Coltivazione Carote

La carota è una pianta orticola molto diffusa. La parte commestibile della pianta è la lunga e grossa radice a fittone, essa contiene molte sostanze nutritive ed è ottima per la preparazione di molte pietanze come minestroni, contorni freschi, insalate di riso, sughi e ripieni.

La crescita e lo sviluppo ottimale delle carote avviene in condizioni di temperatura stazionaria, bruschi sbalzi termici infatti possono rallentare se non arrestarne del tutto la crescita. Le carote preferiscono quindi temperature costanti all’incirca di 18-20 gradi e umidità media, non tollerano assolutamente terreni troppo umidi o con ristagni.
In questo articolo illustreremo la coltivazione delle carote in tutti i suoi aspetti.

Preparare il terreno

Le carote per crescere al meglio quindi devono ricevere particolari cure, un punto molto importante che determina la riuscita di questa coltura è il terreno, vediamo dunque le sue caratteristiche nel dettaglio.

La semina delle carote si effettua in un terreno sciolto, questo è un requisito fondamentale, infatti la radice (che è la parte commestibile) deve potersi sviluppare liberamente senza incontrare ostacoli come sassi o altro materiale di grosse dimensioni. Terreni argillosi inoltre, essendo troppo compatti possono ostacolarne lo sviluppo oltre che impedire il normale afflusso di acqua provocando pericolosi ristagni.

La piantumazione delle carote prevede un terreno di medio impasto, sciolto, ricco di sostanza organica e dotato di una buona percentuale di sabbia che permetta l’afflusso di acqua. Sono indicati terreni calcarei con un pH compreso tra 6,5 e 7,5.

Il terreno va preparato nel periodo estivo, viene effettuata una zappatura di profondità e al contempo si incorpora al terreno se necessario del concime organico o del letame ben decomposti.

Come si semina

Effettuate le lavorazioni al terreno si può procedere con la semina. Piantare le carote è possibile per tutto l’anno, in pieno campo però bisogna considerare le temperature minime ed eventualmente scegliere di coltivarle all’interno in serre o cassoni per poi trapiantarle a dimora non appena il tempo permette.

La semina precoce si effettua in cassoni o serre nel periodo che va da ottobre a febbraio, le piante coltivate in questo modo produrranno il primo raccolto dopo circa 90-100 giorni.
Al sud la coltivazione può iniziare già da febbraio-marzo, in questo caso si sceglieranno delle varietà a lunghezza contenuta le quali sono più adatte al tipo di coltivazione anticipata.
Nel periodo di primavera ed estate è possibile effettuare ulteriori semine, si scelgono sempre varietà adatte al periodo. Le semine effettuate ad agosto avranno bisogno di una protezione invernale, la quale si effettua con paglia o materiale simile per assicurare una temperatura leggermente più alta.

Per coltivare le carote ci sono diverse metodologie, quelle più usate però sono la semina a spaglio e quella a file. La semina a spaglio viene in genere usata per piccole aiuole dove per lo spazio ridotto conviene rispetto a quella a file.
La semina a spaglio data la ridotta dimensione del seme si effettua spesso mischiando della sabbia fine ai semi, in questo modo si avrà una distribuzione più uniforme e si eviteranno accumuli di sementa. Dopo aver distribuito i semi è opportuno procurarsi del terriccio sottile da distribuire in modo uniforme sull’aiuola, dopodiché si effettuerà una leggera annaffiatura utilizzando un innaffiatoio dotato di innesto con buchi sottili.

La coltivazione delle carote a filari prevede la preparazione di piccoli solchi distanziati di 20cm, i semi si collocheranno in numero di 1-3 distanziandoli di circa 7cm l’uno dall’altro.
La germinazione delle piantine avviene in circa 15-20 giorni, in questo periodo e fino a che le piante non avranno raggiunto almeno un altezza di 15-20cm si dovrà effettuare un controllo costante sulle erbe infestanti anche perché la crescita è abbastanza lenta e le piantine potrebbero essere facilmente soffocate.

Se si è scelto la semina a spaglio lo sfoltimento delle piantine sarà d’obbligo, la semina tra le file richiede comunque un controllo e si dovrà lasciare una pianta ogni 7cm circa.
Il diradamento si effettua quando le piantine avranno mostrato la seconda o terza foglia, evitare di sfoltire la coltivazione quando il terreno è asciutto, è sempre buona norma farlo quando il terreno è umido e soffice, le piantine verranno via molto più facilmente e si eviteranno di danneggiare quelle rimanenti.

Tra gli accorgimenti colturali principali per le carote come già accennato c’è la pacciamatura, tali interventi possono essere effettuati anche per il controllo delle infestanti, sistemare della paglia tra i filari può evitare la crescita di erbe non desiderate, questa operazione però dovrà essere fatta soltanto quando le piantine saranno germogliate e avranno un altezza di almeno 3-4cm.

Un altro aspetto molto importante della coltivazione delle carote è l’umidità del terreno, abbiamo detto che non devono esserci ristagni idrici, ma neanche troppa siccità va bene. Per le colture estive fatte in quelle zone dove si registrano scarse piogge è necessario un apporto di acqua che varia a seconda della tipologia del terreno e della durata della siccità. In ogni caso ai durante i primi stadi di sviluppo delle piante è necessario effettuare delle innaffiature costanti e continuate.

Come si raccoglie

La raccolta delle carote viene effettuata in genere dopo circa 90-100 giorni dalla semina. Alcune varietà posseggono periodi di maturazione diversi che bisogna conoscere prima della semina.

Per la raccolta è consigliabile che il terreno risulti mediamente umido, questo agevola l’estirpazione e riduce al minimo eventuali danni. Le carote si raccolgono afferrando la parte aerea in modo uniforme e tirando delicatamente senza strattoni la radice dal terreno.

Come si conserva

Dopo la raccolta le carote vanno ripulite da eventuali tracce di terra e riposte a strati in un luogo asciutto e fresco. Possono essere conservate in frigo nel reparto della frutta per qualche mese.

Le concimazioni

Fornire alle piante di carota un buon apporto di letame o composto organico può assicurare una crescita ottimale e un buon raccolto. In genere vengono somministrati 3-4 Kg di letame maturo ogni metro quadro di coltivazione nel momento della preparazione del terreno. È importante che il concime sia ben decomposto poiché la fermentazione può portare a marciumi delle radici.

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