Coltivazione Melanzana

Appartenente alla stessa famiglia del pomodoro, del peperone e della patata, la melanzana è una pianta diffusa e coltivata in tutto il territorio Italiano. È una pianta molto esigente in termini di temperatura, durante il giorno le soglie minime tollerate sono di 15°, durante le ore notturne la temperatura minima sopportata è intorno ai 10 gradi, per questo motivo non è una coltura adatta alla coltivazione in tutte le zone e i periodi dell’anno. Per svilupparsi al meglio necessita di temperature che si aggirano intorno ai 20-22 gradi in media.

Esistono diverse cultivar di melanzana, si distinguono principalmente per la dimensione assunta: rotonda, ovale e oblunga. Possono però distinguersi anche dalla buccia esterna, molte varietà infatti non posseggono il caratteristico colore viola ma possono avere anche una colorazione bianca, in questa guida vedremo dunque come coltivare la melanzana, gli accorgimenti colturali sono validi per tutte le varietà.

Preparare il terreno

La piantumazione della melanzana è preceduta da almeno due lavorazioni del terreno che assicurano un buon sviluppo della coltura. Prima della semina però è necessario conoscere in modo dettagliato quale tipo di terreno è il più adatto.
Il terreno dunque più adatto è di medio impasto, ricco di nutrimento e con un pH che si aggira intorno a 6,5-7,5. Sono da evitare terreni asfittici ovvero quei terreni troppo compatti che possono ostacolare lo sviluppo dell’apparato radicale e quei terreni predisposti ai ristagni idrici.

La prima lavorazione del substrato viene fatta nel periodo di inizio autunno e consiste in una fresatura del terreno profonda circa 30-40cm. In questo stesso periodo si può spargere sul terreno del concime in modo che possa decomporsi durante l’inverno e fornire successivamente nella primavera successiva il giusto nutrimento alla coltura di melanzane. Non è necessario interrare il letame, può essere sparso in modo uniforme prima della zappatura, a meno che non si sceglie di coltivare un piccolo appezzamento utilizzando quindi una vanga per rivoltare il terreno.

La seconda e ultima lavorazione al terreno si effettua qualche settimana prima della semina, viene fatta una zappatura al fine di eliminare eventuali erbe infestanti e per areare la superficie sminuzzandola e preparandola per la semina o il trapianto.

Come si semina

La semina delle melanzane può iniziare già dal mese di gennaio, a patto che si abbia a disposizione una serra riscaldata, un cassone attrezzato oppure si coltivi in zone non particolarmente fredde sfruttando la semina su letto caldo. Quest’ultima tecnica consiste nell’usare uno strato di letame fresco su cui andrà posto il terriccio per la semina, il letame decomponendosi fornirà ai semi il calore necessario per la loro germinazione. In genere sia che si semini in inverno o in primavera la temperatura media per una sicura riuscita della semina deve essere almeno di 18 gradi.

Coltivare le melanzane nel periodo invernale è un operazione che richiede un controllo continuo almeno fino a che le piante non abbiano raggiunto un altezza di 8-10cm. Sono necessarie delle irrigazioni costanti, senza esagerare evitando i ristagni, la temperatura dovrà essere mantenuta costante e andranno evitati gli sbalzi termici che possono arrestare la crescita delle piante.

Trascorso un periodo di 70-80 giorni le piantine dovranno essere trapiantate a dimora, questo periodo però può dilungarsi anche a 100 giorni soprattutto in quelle zone fredde dal centro al nord Italia dove è meglio aspettare fino a maggio.

Il trapianto si esegue dopo la seconda lavorazione del terreno che è bene anticipare di almeno una settimana, si esegue con le seguenti modalità:
Realizzare delle buche profonde qualche centimetro in più del contenitore usato per la semina o del pane di terra, le piante andranno prelevate con cautela specialmente se sono state coltivate in un cassone evitando di spezzare le radici e di esporle troppo a lungo all’aria.
Le buche dovranno essere abbastanza larghe e distanziate tra loro di almeno 50cm, sulle file si manterrà una distanza maggiore, 80cm andrà più che bene.

Piantare le melanzane in pieno campo in genere è sconsigliato poiché andrebbero seminate ad aprile-maggio con una temperatura esterna di minimo 15 gradi di notte e questo non è fattibile in gran parte del territorio, oltre al fatto che la pianta non avrebbe il tempo di completare il suo ciclo vegetativo portando dei frutti adatti al consumo, il consiglio pertanto è di seminare in ambiente protetto o acquistare piantine pronte per il trapianto.

Le lavorazioni successive all’impianto delle piante di melanzana prevedono la sarchiatura e la rincalzatura del terreno. Se sono state rispettate le distanze minime tra i filari (80cm) è possibile effettuare le sarchiature con una motozappa. Esistono molte motozappe con asse corto, e anche diversi modelli a benzina possono raggiungere piccole dimensioni tramite la rimozione delle frese in più. In questo modo si può risparmiare molto tempo oltre ovviamente al lavoro che già in coltivazioni di medie dimensioni diventa impossibile da fare a mano. Le sarchiature dovranno essere effettuate almeno fino alla formazione dei frutto e fino a quando avranno raggiunto almeno un terzo delle dimensioni finali che cambiano da varietà a varietà.

La rincalzatura anche se non indispensabile è praticata da molti al fine di favorire l’emissione di radici, per questo motivo si effettua una prima volta dopo circa 15-20 giorni dal trapianto.

Un altro intervento che si effettua di solito e che è opzionale è la pacciamatura. Questo intervento può limitare gli interventi di sarchiatura, oltre che essere d’aiuto limitando la traspirazione di acqua dal terreno. La pacciamatura infatti viene praticata applicando paglia, fogliame o altro materiale simile alla base delle piante, questa pratica è consigliata anche come difesa naturale dalle infestanti che trovano difficoltà nello svilupparsi, il terreno inoltre conserva l’umidità che è essenziale per lo sviluppo delle piante.

Nella coltivazione delle melanzane è necessaria anche una somministrazione di acqua specialmente se la coltivazione avviene in terreni poco irrigui e le piogge mancano per molti giorni. In genere bastano tre interventi settimanali ma ciò dipende molto dalla temperatura e dalle caratteristiche del terreno.

Un altro intervento colturale che viene applicato nella coltura delle melanzane è la cimatura. Questa pratica consiste nell’asportare l’apice principale e lasciare che la pianta abbia circa 3-4 getti in totale, in questo modo si possono ottenere melanzane più grandi e con una resa migliore. La cimatura delle melanzane si esegue dopo che le piante hanno raggiunto circa 30cm di altezza, si lasciano circa 4 ramificazioni su cui verranno lasciati due o tre fiori.

Coltivazione in vaso

Chi vive in appartamento e non ha un terreno a disposizione non volendo rinunciare a questo gustoso ortaggio può provvedere alla sua coltivazione in vaso. Se non si dispone di terreno di medio impasto moderatamente ricco di sostanza organica è possibile utilizzare un terriccio generico adatto per gli ortaggi che è facilmente reperibile nei vivai.

I vasi dovranno essere almeno di 30 cm di diametro in modo da poter soddisfare il fabbisogno della pianta per tutto il suo ciclo colturale. Si consiglia di utilizzare la tecnica del trapianto in modo da semplificare l’operazione avendo così delle piante già sviluppate diminuendo anche i tempi di entrata in produzione. Le piante coltivate in vaso dovranno ricevere un assistenza costante, con innaffiature più frequenti lasciando lo strato di terreno alla profondità di 3-4cm sempre con un certo grado di umidità. Evitare comunque gli eccessi per non incorrere in pericolosi marciumi radicali.

L’utilizzo dei sostegni

Alcune varietà soprattutto quelle a crescita poco vigorosa non ne hanno bisogno ma altre invece è preferibile che crescano con l’aiuto si sostegni. Si possono utilizzare tranquillamente delle canne di altezza compresa tra gli 1,8 e i 2 metri di cui andranno interrati 30-50cm al fine di creare un impalcatura robusta. Per la loro realizzazione si può fare riferimento alla guida su come creare i sostegni per il pomodoro.

Le piante di melanzana andranno guidate nella crescita con legature costanti, spesso per evitare la fruttificazione nella parte alta si ricorre al metodo della capitozzatura o più precisamente della cimatura del getto centrale al fine di limitare la crescita in altezza e favorire la produzione di frutti nelle parti laterali. Questa operazione si effettua in estate durante un periodo di scarse precipitazioni.

Coltivazione tramite innesto

Questa pratica che ai più può sembrare strana è abbastanza diffusa e in molti casi può agevolare le operazioni di riuscita della coltura poiché il portainnesto utilizzato ovvero la pianta di pomodoro (ma anche un altra solanacea chiamata Solanum torvum) risulta spesso più resistente a malattie e parassiti.

Perché si mette in pratica questa tecnica? Molto spesso alcuni orti sono più soggetti di altri a particolari malattie, quella più pericolosa è la verticillosi della melanzana. Con la pratica dell’innesto si può contrastare questa problematica ottenendo così piante più resistenti e capaci di portare ottimi frutti.

Le piantine di melanzana innestate si possono ritrovare in molti vivai ma l’operazione può essere fatta senza problemi anche dagli orticoltori. L’innesto della melanzana segue le stesse procedure delle più comuni piante erbacee annuali.

Come si raccoglie

La raccolta della melanzana si effettua quando i frutti non sono ancora arrivati a completa maturazione. Devono essere ancora dure al tatto ed avere una colorazione uniforme. Si può fare in modo scalare anche perché non tutti i frutti avranno lo stesso grado di maturazione, si raccolgono recidendo il gambo ad almeno 2 cm dal frutto evitando di sfilacciarlo.

Un aspetto da tenere in mente prima della raccolta è la dimensione finale del frutto che varia da una varietà all’altra. I semi all’interno della polpa devono risultare immaturi e morbidi.

Riconoscere i frutti troppo maturi

Per riconoscere le melanzane troppo mature bisogna osservare alcuni aspetti importanti. Innanzi tutto i semi risultano duri e non più commestibili, per verificare questo aspetto si può raccogliere un frutto e aprirlo a metà. La polpa delle melanzane molto mature risulta avere un sapore leggermente amaro e piccante.

Un aspetto che salta subito all’occhio è la buccia che risulta essere particolarmente dura, per verificare il grado di corretta maturazione è possibile anche premere leggermente la polpa con il pollice, deve risultare morbida e non dura. La buccia esterna inoltre si danneggia più facilmente nelle melanzane pronte per la raccolta rispetto a quelle troppo mature.

La buccia perde progressivamente la sua lucentezza man mano che giunge a maturazione, è importante quindi tenere presente anche questo aspetto, la raccolta avviene prima dell’inizio di questa fase.

Come si conserva

Le melanzane potranno essere conservate in frigo per alcuni giorni mantenendole a temperature di 4-6 gradi. Esistono vari modi per conservare le melanzane, tra quelli più diffusi: sottolio, sottaceto, disidratate o congelate.

Durante la fase di raccolta le melanzane possono essere adagiate in cassette di legname possibilmente con fondo chiuso, vanno riposte subito in una zona in ombra per evitare scottature e disidratazione.

Le concimazioni

La melanzana presenta il suo massimo sviluppo su terreni ricchi di sostanza organica, per questo motivo se possibile effettuare delle concimazioni utilizzando almeno 3-4 Kg di letame per ogni metro quadro di coltivazione.

Questa pianta gradisce molto le fertilizzazioni organiche, si può utilizzare senza problemi del compost organico ben maturo utilizzando circa 3-5 Kg per ogni metro quadro di coltivazione. Le concimazioni andrebbero fatte come di consueto dopo o in concomitanza con le lavorazioni di fondo del terreno soprattutto se si tratta di terreni molto pesanti. Diversamente nei terreni sciolti di può partire con la concimazione nel periodo primaverile.

Altri interventi di concimazione vengono effettuati in copertura, si possono utilizzare concimi a lenta cessione in grado di fornire i nutrienti necessari per tutto il ciclo colturale oppure apportare i tre elementi principali, azoto, fosforo e potassio separatamente. Per la concimazione azotata si utilizza in genere del nitrato-ammonico al 26% distribuendo circa 10-15 grammi per metro quadro di coltivazione.

Problematiche comuni delle melanzane

La melanzana non è un ortaggio molto semplice da coltivare, sono necessari particolari accorgimenti per la sua cura. Spesso chi coltiva si trova difronte a problematiche che non riesce a risolvere, vediamo allora quali sono i problemi più comuni quando si coltivano melanzane e come vanno risolti.

  • Melanzane che fanno molti fiori ma non producono frutti: Questo problema avviene più di frequente nelle coltivazioni in serra dove c’è scarsa presenza di insetti impollinatori. Si tratta quindi di un problema di impollinazione nella maggioranza dei casi, questo fenomeno si verifica spesso quando si hanno al momento della fioritura frequenti episodi di pioggia.
  • Marciumi del colletto e delle radici: queste problematiche purtroppo non così rare si registrano in particolar modo quando la coltura è esposta a forte umidità e il terreno non è abbastanza drenato. Per evitare queste malattie provocate da funghi (Phytophthora nicotiniae var. parasitica) bisogna assicurare un ambiente con la corretta umidità soprattutto se si coltiva in serra, verificare inoltre il corretto drenaggio del terreno.
  • Parassiti presenti sulle cime dei nuovi germogli e parassiti che divorano il fogliame: Queste due problematiche sono provocate da insetti, rispettivamente afidi e Dorifora della patata (Leprinotarsa decemlineata), per la loro lotta rimandiamo alla sezione malattie e parassiti del sito dove sono indicate tutte le modalità di contenimento e disinfestazione. È importante comunque agire in fretta soprattutto nei confronti della dorifora che risulta particolarmente vorace.
  • Fiori che disseccano: questo avvenimento è provocato da un miride (Lygus rugulipennis) che pungendo la base del colletto determina il disseccamento del fiore con conseguente mancata produzione di frutti. Questo insetto deve essere contrastato subito applicando un prodotto adatto (deltamerina) non appena si nota il fenomeno.
  • Frutti che presentano spaccature sulla superficie: Questo fenomeno, più diffuso nelle colture sotto serra, è determinato principalmente da sbalzi termici e/o variazioni sostanziali nel grado di umidità dell’aria. Controllare periodicamente le serre e mantenere una temperatura costante.
  • Macchie di colore verde sulle melanzane: è una caratteristica legata alla varietà, non è un problema grave le macchie non compromettono il sapore della polpa.
  • Macchie di colore marrone accompagnate a volte da spaccature: ciò è dovuto a prolungate esposizioni ad alte temperature, la superficie del frutto si spacca quando il calore è troppo eccessivo, il prodotto di conseguenza viene compromesso.
  • Frutti che cadono: questa problematica è legata alle alte temperature. Nel momento dell’allegagione se le temperature salgono al disopra dei 30 gradi i frutti si staccano dal gambo.
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