Coltivazione Melone

Il melone è un ortaggio coltivato soprattutto al sud e al centro Italia. Molto esigente in termini di temperatura, necessita di caldo sia di giorno che di notte, le temperature ottimali sono circa 15-18 gradi di notte e 25-28 gradi di giorno, per questo la coltivazione non può avvenire all’aperto in tutti i territori a meno che non si utilizzino delle serre.

Questa coltura inoltre necessita di uno spazio abbastanza ampio, le piante infatti hanno un portamento rampicante che le porta ad estendersi molto in lunghezza e larghezza.

Esistono diverse varietà che si differenziano per dimensioni, colore esterno e colore della polpa, nonché dal sapore. Quelle più diffuse sono il melone cantalupo, il melone reticolato (o melone a rete) e il melone d’inverno. La coltivazione di queste varietà tuttavia è molto simile e quindi tutti i metodi descritti in seguito possono essere applicati con gli stessi risultati a tutte le cultivar.

La coltivazione del melone verrà trattata in questa guida fornendo un analisi dettagliata di tutte le fasi principali.

Preparare il terreno

La semina del melone deve avvenire su un terreno lavorato in precedenza, prima di descrivere le lavorazioni vediamo quale tipo di terreno si adatta meglio a questa coltura.
Il terreno ideale per il melone deve essere di medio impasto, abbastanza umido e necessariamente ricco di sostanza organica e ben esposto al sole. Sono da evitare terreni secchi e poco soleggiati e quelli troppo poveri di materia organica.

Il terreno subirà almeno una lavorazione a seconda delle possibilità. Si possono effettuare due lavorazioni distinte una a fine estate e una prima del trapianto o della semina diretta in terra qualche settimana prima.
Nella prima lavorazione si esegue a seconda della coltura che ha preceduto un aratura oppure una zappatura con motocoltivatore o fresa, in questo stesso momento è possibile interrare dello stallatico fresco o semi-maturo, il letame può essere disposto uniformemente prima dell’operazione di zappatura.
La seconda lavorazione si potrà fare come già detto prima della semina, in genere con qualche giorno di anticipo. Consiste in una zappatura superficiale di circa 30cm in modo da eliminare eventuali infestanti e rimescolare il terreno areando al contempo lo strato organico.

Se non si ha la possibilità di effettuare due lavorazioni se ne può fare soltanto una prima della semina, una zappatura profonda a circa 40cm da effettuare  a macchina o con un motocoltivatore adatto, è possibile incorporare del letame o del terriccio organico necessariamente maturi e ben decomposti.

Come si semina

La piantumazione del melone può iniziare dal mese di febbraio e durare fino ad aprile in tutta la zona del centro Italia e al nord. Questa semina prevede l’utilizzo di serre riscaldate, di cassoni riscaldati o semina in letto caldo che consiste nell’utilizzo di letame fresco come fornitore di calore. La semina in pieno campo si può effettuare in tutte le zone del centro e del sud da aprile a giugno e comunque quando è passato il periodo in cui possono verificarsi gelate tardive.

In ogni caso bisogna tenere presente che per la riuscita di questa coltura c’è bisogno di molto calore sia da parte del terreno che dell’aria, è necessario verificare quindi anche il microclima.

La coltivazione del melone in cassoni, vasi o contenitori si effettua in piccole buchette di 2-3cm di profondità, i semi vanno collocati in numero di 1-2 con la parte più stretta (la punta) rivolta verso il basso, le buchette verranno ricoperte con un sottile strato di terra o di terriccio generico per la semina da reperire in un consorzio agrario o un vivaio, se non si possiede già un terreno molto fine e adatto allo scopo.

Piantare il melone in cassoni o contenitori di polistirolo richiede comunque il trapianto in piena terra che verrà fatto quando le temperature lo permetteranno, in genere se si è seminato in febbraio si è pronti per il trapianto ad aprile. Il trapianto comunque si esegue quando le piantine avranno formato la quarta foglia, se in questo periodo le temperature saranno inferiori alla soglia minima si dovranno effettuare delle campanature con tunnel in plastica o in altro modo al fine di proteggere le piante dal freddo.
Il trapianto va effettuato seguendo delle semplici regole: la buca dovrà essere fatta considerando le dimensioni del panetto di terra aggiungendo circa 5cm in più sia in larghezza che in altezza, per questo motivo è sempre consigliato usare per la semina dei vasetti piccoli al massimo di 10cm di diametro. Le distanze sono le stesse per la coltivazione diretta spiegata di seguito.

Per coltivare il melone in piena terra dopo le dovute lavorazioni al terreno si possono scegliere due metodi, a fila o a postarelle. La coltivazione a filari prevede la realizzazione di solchi profondi circa 3-4cm distanziati tra loro di circa un metro, i semi si collocano a circa un metro/metro e mezzo in numero di 2-3, si ricopre poi con della terra e si innaffia in modo uniforme per far assestare il terreno.
La coltivazione in postarelle richiede la realizzazione di buchette profonde all’incirca 3cm in cui verranno collocati 3-4 semi distanziati a circa 4 cm gli uni dagli altri, collocati sempre con la punta in basso. Si ricopre poi con della terra e si innaffia. Tra le buchette andranno lasciati 1,5 metri di distanza e tra le file circa un metro.

Durante la crescita il melone dovrà essere assistito come ogni altra coltura ma avrà bisogno di particolari e costanti accorgimenti. La coltura del melone subisce un trattamento di pacciamatura che ha lo scopo di trattenere l’umidità del terreno e limitare lo sviluppo delle erbe infestanti. Questa pratica è utile soprattutto nelle prime fasi di accrescimento delle piante, permettendo anche un controllo meno frequente delle piante.
Un altro intervento è la sarchiatura, finalizzata all’areazione del terreno e al diserbo delle erbacce. Si può effettuare manualmente con una zappa o bidente oppure con una motozappa se si è lasciato abbastanza spazio tra le piante, l’utilizzo della motozappa però non potrà essere fatto quando le piante saranno cresciute poiché potrebbe danneggiare l’apparato radicale e la vegetazione, a questo punto si utilizzerà unicamente una zappa o il diserbo manuale.
Come spiegato all’inizio la coltura del melone richiede un apporto idrico elevato, sono consigliati pertanto terreni umidi di natura.
Le innaffiature del melone dovranno essere costanti e abbondanti, in genere un adacquatura a giorni alterni durante lo sviluppo dei frutti. Se si ha la possibilità è consigliato l’allestimento di un impianto a goccia in modo da fornire un costante e continua afflusso d’acqua senza la necessità di interventi manuali.
Le annaffiature dovranno essere sospese prima della completa maturazione dei frutti, ovviamente nei periodi di pioggia non saranno necessarie ulteriori innaffiature nei giorni seguenti a seconda della portata delle precipitazioni.
La cimatura dei getti è un operazione che molti praticano per agevolare la produzione di fiori e per l’accrescimento dei frutti, tuttavia questa è una pratica opzionale e non fondamentale, in effetti non c’è nessuna prova dell’effettiva validità nell’aumento di produzione. La cimatura inoltre è persino da evitare su cultivar di recente introduzione che presentano una maggioranza di fiori femminili.

Come si raccoglie

A seconda della varietà di melone e il periodo di coltivazione la raccolta può iniziare dopo tre mesi o più, indicativamente dal mese di giugno e durare per i mesi di luglio e agosto. Per la raccolta serve un po’ di esperienza poiché non è semplice identificare il frutto maturo, come primo passo bisogna che:

  • Il melone raggiunga le dimensioni caratteristiche della sua varietà questa è una regola principale che vale per tutte le varietà.
  • Il distacco del peduncolo.
  • Segni circolari sul peduncolo che sta per disseccarsi.
  • La peluria caratteristica non è più presente.
  • La reticolatura (rezzatura, retatura) assume un colore più chiaro.

Come si conserva

Il melone viene consumato fresco alla raccolta e in genere viene riposto in frigo o in ambiente fresco prima del consumo per esaltarne il sapore. Varietà come il melone d’inverno invece possono essere conservati a lungo e consumati secondo le necessità, in genere si possono tenere in un ambiente fresco al riparo dalla luce diretta per circa 2-3 mesi.

Le concimazioni

Il melone per svilupparsi al meglio come già spiegato necessita di terreni ricchi di sostanza organica, per questo motivo una concimazione può venire utile nella maggior parte dei terreni specialmente se nella coltura precedente non è stato somministrato nessun concime. In genere si utilizza del composto organico o del letame animale circa 4-5 Kg per metro quadro di coltivazione. Per ottenere una resa ottimale è consigliabile effettuare le operazioni di concimazione in concomitanza con la prima lavorazione del terreno.

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