Coltivazione Aglio

L’aglio è un ortaggio molto conosciuto, impiegato in cucina e in generale come spezia. Si presenta come un bulbo in genere di colore bianco, è questa la parte che viene consumata e da cui è possibile riprodurre nuove piante. La temperatura ottimale di crescita è compresa tra i 18 e i 20 gradi, necessita di una temperatura minima di 15 gradi per produrre nuovi bulbi.

In questo articolo guida analizziamo la coltivazione dell’aglio in tutte le sue fasi partendo dalla semina alla conservazione del prodotto finale.

Preparare il terreno

Prima di effettuare la semina dell’aglio è bene capire quale tipo di terreno è il più adatto e come va lavorato. La pianta è di per se molto rustica e si adatta bene a molte tipologie di terreno, tuttavia è necessaria una caratteristica essenziale: il buon drenaggio.
In realtà non è proprio così semplice scegliere un terreno adatto specialmente se non si dispone di un classico terriccio a medio impasto fertile. Riassumendo si può dire che il terreno dovrebbe essere ben drenato, lavorato in profondità, sciolto e abbastanza ricco di sostanza organica, composto da tutti i micronutrienti e i macronutrienti in quantità eque, il terreno dovrebbe avere inoltre un pH compreso tra 8 e 8,5.

Il terreno per la piantumazione dell’aglio deve essere lavorato nel periodo estivo, viene effettuata una zappatura a mano o con l’ausilio di una motozappa per circa 10-30cm di profondità a seconda della compattezza del terreno. Prima della semina viene effettuata un ulteriore lavorazione nel mese di ottobre o novembre sminuzzando ulteriormente il terreno ed eliminando le eventuali erbacce.

Come si semina

Innanzi tutto per piantare l’aglio è necessario conoscere il periodo esatto della semina. Per l’aglio bianco la semina può iniziare da gennaio fino a marzo, l’aglio rosa invece si pianta nei mesi di ottobre e novembre.
In genere per chi preferisce seguire i cicli lunari la regola è che l’aglio va piantato il quarto o il quinto giorno prima della luna piena. Una regola importante da tenere presente è che l’aglio deve poter germogliare prima dell’inizio delle gelate, quindi per le varietà che si seminano in ottobre- novembre e in quei luoghi dove le gelate iniziano presto, bisogna tenere in considerazione che una semina anticipata (non troppo) può favorire la resa finale. In alternativa è preferibile la semina primaverile.

Appurato il momento migliore per la semina ci si procura la sementa, per l’aglio si utilizzano semplicemente gli spicchi chiamati anche bulbilli. Si scelgono quelli più esterni, quelli sani e più grossi non sfogliati (la lamina sottile multistrato che ricopre lo spicchio serve da protezione).
È importante dire che per avere una sicura germinazione di nuove piante i bulbilli o gli interi bulbi di aglio dovranno essere conservati a temperature intorno ai 10-12 gradi per almeno due mesi, questo assicura un arresto della crescita del bulbillo che sarà pronto poi per la semina.

La semina dell’aglio si effettua in filari distanziati di almeno 40cm, le piante dovranno essere distanziate tra loro di 12cm questo assicura la massima produzione e sviluppo dei bulbi senza eccessivo affollamento. Diversamente una coltivazione più fitta porta ad una maggiore produzione di bulbi ma al contempo anche a una minore dimensione.

La piantumazione si effettua in piccole postarelle di profondità di circa 5-7cm le quali si possono realizzare agevolmente con un piantatoio (cavicchio o foraterra), si colloca il bulbillo preferibilmente in posizione verticale con l’apice (la parte più stretta e appuntita) verso l’alto.
Si ricopre successivamente con del terriccio senza pressare o creare cumuli. In terreni pianeggianti e dove c’è il pericolo di ristagni idrici è possibile creare dei piccoli promontori per permettere all’acqua di defluire e non ristagnare, tuttavia questa pratica non è da preferire, piuttosto in questi casi è opportuno realizzare dei canali lungo il perimetro dell’orto per favorire lo sgrondo delle acque.

I lavori successivi all’impianto dal mese di marzo a maggio prevedono la sarchiatura che può essere effettuata a mano o a macchina, in questo caso è opportuno lasciare più spazio tra i filari per permettere il passaggio della motozappa la quale agevolerà il lavoro in coltivazioni estese.

Tra gli altri interventi colturali è opportuno eliminare lo scapo fiorale non appena raggiunge l’altezza di circa 10cm, questo andrà a favore della dimensione dei bulbi.

Come si raccoglie

La raccolta dell’aglio è relativamente semplice: non appena le foglie risultano ingiallite e secche la pianta sarà pronta per la raccolta. Le foglie infatti permettono l’accrescimento del bulbo e non appena seccano smettono di svolgere la loro funzione. Scegliere un giorno non piovoso e nel caso di precipitazioni aspettare che il terreno asciughi almeno in superficie.
Se il terreno non è troppo compatto è possibile raccogliere l’aglio afferrandolo alla base (colletto) e estirparlo, in alternativa nel caso il terreno fosse compatto è opportuno utilizzare una vanga che inserita a distanza di 20 cm dalla pianta permetterà di fare leva sul terreno agevolando l’operazione.
Una volta raccolto è possibile stendere al sole le piante per far evaporare l’umidità residua.
Successivamente si passa alla conservazione o al consumo fresco.

Come si conserva

La conservazione dell’aglio viene effettuata lasciando le piante essiccare per qualche giorno al sole. Dopo la raccolta è possibile ripulire dai residui di terra i bulbi i quali andranno riposti in un locale asciutto e ben ventilato a temperatura di circa 5-10 gradi. È tradizione locale di molte regioni realizzare le trecce di aglio, questa operazione non è indispensabile anche perché richiede una certa manualità, in ogni caso i bulbi possono essere conservati anche legati in gruppi e appesi.

È importante fin da subito allontanare i bulbi che presentano evidenti danni, potrebbero formarsi delle pericolose muffe che potrebbero compromettere anche quelli sani. I bulbi così tenuti possono essere usati per la semina dell’anno successivo e consumati a seconda delle necessità per tutto l’anno. Se si ha cura di tenere i bulbilli o gli interi bulbi in un ambiente ottimale di conservazione essi possono essere tenuti anche per 2-3 anni prima della semina.

Un ultima nota per la conservazione dei bulbi destinati alla futura semina: è bene evitare di scegliere per la semina piante con fiore, piantare bulbi provenienti da queste piante porterà una produzione continua di fiori nelle nuove generazioni.

Le concimazioni

La concimazione dell’aglio viene effettuata necessariamente molto prima della semina e in ogni caso il letame deve essere sempre ben maturo (decomposto) prima della piantumazione. Coltivare l’aglio in un terreno a cui è stato da poco aggiunto letame fresco può portare i bulbi a marciumi e decomposizioni che compromettono il raccolto. Le concimazioni vanno effettuate in estate oppure l’anno precedente alla semina. Si utilizzano in genere circa 3-4 Kg di letame ogni metro quadrato di coltivazione.

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