Coltivazione Cavolfiore

Appartenente alla famiglia delle brassicacee e al gruppo dei cavoli. Viene coltivato principalmente per la sua grossa infiorescenza centrale la quale viene consumata per lo più bollita.
Il cavolfiore è un ortaggio molto diffuso nel nostro paese in particolare al sud e al centro.
Ne esistono numerose varietà e ibridi coltivati negli anni, tra di essi ci sono varietà adatte a climi caldi e a climi freddi, anche se in linea di massima per ottenere buoni risultati da questa coltura il clima più adatto deve essere temperato (in media 18-20 gradi) e con piogge di media frequenza.

Vediamo come effettuare la coltivazione del cavolfiore partendo dal principio.

Preparare il terreno

Prima di effettuare i vari lavori al terreno bisogna conoscerne la composizione che permette uno sviluppo ottimale di questa pianta. Per la semina del cavolfiore quindi si dovrà scegliere un terriccio di medio impasto ricco di sostanza organica e con un grado di umidità media. Sono da evitare terreni asfittici ovvero quei terreni troppo compatti che non permettono alle radici di estendersi adeguatamente e favoriscono i ristagni idrici. Sono raccomandati terreni con un pH compreso tra 6,5 e 7,5.
È da tenere in considerazione che substrati che presentano carenze di minerali possono favorire l’insorgere di malattie e portare malformazioni all’infiorescenza.

Le lavorazioni prevedono una zappatura profonda a circa 30-40cm da effettuare con macchinari (frese, motocoltivatori), allo stesso tempo se necessario è possibile incorporare del letame ben stagionato. Successivamente qualche settimana prima dell’impianto viene realizzata una zappatura finalizzata a sminuzzare ulteriormente il terreno.

Come si semina

A seconda della varietà di cavolfiore scelta si dovranno adattare le distanze di coltura. La piantumazione del cavolfiore in linea generale può iniziare da gennaio e durare fino a settembre, questo intervallo così lungo dipende dal tipo di varietà scelta (tardiva o precoce) dal clima e dalle temperature massime e minime della zona di coltivazione. Esistono infatti molti ibridi particolarmente adatti a zone calde dove gli inverni hanno temperature non troppo fredde, altri invece devono per forza scendere a temperature basse per poter vegetare al meglio.

Per piantare il cavolfiore si possono scegliere diversi metodi di semina: a spaglio, a file, a postarelle ecc.

Iniziamo col descrivere la semina a spaglio delle varietà che vanno coltivate nel periodo di fine estate/inizio autunno. In genere questa semina viene fatta in semenzai predisposti, è possibile però farla anche in cassoni. Si utilizzano circa 3-4 grammi di seme per ogni metro quadro di coltivazione, per agevolare lo spargimento è possibile mischiarlo con una certa quantità di sabbia fine.
Annaffiare poi con un innesto a fori piccoli e continuare le innaffiature quotidiane fino a che le piantine non avranno mostrato la quarta-quinta foglia. A questo punto è l’ora di iniziare il trapianto delle singole piante in singoli vasi o a dimora sotto serra.
La germinazione avviene in genere in 4-8 giorni dalla semina. È importante tenere costante la temperatura nel semenzaio ed evitare sbalzi termici che possono arrestare la crescita delle piante.

Nel periodo di febbraio a seconda delle temperature, le quali non dovrebbero scendere sotto i 6 gradi, si può iniziare ad effettuare il trapianto collocando le piante distanziate tra loro di circa 60-70cm stessa distanza tra le file. Scegliendo varietà a crescita più vigorosa si dovranno aumentare le distanze di coltivazione.

Per piantare il cavolfiore in filari si attende la primavera, alla fine di marzo si effettuano qualche settimana prima le dovute lavorazioni di rifinitura del terreno poi si realizzano dei solchi distanziati a 60-70 cm e si collocano rado i semi, ricoprendo poi con un sottile strato di terra (procurarsi un secchio con del terriccio molto fine da distribuire dopo la collocazione dei semi). Allo spuntare delle piantine se necessario effettuare un diradamento.

Allo stesso modo è possibile effettuare le semine per le varietà che si seminano in estate e in inverno.

Coltivare il cavolfiore in postarelle è una pratica simile a quella per filari, si rispettano dunque le stesse distanze tra le piante e le file.

Dopo la semina ci saranno diversi lavori da fare per permettere una buona crescita dei cavoli, un aspetto molto importante è l’umidità del terreno e le innaffiature. Se la coltivazione viene fatta nel periodo estivo le annaffiature dovranno essere regolari e costanti, un innaffiatura la sera con acqua a temperatura ambiente è più che sufficiente.

Durante la crescita delle piantine si dovranno fare dei regolari lavori di sarchiatura per areare il terreno, dovranno essere rimosse le infestanti per tutto il periodo vegetativo delle piante. È utile anche la rincalzatura che consiste nel formare attorno al colletto delle piante uno strato di terra.

Come si raccoglie

La raccolta del cavolfiore in genere si effettua a scalare. Le piante del cavolfiore possono avere delle infiorescenze adatte al consumo dopo circa due mesi e mezzo dalla semina. Tuttavia questo periodo può essere diverso a seconda della varietà scelta, alcune cultivar infatti possono produrre infiorescenze pronte da raccogliere soltanto dopo quattro mesi dalla semina. È importante raccogliere i cavolfiori quando avranno un infiorescenza abbastanza grossa e prima che i singoli fiori inizino a dividersi.

I cavolfiori si raccolgono recidendo alla base l’intera pianta avendo cura di raccogliere anche le foglie che avvolgono l’infiorescenza centrale.

Come si conserva

La conservazione del cavolfiore è molto delicata, infatti una volta raccolte le infiorescenze iniziano lentamente ad appassire. In linea di massima una volta raccolti i cavolfiori si conservano a temperature di circa 1-3 gradi con un umidità dell’80-90%. Il consiglio è comunque di consumare i cavolfiori se non freschi nel giro di almeno 5-7 giorni dalla raccolta per ottenerne il massimo dei nutrienti.

Le concimazioni

La coltura del cavolfiore richiede un quantitativo di letame pari a circa 3-4 Kg per metro quadrato di coltivazione. Nel caso il terreno fosse particolarmente povero è possibile aumentare le dosi a circa 5-6Kg. Per la crescita ottimale questa coltura necessita inoltre come già accennato di un equilibrio nei micronutrienti.

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