Coltivazione Piselli

Un ortaggio abbastanza comune negli orti, la sua coltivazione è possibile nella gran parte del territorio della nostra penisola.

Ha una buona resistenza alle basse temperature, non tollera però i forti geli, si sviluppa al meglio con temperature di 20 gradi durante il giorno. In questo articolo daremo una descrizione approfondita sulla coltivazione dei piselli, dalla loro semina alla raccolta.

Preparare il terreno

La semina del pisello può essere fatta in terreni di medio impasto e dotati di una buona quantità di materia organica. Sono da evitare i terreni troppo compatti e asfittici che oltre a portare uno scarso sviluppo delle piante possono accumulare quantità eccessive di acqua e portare a pericolosi marciumi radicali. I valori ottimali di pH del terreno vanno da 5,5 a 6,5, è bene anche assicurare un equilibrio nei nutrienti in modo da avere un raccolto di miglior qualità.

La lavorazione principale del terreno si effettua prima della semina effettuando una zappatura profonda circa 40cm con l’ausilio di un motocoltivatore o una motozappa. Se si preferisce coltivare un piccolo appezzamento senza ricorrere a strumenti meccanici munirsi di una vanga e rivoltare manualmente le zolle. Nel caso fosse necessario un apporto di sostanza organica o letame è possibile intervenire nella coltura precedente o all’inizio dell’estate effettuando una lavorazione del terreno nel periodo autunnale incorporando in modo omogeneo le quantità descritte più avanti e successivamente procedere con un aratura o una zappatura profonda.

Come si semina

La piantumazione dei piselli può iniziare dal periodo autunnale o in quello invernale, questa è l’epoca della semina precoce. Le piante coltivate in questo modo andranno messe a dimora nei mesi di marzo-aprile a seconda della temperatura esterna che è bene non scenda mai sotto i 4-5 gradi.

La piantumazione dei piselli a dimora quindi direttamente in piena terra può iniziare nel periodo di marzo e durare per più mesi in genere fino a fine giugno. Questa coltivazione così prolungata può permettere la semina di più piante e assicurare un raccolto continuo per diversi mesi.

Piantare i piselli in piena terra si può fare usando due tecniche: a file o a postarelle.
La coltivazione a postarelle prevede la realizzazione di buchette profonde pochi centimetri, per questo scopo si può utilizzare un piantatoio, le buche saranno distanziate di 30cm. Sulle file invece si manterrà una distanza maggiore di circa 40-50cm o anche più se si preferisce successivamente effettuare i lavori di sarchiatura con una motozappa. In ogni buca vanno collocati circa 1-3 semi, che verranno ricoperti con del terriccio e innaffiati.

Se si è scelto di coltivare i piselli in ambiente protetto quindi con una semina precoce, si dovranno trapiantare le giovani piantine quando la temperatura esterna sarà abbastanza elevata. in genere questa procedura si effettua dalla seconda metà del mese di marzo fino a metà aprile a seconda del periodo di semina.
Per il trapianto procedere come segue: Sul terreno lavorato effettuare delle buche di 5-6cm più grandi delle dimensioni del contenitore delle piantine da trapiantare (sia in altezza che in larghezza), estrarre le piantine dai contenitori e collocarle nelle buche avendo cura di riempire gli spazi con del terriccio fine o del terriccio generico per la semina. Innaffiare poi in modo abbondante senza bagnare le foglie facendo assestare in questo modo il terreno. Le piantine trapiantate dovranno essere tenute costantemente sott’occhio, ricevere le stesse cure delle piante coltivate direttamente a dimora e in aggiunta dovranno essere innaffiate con regolarità in modo più frequente almeno fino a quando non avranno mostrato segni di ripresa vegetativa.

Come accennato le piante di pisello avranno bisogno di cure colturali, tra quelle più importanti c’è la sarchiatura che consiste in una lavorazione superficiale del terreno finalizzata alla rimozione delle erbe infestanti e all’areazione della superficie, il terreno smosso potrà far traspirare la parte sottostante e favorire i meccanismi di scambio tra la pianta e il substrato. La sarchiatura si effettua in due o tre interventi a seconda delle necessità della coltura e del ritmo di crescita delle infestanti che se poche possono essere eliminate manualmente asportandole dal terreno e allontanandole dalla coltura.

Le innaffiature non sono essenziali se si coltiva in terreni con media umidità e irrigui per natura. Se persistono condizioni di caldo estremo è necessario intervenire con diverse innaffiature per evitare danni alla coltura.

La pacciamatura dei piselli può essere fatta per agevolare il mantenimento dell’umidità del terreno e in generale per limitarne la traspirazione, è anche una buona pratica per limitare la crescita delle erbe infestanti nella coltura. La pacciamatura può essere realizzata con paglia, fogliame o altro materiale simile.

La rincalzatura delle piante di pisello è una pratica opzionale che può agevolarne in alcuni casi lo sviluppo. Si pratica principalmente su piante coltivate in terreni scoscesi dove l’azione delle piogge dilava facilmente il terreno e scopre il colletto delle piante, in genere però dove non necessario non viene praticata poiché non è di alcun aiuto. La rincalzatura dei piselli si effettua in due interventi, in genere quando le piante presentano 10cm di altezza e quando raggiungono i 30cm.

In ultimo c’è da considerare l’impiego di sostegni per la coltivazione dei piselli, in particolare per le varietà a crescita alta. Si tratta in genere di canne secche che vengono posizionate a intervalli regolari (possono essere inseriti al momento della semina adiacenti alle postarelle) a cui le piante possono aggrapparsi. Se necessario è possibile collocare anche dei fili orizzontali usando dello spago o della corda in modo che le piante possano formare una parete con la vegetazione. I sostegni non sono necessari per le varietà a crescita bassa (piselli nani) e per le varietà tipicamente “non rampicanti“.

Come si raccoglie

La raccolta per il consumo fresco del pisello si effettua quando i baccelli sono ingrossati e presentano i semi mediamente grandi e non del tutto maturi. Per testare la maturazione è opportuno aprire un baccello e verificare la consistenza e grandezza dei semi, questa operazione permette di capire se i grani sono maturi per essere raccolti.
La raccolta del prodotto fresco si effettua a scalare a seconda della maturazione dei baccelli, si possono staccare delicatamente dalla pianta senza sfilacciare il gambo, non sono necessari utensili come forbici o cesoie, il loro utilizzo è opzionale.

La raccolta dei piselli per la loro successiva conservazione e consumo secco si effettua quando le piante iniziano la fase di ingiallimento e prima che i baccelli si aprano. Le piante possono essere raccolte in giorni soleggiati quando il terreno è mediamente umido e a distanza di almeno 4-5 giorni dalle ultime precipitazioni.

Come si conserva

I piselli raccolti prima della loro maturazione vanno consumati freschi, tuttalpiù possono essere congelati e mantenuti per qualche mese per poi essere consumati previa cottura.

Per la conservazione dei semi secchi si procede come segue: dopo la raccolta le piante possono essere disposte su teloni per permettere alle ultime sostanze nutritive di defluire verso i frutti. Dopodiché i baccelli si separano dalle piante e si mantengono per qualche altro giorno ad essiccare, successivamente quando si saranno del tutto aperti si procederà alla loro rimozione per ottenere i semi che saranno fatti essiccare ulteriormente prima di essere conservati in contenitori di vetro o plastica. Se si dispone di un essiccatore è bene utilizzarlo per rimuovere ogni traccia di umidità presente. È buona norma effettuare un controllo visivo iniziale per scartare ogni baccello o seme danneggiato evitando così la presenza di parassiti e insetti indesiderati.

Le concimazioni

La concimazione dei piselli è opzionale se il terreno è già stato concimato in modo abbondante e lasciato a riposo nell’ultima stagione. È possibile utilizzare sostanza organica o del letame maturo in misura di 4-5 Kg per metro quadro di coltivazione, in terreni particolarmente poveri è necessario aumentare le quantità.

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