Coltivazione Carciofo

Il carciofo è una pianta molto conosciuta e apprezzata nel nostro paese. Si adatta a climi caldi e asciutti e vegeta particolarmente bene al centro e al Sud Italia. In realtà questa pianta ha vere e proprie origini mediterranee, ed è coltivata da moltissimo tempo.

Descriviamo dall’inizio la coltivazione del carciofo e tutti gli aspetti ad essa collegati.

Preparare il terreno

Il terreno per la semina del carciofo può essere di vario tipo anche se questa pianta vegeta molto bene in terreni con pH di 6,5. Il substrato più adatto è siliceo, calcareo e argilloso, di medio impasto e con un buon drenaggio. Tuttavia la pianta si adatta abbastanza bene a molte tipologie di terreno.

Prima della piantumazione del carciofo è necessaria una profonda lavorazione del terreno a circa 40-50cm dalla superficie. Questo intervento viene fatto nel periodo autunnale e una volta soltanto poiché il carciofo è una pianta perenne e dovrà essere collocata in una zona dove potrà vegetare per diversi anni. Per effettuare questo tipo di lavorazione è bene usare una motozappa poiché molto laboriosa è difficile da realizzare a mano.
In questo momento è possibile incorporare al terreno se fosse necessario del letame ben maturo o del composto organico.

Nel periodo di fine primavera appena prima dell’impianto si effettua nuovamente una lavorazione, questa volta di media profondità circa 20-30cm eliminando così eventuali erbe infestanti e sminuzzando ulteriormente il terreno.

Per praticità nelle coltivazioni medie ed estese si realizza un aratura profonda nel periodo autunnale con spargimento di letame se necessario, poi nel periodo di fine inverno si effettua una fresatura abbastanza profonda e l’ultima lavorazione di sminuzzamento del terreno viene fatta dopo la metà di giugno, qualche settimana prima dell’impianto.

Come si semina

Terminate le lavorazioni al terreno si può procedere alla semina. La piantumazione del carciofo viene fatta in estate oppure nel periodo autunnale in quest’ultimo caso le due lavorazioni vanno effettuate a fine inverno e fine estate.
Per la semina vengono utilizzati i cosiddetti “carducci” ovvero polloni di pianta che crescono alla base di piante madri. Se si è già in possesso di piante cresciute vengono selezionati i carducci che hanno una dimensione di circa 20-30cm e che posseggono come minimo 5 foglie.

Per piantare i carciofi si possono utilizzare anche gli “ovuli” ovvero le gemme che provengono dai rizomi e che possono essere coltivati allo stesso modo dei carducci. Gli ovuli vengono prelevati dalle piante nel periodo estivo, in questa fase infatti le piante di carciofo sono in riposo vegetativo.

Entrambi questi metodi prevedono la collocazione delle piante distanziate di circa un metro tra le file e 80cm circa tra le singole piante. In realtà alcune varietà a crescita più ampia necessitano di maggiore distanza sia tra le file che tra le piante, sarà necessario quindi chiedere al proprio vivaio di fiducia le dimensioni finali raggiunte dalla cultivar scelta. Nella coltivazione di alcune varietà si può arrivare a distanziare le piante anche di 130cm tra le file e 120cm tra le piante.
In grosse coltivazioni invece si preferisce aumentare la distanza tra le file di due metri e ridurre quella tra le piante a circa 70-80cm.

Per la coltivazione degli ovuli si effettuano delle buche profonde circa 5cm di profondità, si collocano 2-3 ovuli avendo cura di sistemarli con “l’occhio” ovvero la punta della gemma rivolta verso l’alto.

Per coltivare i carciofi per la prima volta si possono richiedere gli ovuli o i carducci direttamente in vivaio, in alternativa è possibile prelevarli se si hanno già a disposizione delle piante.
I carducci si possono prelevare dalle piante che hanno almeno due anni di età e fino a 4 anni, infatti queste piante sono quelle da cui è possibile ricavare i migliori germogli per produrre altri individui.
Questa procedura va messa in atto anche se non si necessita di nuove piante poiché la produzione di nuovi germogli e nuova vegetazione sottrae prezioso nutrimento alle infiorescenze (capolini).
Si prelevano dopo la ripresa vegetativa in primavera quando mostrano la quinta foglia e hanno circa 20-30cm di altezza. Per la raccolta munirsi di una forbice da giardinaggio o di un coltello ben affilato, scoprire fino alla base della radice il pollone (carduccio) e reciderlo dal resto della pianta madre.

Gli ovuli possono essere divisi dalla pianta madre da luglio e per tutto il mese di agosto, vengono coltivati in genere prima in piccoli contenitori con sabbia che verranno innaffiati regolarmente per qualche giorno fino a che non saranno germogliati. Successivamente verranno coltivati direttamente a dimora.

Tra gli interventi colturali più importanti oltre alla già accennata rimozione dei carducci c’è il diserbo delle erbe infestanti.
Dopo un mese dalla coltivazione delle piante si effettua un primo intervento di rincalzatura, gli altri interventi colturali prevedono la somministrazione di letame che approfondiremo tra poco.

La carciofaia necessita anche di un ulteriore apporto idrico nel caso di estreme siccità o di terreni troppo asciutti. Questa pratica tuttavia eccetto che ai primi stadi di sviluppo delle piante è poco praticata poiché la scelta di un terreno ottimale è più che sufficiente per lo sviluppo delle piante.

Come si raccoglie

I capolini del carciofo possono essere raccolti in modo scalare a partire dal mese di ottobre. Le coltivazioni tardive possono produrre capolini fino al mese di giugno. La raccolta prevede il taglio del capolino con una porzione di gambo di lunghezza minima di 20cm, è possibile prelevare anche qualche foglia al fine di fornire al capolino una maggiore durata, fusti e foglie infatti possono fare da riserva di nutrienti per il capolino che potrà continuare a maturare.

Come si conserva

Il carciofo viene generalmente consumato fresco. Esistono però svariate lavorazioni industriali che vedono il carciofo conservato con diverse metodologie: sottolio, sottaceto, al naturale ecc.
Nelle produzioni casalinghe tuttavia, i carciofi non essendo in gran numero vengono consumati freschi, appena raccolti possono essere tenuti in un luogo fresco a circa 15 gradi per qualche giorno, in alternativa possono essere lasciti in freezer nel reparto della frutta e conservati per circa 10 giorni.
I carciofi vengono anche surgelati, in questo modo possono essere conservati per diversi mesi.

Le concimazioni

Per le concimazioni è bene usare 5 o 6 Kg di letame ben decomposto per ogni metro quadrato di coltivazione da fornire nel periodo autunnale. Il carciofo necessita di elevate quantità di nutrienti per migliorare la resa dei capolini che in sostanza sono delle infiorescenze non ancora mature.
Nelle coltivazioni di media e grossa estensione si usano tecniche diverse per la concimazione: nel periodo primaverile vengono somministrati fertilizzanti a base di potassio e fosforo in parti uguali, più una dose ridotta di fertilizzante azotato, successivamente viene somministrato del fertilizzante azotato (somministrazione in copertura) in due intervalli durante la crescita della vegetazione e qualche settimana prima della raccolta.

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