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Coltivazione Fagiolo

In questa guida trovi informazioni riguardo la coltivazione del fagiolo, pianta leguminosa annuale molto diffusa negli orti e facile da coltivare. Di questa pianta si consumano i semi, diversamente dal fagiolo nano (o fagiolino) di cui si può consumare l’intero baccello ancora non completamente maturo. Ne esistono molte varietà che, i semi possono essere di varie dimensioni e colorazione, la varietà più conosciuta e consumata è il Fagiolo Borlotto.
Il fagiolo per crescere al meglio necessita di una temperatura che si mantenga sempre sui 18-20 gradi, sbalzi di temperatura e condizioni climatiche di freddo intenso basse possono rallentare la crescita e ridurre la produzione.

Di seguito vediamo passo passo la come coltivare il fagiolo e tutte le sue fasi soffermandoci in particolare sulla fase di post raccolto che determina in gran parte la conservazione finale del prodotto.

Preparare il terreno

Prima di capire come lavorare il terreno è necessario conoscere che tipologia di substrato è meglio utilizzare per la pianta di fagiolo. Per un buon sviluppo della pianta è bene utilizzare un terreno di medio impasto ben ricco di sostanza organica e lavorato in profondità. Sono da escludere terreni troppo compatti o che hanno una struttura poco compatta quei terreni propriamente detti “senza scheletro”. Da evitare sono anche quei terreni con squilibri nel pH, in particolare i terreni calcarei, un pH ottimale si aggira intorno a valori di 6 e 7.

La prima lavorazione si effettua l’anno precedente alla semina, nel periodo di fine estate si effettua una fresatura del terreno profonda dai 30 ai 40cm. Si può impiegare per piccole coltivazioni una motozappa che assicura una buona profondità di lavorazione e non richiede una spesa eccessiva. Allo contempo è possibile somministrare se necessario del letame che potrà decomporsi lentamente nel periodo invernale.

La successiva lavorazione di sminuzzamento del terreno si effettua qualche settimana prima della semina, si effettua una lavorazione superficiale e un appianamento della superficie.

Come si semina

La semina del fagiolo in pieno campo può iniziare a seconda della temperatura esterna già dal mese di maggio. Tuttavia in quei luoghi dove le temperature miti primaverili tardano ad arrivare si dovrà posticipare la semina anche di qualche mese. Molto importante è che dopo la semina non si verifichino ulteriori gelate tardive poiché potrebbero bloccare la germinazione dei semi.

La piantumazione del fagiolo può essere fatta anche in modo scalare ovvero in modo continuato per diversi mesi ottenendo così più raccolti. Questo metodo prevede la semina a partire da marzo fino ai primi giorni di settembre, tuttavia si dovranno utilizzare diverse varietà a seconda del periodo di semina per assicurare un buon raccolto.
La semina si effettua generalmente in pieno campo effettuando delle postarelle o dei buchi tramite l’utilizzo di un piantatoio (o cavicchio) che dovranno avere una profondità di circa 2-3cm. Si collocano di solito 2-3 semi anche quattro se non si è soliti effettuare un trattamento di “pre-germinazione” che consiste essenzialmente nel tenere a bagno i semi in acqua tiepida fino a che non avranno mostrato la radichetta. Le buche vanno distanziate di 20cm tra loro e le file dovranno avere una distanza di circa 50cm. Queste distanze possono aumentare o diminuire a seconda della varietà utilizzata, un consiglio generale però è di mantenere almeno 40 cm tra le file in modo da poter effettuare i consueti lavori di diserbo delle infestanti.

Piantare i fagioli può richiedere diverse tecniche colturali e accorgimenti che si differenziano da varietà a varietà. Ad esempio le tipologie di fagiolo rampicante necessitano di tutori che dovranno essere impiantati prima della semina, si utilizzano in genere delle canne secche alte almeno 2,20m che potranno essere disposte ad “A” unite quindi all’apice e mantenute da diverse canne orizzontali a metà altezza oppure singolarmente in modo verticale con tante canne quante sono le piante, verranno poi mantenute a metà altezza con altre canne posizionate in modo orizzontale. Per la legatura è possibile utilizzare dello spago (rafia) o del materiale simile che regga abbastanza fino alla raccolta delle piante.

Coltivare le varietà rampicanti inoltre richiederà delle distanze che saranno di circa 50 cm tra le piante e almeno 80cm tra le file. Questa tecnica non è indispensabile, specialmente se le varietà rampicanti utilizzate sono molto rustiche, la legatura fatta in questo modo ha il fine di assicurare alle piante una buona areazione ed evitare possibili malattie. Se si rispettano le distanze di coltivazione è però possibile fare a meno dei sostegni e come già scritto se si scelgono varietà rustiche potranno crescere liberamente sul terreno.

Non appena le piante saranno germogliate sarà necessario effettuare una leggera sarchiatura, il controllo delle infestanti dovrà essere fatto in modo continuativo fino a che le piante non avranno formato i primi baccelli, dopodiché l’eliminazione delle infestanti sarà più opportuno eseguirla a mano.

Quando le giovani piantine avranno raggiunto un altezza di circa 15cm se si preferisce può essere fatta una rincalzatura per sostenere ulteriormente il colletto della pianta, in genere questa operazione si effettua su terreni scoscesi e dove l’afflusso dell’acqua provoca un dilavamento del terreno. Se l’annata è stabile e non ci sono particolari acquazzoni questa pratica non è necessaria.

Le innaffiature in genere non sono necessarie, tuttavia se durante il periodo di sviluppo dei baccelli (quando sono verdi) le temperature sono eccessivamente alte è bene effettuare un innaffiatura durante le prime ore del mattino con acqua a temperatura ambiente o leggermente più calda.
Se si ha la possibilità di disporre un impianto a goccia temporaneo è buona norma azionarlo soltanto nei periodi di maggiore siccità. Una volta che i baccelli avranno assunto una colorazione gialla non sarà più necessario somministrare dell’acqua anche se le temperature saranno elevate.

Come si raccoglie

La raccolta del fagiolo si può effettuare in modo scalare non appena i baccelli avranno raggiunto una colorazione gialla e risultino quasi secchi al tatto. In genere la raccolta può avvenire dopo due mesi e mezzo dalla semina ma questo dipende molto dalle varietà coltivate.

In genere per una media produzione e per una produzione di minimo 30 piante si aspetta di solito la completa maturazione della pianta, quando le foglie i rami e i baccelli sono completamente secchi e prima che questi ultimi si aprano è possibile effettuare la raccolta.

La raccolta del fagiolo si esegue in una giornata asciutta devono essere trascorsi almeno tre giornate di sole dall’ultima pioggia. Le piante possono essere estirpate delicatamente afferrandole dal colletto e avendo cura di non disperdere i baccelli. Raccolte le piante si collocano su grossi teli e vengono esposte al sole per diversi giorni, l’azione del calore favorirà l’apertura della maggior parte dei baccelli e farà evaporare l’umidità dei fagioli. I baccelli e le piante vengono battuti con un rastrello o dei bastoni in modo da separare i semi dalle piante se si preferisce è possibile effettuare l’operazione anche manualmente anche se molto laboriosa. Una volta ripuliti tramite l’utilizzo di diversi setacci è possibile lasciar asciugare ulteriormente i fagioli al sole.

Soltanto quando saranno completamente secchi potranno essere conservati.

Come si conserva

La conservazione del fagiolo si effettua soltanto dopo la completa essiccazione come appena descritto. Possono essere conservati in barattoli di vetro a temperatura costante per molti mesi, controllare periodicamente la presenza di eventuali parassiti, ed eventualmente allontanarli dal locale.

I fagioli potranno essere consumati in qualsiasi momento cotti in acqua.

Le concimazioni

La concimazione del fagiolo non sempre è necessaria per via della particolare capacità di questa pianta di trarre nutrimento da coltivazioni residue precedenti specialmente se si è coltivato in precedenza una pianta appartenente alla stessa famiglia delle leguminose e si è già provveduto a concimare.

In ogni caso se si ritiene opportuno e il terreno è particolarmente povero di sostanza organica è possibile incorporare circa 2-3 Kg per metro quadro di letame maturo l’anno prima della coltivazione. In copertura (ovvero dopo la semina e durante lo sviluppo della pianta) può venire utile la somministrazione di fosforo e potassio i quali sono contenuti in buone quantità nella cenere di legna.

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