Coltivazione Cetriolo

Il cetriolo fa parte della famiglia delle cucurbitacee la stesse delle zucche e dei zucchini. È una coltura molto diffusa che necessita di un area abbastanza estesa, le piante infatti tendono ad estendersi molto in lunghezza e in larghezza. È originario della zona Indiana in Asia e per questo per lo sviluppo ottimale necessita di temperature calde. Per questo motivo la coltura viene effettuata principalmente nel periodo primaverile-estivo anche se può avvenire sotto serre attrezzate nei diversi periodi dell’anno.

Ne esistono varie cultivar e ibridi alcuni importati dal Giappone. A seconda della varietà il cetriolo può venir utilizzato per diversi scopi, quelli più lunghi ad esempio vengono utilizzati in insalate e consumati freschi, quelli piccoli possono essere conservati sotto aceto od olio.
Iniziamo a descrivere la coltivazione del cetriolo partendo dalle fasi iniziali.

Preparare il terreno

Il terreno più adatto alla coltivazione dei cetrioli è di medio impasto con un pH compreso tra 5,8-6,8 è importante che il terreno sia fresco e abbastanza umido. Non sono tollerati terreni compatti come quelli eccessivamente argillosi e quelli troppo sciolti con una struttura poco consistente.
La semina del cetriolo avviene dopo le dovute lavorazioni al terreno che possono cominciare a fine estate.
Si esegue inizialmente una profonda lavorazione a circa 30-45 cm dalla superficie con l’ausilio di una motozappa o meglio un motocoltivatore. Se la superficie di coltivazione è molto ampia è consigliabile l’impiego di un trattore e la preventiva aratura. In quest’ultimo caso si effettua l’aratura nel periodo di fine estate interrando anche del letame se il terreno ne avesse bisogno, successivamente prima della semina si effettua una fresatura rendendo il terreno molto fine.

Come si semina

La piantumazione del cetriolo può iniziare nel periodo primaverile dopo aver effettuato un ulteriore lavorazione di rifinitura del terreno. La semina del cetriolo si effettua a seconda delle varietà da aprile fino a giugno.
Sul terreno lavorato si preparano delle postarelle distanziate di circa 50-60cm e profonde circa 20cm se è necessario incorporare del terriccio organico altrimenti dovranno essere meno profonde, tra le file viene in genere lasciato uno spazio di circa 1 metro. Si collocano 3-4 semi per ogni buchetta e si ricopre con del terriccio. Le piante dovranno essere dotate di sostegni alti almeno un metro e mezzo, vengono impiegate delle canne secche (Arundo donax – canna comune) che sono ottime per questo scopo, si scelgono quelle più dritte e sane di due metri di lunghezza e si interrano per 50 cm vicino ogni postarella. Ai primi stadi di sviluppo delle piante i fusti dovranno essere guidati e legati alle canne, successivamente la pianta provvederà da se a continuare la rampicata. I cetrioli potranno essere coltivati anche senza sostegni, in questo caso è bene aumentare di 50-60cm le distanze consigliate per la semina.

Coltivare il cetriolo secondo queste modalità richiede un successivo diradamento delle piantine in eccesso, si controllano quelle germogliate lasciando soltanto quella più robusta, le altre potranno essere scartate o trapiantate altrove. Questa operazione dovrà essere eseguita quando le piantine avranno presentato la seconda-terza foglia.

Si può piantare il cetriolo in contenitori di polistirolo tenuti in serra oppure in cassoni riscaldati anticipando così la semina e di conseguenza il raccolto. Le piante coltivate in questo modo andranno poi trapiantate in piena terra nel mese di maggio.

La sarchiatura del terreno e il diserbo delle erbe infestanti viene fatta nei primi stadi di sviluppo delle piante e fino a che non avranno raggiunto una dimensione che non permetterà più l’intervento con zappe o altri strumenti.
Per aumentare la produzione è inoltre possibile mettere in atto delle tecniche colturali particolari come la cimatura dei getti principali. Quando le piante avranno prodotto il quinto nodo ovvero la sesta-settima foglia si potranno asportare le cime dopo la quarta foglia, in questo modo la pianta produrrà getti laterali su cui si formeranno molti fiori femminili e quindi nuovi cetrioli.

Come accennato all’inizio il cetriolo necessita di una buona quantità di acqua per produrre frutti di qualità. Se non si vuole fare ricorso alle innaffiature manuali è possibile predisporre un impianto di irrigazione a goccia esterno, collocando i tubi lungo i filari e programmando l’irrigazione in modo automatico. Ogni pianta necessita di almeno un litro di acqua al giorno, esistono tuttavia delle cultivar che possono svilupparsi anche con un minor quantitativo.
Infine per rallentare la traspirazione del terreno attorno all’apparato radicale delle piante è possibile fornire una pacciamatura fatta con della paglia o del materiale simile.

Come si raccoglie

La raccolta dei cetrioli può avvenire a seconda della varietà coltivata dopo 90 giorni dalla semina. I frutti vengono raccolti quando non sono maturi e presentano una colorazione verde intenso. La raccolta è tuttavia a scalare poiché non tutti i frutti avranno lo stesso grado di maturazione.

Come si conserva

Il cetriolo comune di grandezza media viene consumato prevalentemente fresco. È possibile conservarlo in frigo a temperature di circa 4-10 gradi per qualche settimana.

Le concimazioni

La pianta di cetriolo per ottenere una buona produzione necessita di un terreno fertile e ricco di sostanza organica. Generalmente se il terreno possiede già una buona dose di materia organica si aggiungono circa 30-40 Kg di letame maturo ogni 10 metri quadrati di coltivazione, questa operazione viene fatta ad inizio autunno in concomitanza con la lavorazione principale del terreno.

In alternativa è possibile usare del terriccio organico da incorporare nel momento del trapianto delle piantine.

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