi mai effettuato, coltivare quindi in contenitori definitivi.
Se si coltiva in contenitori si procede a seminare a spaglio in modo uniforme ricoprendo poi con un sottile strato di terra. Dopodiché si innaffia utilizzando un innesto fine senza dilavare la sementa. I contenitori dovranno essere tenuti a temperatura e umidità costanti (12-15 gradi) fino a che le piante non avranno germogliato e, in molti casi soprattutto per le colture molto anticipate, fino a che non verranno raccolte.

La piantumazione dei ravanelli in pieno campo può essere effettuata circa 5-6 giorni dopo l’ultima lavorazione del terreno. Si può procedere alla semina in filari distanziati di circa 30cm, i semi in quantità di 1-3 vanno collocati in buchette poco profonde realizzate con un piantatoio. Si ricopre poi con un sottile strato di terra e si innaffia.

Piantare i ravanelli in cassone o direttamente a dimora richiede un successivo controllo e un eventuale diradamento nel caso le piantine risultassero troppo folte, in questo modo si permette alle piante rimanenti di svilupparsi al meglio.

La coltivazione dei ravanelli a seconda della varietà scelta può essere fatta anche in modo scalare fino ai mesi estivi e più tardi da settembre fino ai primi rigori invernali proteggendo poi le piantine con tunnel e/o pacciamatura con paglia o altro materiale organico.

Durante la crescita soprattutto per le piante di ravanello seminate in piena terra sarà necessario effettuare dei lavori di diserbo manuale o con l’utilizzo di una zappa.
Per quanto riguarda le innaffiature bisogna intervenire soltanto se il terreno risulti secco o le temperature superano i 25-27 gradi per più giorni. Gli interventi di irrigazione vanno sempre effettuati usando dell’acqua a temperatura ambiente in modo da non provocare sbalzi termici alle radici che potrebbero successivamente presentare delle spaccature e ridurre la qualità del raccolto.

Come si raccoglie

Come accennato il ravanello ha un periodo di crescita molto veloce, alcune varietà riescono a maturare e quindi ad essere pronte per la raccolta in poco più di venti giorni.
Altre cultivar giungono a maturazione dopo circa 50-60 giorni.

Per la raccolta scegliere un giorno di bel tempo almeno 4-5 giorni dopo l’ultima precipitazione in modo che il terreno risulti mediamente umido e permetta la facile estrazione delle piante. Per la raccolta del ravanello si procede come segue: si afferra la parte aera delle piante qualche centimetro prima del colletto e si tira senza strattoni la pianta, se il terreno è abbastanza sciolto la radice dovrebbe venir fuori senza problemi. In alternativa se il terreno fosse troppo compatto è bene utilizzare una vanga, posta a circa 20 cm dalle piante sollevare il pane di terre in modo da smuoverlo e allentare la morsa, tirare via le piantine e sistemarle per la conservazione.

Come si conserva

La conservazione del ravanello si può effettuare in frigo nel reparto degli ortaggi o in un ambiente fresco con umidità medio/elevata per qualche giorno. Tuttavia i ravanelli vengono sempre consumati freschi anche perché la loro durata di conservazione è ridotta.

Importante è ripulirli dalla terra in eccesso e conservarli sempre asciutti eliminando quelli danneggiati e che presentano fori o attacchi da parte di insetti o roditori.

Le concimazioni

Se il ravanello segue una coltura di sovescio non è necessario somministrare ulteriori concimi. Diversamente se il terreno dovesse essere particolarmente povero è bene apportare 1-2 Kg per metro quadro di sostanza organica nella prima lavorazione del terreno, lasciandola decomporre per tutto il periodo invernale, è consigliato usare sempre del letame ben maturo in modo da evitare eccessive fermentazioni che potrebbero compromettere le piante.

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