Coltivazione Peperoni

È una pianta perenne che nel nostro territorio viene coltivata come annuale per via delle temperature. Molto diffusa come coltura ne esistono varie cultivar che si differenziano per dimensioni, colorazione della buccia e destinazione. Sono conosciutissimi i peperoncini piccanti usati come condimento, di cui esistono moltissime varietà coltivate in tutto il mondo.

È una pianta di origini sub-tropicali, necessita per svilupparsi al meglio di temperature elevate sia durante il giorno che di notte. In genere per avere una riuscita sicura della coltura è necessario che le temperature durante le ore notturne si mantengano sempre sui 15 gradi minimi.
Vediamo in questa guida quali sono gli aspetti chiave della coltivazione dei peperoni descrivendoli nei dettagli.

Preparare il terreno:

La semina del peperone prevede l’utilizzo di un terreno adatto che possa fornirgli tutti i nutrimenti di cui ha bisogno nelle giuste proporzioni.

Vediamo quindi quale tipo di terreno si adatta meglio a questo tipo di coltura. Per il suo sviluppo il peperone necessita di un terreno di medio impasto, lavorato in profondità, ricco di sostanza organica e minerale. Sono da evitare terreni troppo compatti e mal drenati che potrebbero portare a ristagni idrici. Da evitare anche terreni troppo sciolti e privi di scheletro, quelli troppo poveri o con squilibri nella composizione chimica. Il pH ideale del substrato deve essere intorno a valori 6,6 – 7.

Le lavorazioni che precedono la semina del peperone sono in genere due. Se al terreno si ha intenzione di aggiungere del letame sarà necessario farlo nella prima lavorazione che avviene nel periodo autunnale l’anno prima. Questa lavorazione prevede un aratura o una fresatura profonda, il letame che deve avere una maturazione media dovrà essere applicato prima della lavorazione in modo che possa essere così mescolato al terreno in modo automatico.

La seconda lavorazione si effettua qualche giorno prima della semina, consiste in una zappatura leggera che può essere fatta con una motozappa o un motocoltivatore, si libera la superficie dalle erbe infestanti e si rimescola lo strato superficiale del terreno.

Come si semina

La piantumazione del peperone può iniziare dal mese di gennaio in ambiente protetto o più tardi al nord in febbraio o marzo. Questo tipo di semina può essere effettuata in cassoni o contenitori di polistirolo collocando 1-2 semi in ogni foro. La semina in cassoni si esegue in file distanziate di circa 20cm collocando la sementa in modo rado.

Quando le piantine avranno raggiunto l’altezza di circa 7-13cm in genere dopo circa 30-50 giorni dalla semina si dovranno trapiantare a dimora. Se la temperatura non permette la messa a dimora si dovrà provvedere alla realizzazione di coperture trasparenti che avranno lo scopo di fornire il calore in più di cui le piante avranno bisogno.

Per il trapianto dei peperoni si procede nel seguente modo: a seconda dei contenitori e in generale dell’altezza del pane di terra si eseguono delle buche poco più ampie e profonde, distanziate tra loro di 50cm, tra le file di 60-70cm, si collocano le piante e si ricoprono gli spazi con del terriccio fine o terriccio generico per la semina. Dopodiché si effettua una generosa innaffiatura avendo cura di non bagnare il fogliame.

Per seminare i peperoni in pieno campo conviene aspettare i mesi più caldi di aprile-maggio. Tuttavia le piantine potrebbero avere bisogno di coperture trasparenti (o tunnel di plastica) per poter germogliare le quali dovranno essere mantenute fino a che non si saranno raggiunte le temperature minime sopportate dalla pianta. Piantare i peperoni in pieno campo si può fare in due modi, a postarelle e a file.
Munirsi di un piantatoio ed effettuare sul terreno lavorato in precedenza dei buchi distanziati di 50 cm in cui andranno collocati 2-3 semi. I buchi non dovranno essere profondi, circa 2-3cm, ricoprire poi i semi con un sottile strato di terreno e innaffiare. I filari a seconda della varietà coltivata dovranno essere distanziati di 40-60cm, anche più se si preferisce effettuare i lavori di sarchiatura successivi con una motozappa.

Coltivare i peperoni richiede dopo l’impianto dei costanti accorgimenti colturali che permettono un buon sviluppo delle piante e una buona resa del prodotto finale.
Dopo il trapianto si dovranno effettuare delle costanti innaffiature fino a che non si avranno segni di ripresa vegetativa, ogni due giorni procedere con adacquamenti senza bagnare le foglie e i fusti delle piante. Gli interventi di innaffiatura dovranno essere più abbondanti quando le temperature saranno particolarmente elevate.
La rincalzatura è un intervento opzionale, consiste nel ricoprire il colletto delle piante con ulteriore terriccio andando a formare un cumulo di terreno che serve da ulteriore protezione per le piante, favorisce l’emissione di radici, protegge dai ristagni idrici e limita la comparsa di malattie fungine.
Un altro intervento colturale importante è la sarchiatura del terreno si effettua in genere 1-2 volte nel corso della vegetazione, questa tecnica permette di eliminare le erbe infestanti e arieggiare la superficie del terreno.

Altri due interventi colturali sono la cimatura e la scacchiatura.
La cimatura prevede l’asportazione della vegetazione dopo due foglie dal frutto al fine di dargli ulteriore nutrimento che altrimenti andrebbe distribuito in gran parte per lo sviluppo del fogliame, si esegue quando le piante hanno un altezza di 25-30cm oppure prima della completa maturazione dei frutti. L’altra tecnica colturale, la scacchiatura, si effettua dopo la fioritura, consiste nell’eliminare i nuovi germogli ascellari ovvero quelli che si originano all’attaccatura delle foglie.

Come si raccoglie

La raccolta del peperone avviene in modo scalare, si possono raccogliere non appena hanno raggiunto le dimensioni proprie della varietà coltivata, quelli verdi possono però anche esser raccolti prima mentre quelli colorati (rossi, gialli) vanno raccolti quando presentano una colorazione uniforme e una dimensione soddisfacente.

La raccolta si effettua come segue:
Verificata lo stadio di maturazione del peperone procurarsi delle forbici da giardinaggio e recidere il gambo a circa 1-2cm dal frutto, effettuare un taglio netto senza sfilacciare il peduncolo. Evitare di raccogliere manualmente poiché si potrebbe rischiare di danneggiare il frutto e la pianta.

Come si conserva

A seconda della varietà coltivata il peperone può avere diversi metodi di coltivazione. Quelli verdi piccoli o grandi, quelli gialli e rossi possono essere consumati freschi, alcune varietà di piccole dimensioni si possono conservare sottolio o sottaceto.

Le varietà piccanti (chiamati peperoncini) possono essere conservate previa essiccazione. Una volta raccolti al loro stadio di massima maturazione vengono esposti al sole, posti in genere in contenitori piani o su reti bianche, vengono lasciati essiccare per 3-4 giorni a volte anche più. Alcuni preferiscono tagliare i peperoni verticalmente e lasciarli essiccare, altri invece li conservano interi. I peperoncini possono essere conservati previa essiccazione interi o macinati a seconda dell’utilizzo che se ne vuole fare.

Le concimazioni

Le concimazioni del peperone dovranno essere effettuate nella coltura precedente o la stagione prima della semina utilizzando del letame maturo o parzialmente decomposto. Si usano in genere 30-40 Kg di letame ogni 10 metri quadri di coltivazione. La pianta di peperone necessita anche di tutti gli elementi minerali, essenziali per lo sviluppo di frutti sani e gustosi.

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