Coltivazione Anguria

L’anguria chiamata dai più cocomero è un ortaggio molto simile alla zucca o allo zucchino, infatti deriva dalla stessa famiglia, quella delle cucurbitacee. La coltivazione è molto diffusa al sud e nel centro Italia dove riesce a svilupparsi al meglio grazie al clima più caldo, per la sua completa maturazione infatti necessita di lunghi periodi di insolazione diretta.

In questa guida descriveremo la coltivazione dell’anguria in tutte le sue fasi e analizzando in particolare gli accorgimenti colturali e come riconoscere l’anguria matura.

Preparare il terreno

La semina dell’anguria si effettua in un terreno ben drenato, per la crescita ottimale il terreno dovrebbe avere un pH compreso tra 5,5 e 6,5 deve essere sciolto e ben drenato, sono ideali quei terreni ricchi di sostanza organica che contengono non solo i macronutrienti principali ma anche i micronutrienti che possono regalare ai frutti un sapore e caratteristiche di prima scelta.

Ora che sappiamo qual’è il terreno ideale per la semina passiamo alle lavorazioni essenziali che la precedono. Per permettere alle radici di estendersi e assorbire l’umidità di cui necessitano i frutti per svilupparsi al massimo c’è bisogno di una lavorazione del terreno di almeno 40 cm di profondità da effettuare all’inizio dell’autunno o a fine estate. Ovviamente una lavorazione a mano di questa grandezza richiede uno sforzo molto grande e per questo motivo si impiegano zappatrici (o motozappe). L’anguria deve essere coltivata esclusivamente in terra, l’estensione del fogliame e la successiva grandezza dei frutti non può permettere la semina in cassoni o vasi.

Il terreno così lavorato subirà varie trasformazioni durante il periodo invernale che permetteranno l’attivazione dei microorganismi. Infine nel periodo di febbraio-marzo si effettuerà di nuovo una zappatura profonda che sarà l’ultima prima della semina.

Come si semina

La piantumazione dell’anguria si effettua in postarelle profonde circa 3-4cm. Per effettuare i buchi si può utilizzare un piantatoio o anche una zappa di piccole dimensioni, si collocano circa 3-4 semi per ogni buchetta e si ricopre con un sottile strato di terra.

Le distanze da rispettare tra le piante dipendono dalla varietà di anguria scelta ma in linea di massima si va dai da 100-150 cm tra le buche e 1,5-2,5 metri tra le file, come già accennato le dimensioni della pianta si estenderanno molto in lunghezza e larghezza poiché per sviluppare frutti di grandi dimensioni c’è bisogno di molta luce che soltanto grandi e numerose foglie possono catturare.
Seminando in questo modo il cocomero sarà necessario successivamente quando le piante avranno raggiunto un altezza prima di 10 cm poi di 15 effettuare un diradamento (taglio alla base) al fine di lasciare soltanto una pianta per buca, la più forte e in salute.

La semina si può effettuare anche in anticipo nel mese di febbraio in contenitori di polistirolo ma soltanto se si ha a disposizione una piccola serra o un sistema di riscaldamento che permetta di aumentare la temperatura. In questo caso è possibile utilizzare i classici contenitori bianchi che si trovano dai vivai e con un composto generico della semina riempire i buchi fino ad almeno 2-3 della loro dimensione, collocare 1-2 semi per buca e ricoprire fino all’orlo di terra. In media ci vorranno circa 10-12 giorni per la germinazione delle sementi. Se necessario sfoltire quando le piantine avranno raggiunto almeno 5cm di altezza.

Piantare l’anguria in piena terra è possibile già nei mesi di marzo e aprile a seconda della temperatura esterna che non deve essere troppo fredda. In questo stesso periodo si può iniziare a trapiantare direttamente a dimora in piena terra quelle piantine che sono cresciute in serra o cassone.

È possibile coltivare l’anguria anche più tardi e quindi nel periodo di fine aprile inizio maggio, ma questo solamente nel sud Italia specialmente in quelle zone particolarmente miti e dove le alte temperature permangono a lungo.

Tra gli accorgimenti colturali che si possono attuare per agevolare lo sviluppo delle piante e dei frutti c’è la pacciamatura: questo intervento fatto alla base delle piante, utilizzando materiale organico decomposto, con fogliame, torba o paglia può agevolare di molto il mantenimento dell’umidità sopra l’apparato radicale, evita così l’eccessiva traspirazione di acqua. Inoltre se la semina è fatta direttamente in pieno campo si deve tenere d’occhio lo sviluppo delle piante infestanti al fine di evitare il soffocamento delle giovani piantine.
In genere una pianta di anguria in piena terra può produrre circa quattro frutti di medie-grosse dimensioni. Per permettere maggiore produzione o assicurare la crescita massima dei frutti è opportuno cimare il getto principale dopo la quarta foglia. Questo intervento permetterà la produzione di più fiori femminili.

Come si raccoglie

Per raccogliere l’anguria il periodo ideale va dalla metà di luglio fino alla fine del mese di agosto, per le semine tardive (quelle effettuate a fine aprile-maggio) la raccolta si può effettuare fino alla fine di settembre.

Se si è scelto di seminare sotto serra o in ambiente riscaldato, si avranno delle piante già sviluppate e con un mese di anticipo rispetto alla coltivazione diretta in terra. In questo caso la raccolta dell’anguria si può effettuare già dalla fine di giugno e per tutto il mese di luglio.

In genere la maturazione avviene a seconda del clima entro 115-125 giorni dalla semina, per il riconoscimento dei frutti maturi si possono osservare alcuni aspetti indice di maturazione: il viticcio secco, il suono sordo dopo un colpo di nocche e lo scricchiolio della polpa alla pressione. Bisogna invece ricordare che il colore della buccia non è assolutamente indice di maturazione, alcune varietà infatti mantengono una colorazione chiara, altre invece manifestano subito una colorazione verde scura.

Come si conserva

L’anguria o cocomero viene sempre consumato fresco, è possibile conservarlo per brevi periodi (10-15 giorni) a temperature di 7-10 gradi. È il capostipite dei frutti estivi e viene consumato dopo la raccolta, meglio se tenuto in un luogo fresco a circa 15-16 gradi prima di affettarlo e servirlo.

Le concimazioni

Come già descritto per le caratteristiche che il terreno ideale dovrebbe avere, l’anguria necessita di una buona quantità di sostanza organica. È opportuno nella prima lavorazione del terreno che si effettua alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno, fornire circa 3-4 Kg di letame maturo o semi-maturo per ogni metro quadro di coltivazione.
Durante il periodo invernale gli agenti atmosferici e l’inizio della decomposizione permetteranno il rilascio dei preziosi nutrienti al terreno.

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