Piantare in Serra

La coltivazione delle piante in serra è un operazione non sempre diffusa tra i coltivatori amatoriali, spesso infatti è limitata alle grandi aziende che hanno a disposizione impianti attrezzati e sempre efficienti. Nonostante ciò sia vero è importante portare alla luce un altro fatto: realizzare una piccola serra non è un’impresa grandiosa e facendo le giuste scelte si possono ottenere fin da subito grandi risultati nella coltivazione.

In questa guida vogliamo mostrarvi quali sono gli aspetti principali per piantare in serra, sia che si voglia coltivare piante ornamentali che piante orticole. Vediamo allora quali sono questi punti principali e come prepararsi al meglio per affrontarli.

Collocare la serra

Chi possiede un terreno unicamente dedicato all’orto avrà sicuramente meno difficoltà nel scegliere il posto giusto per la serra, meno facile invece sarà la scelta di collocare una serra in giardino in quanto oltre ad avere gli spazi già ben prestabiliti ci può essere anche un problema estetico da affrontare.

Tuttavia per non commettere errori è bene prevedere fin da subito un piano di costruzione che prenda in considerazione tutte le variabili in gioco e assicuri un buon collocamento dell’impianto.

Non ci sono differenze di posizione per quanto riguarda le diverse piante, sarà invece importante gestire bene il clima interno e l’umidità per non compromettere la salute di alcune particolari specie.

Piantare in serra riscaldata o fredda

L’impianto di riscaldamento per la serra sarà indispensabile per le piante che necessitano una temperatura calda per la vegetazione. Diversamente se si vuole principalmente coltivare specie rustiche come le piante alpine e quelle semi-rustiche non è necessario possedere un impianto dedicato ma basterà soltanto il rivestimento esterno in plastica o vetro della serra.

Questo aspetto è molto importante e va tenuto presente in fase di progettazione dell’impianto. Se lo spazio a disposizione non dovesse essere abbastanza oppure il budget a disposizione è limitato si possono preferire anche i tunnel che hanno un costo di realizzazione molto ridotto.

Le condizioni di crescita

Come ben sappiamo le condizioni di crescita per le piante sono i punti fondamentali che ne determinano lo stato di salute generale e la produzione di raccolto.

In un ambiente protetto quale è quello della serra siamo noi a dover gestire i numerosi aspetti controllando l’umidità del terreno e dell’aria, la temperatura nelle varie ore del giorno e durante la notte. Per fare questo è importante avere alcuni strumenti a disposizione o in mancanza di essi gestire le varie operazioni osservando attentamente la reazione e lo stato di salute delle piante.

Vediamo alcuni aspetti importanti da tenere sotto controllo quando si decide di piantare in serra sia se si parte da seme che se si decide di coltivare delle piante già sviluppate.

Misurare l’umidità in serra

Per misurare l’umidità all’interno della serra saranno d’aiuto gli igrometri
o i normali termometri digitali
che si possono trovare nei garden center.

Ma come si presenta l’umidità in un ambiente chiuso come quello della serra? Il suo livello prima di tutto dipende dalla temperatura dell’aria, tendenzialmente nell’aria fredda tende ad esserci meno umidità rispetto all’aria calda.

Per tenere sotto controllo questo parametro spesso ci si riferisce all’umidità relativa che è una misura della quantità di vapore acqueo che è presente nell’aria. Questo valore è relativo al punto di massima umidità presente ad una data temperatura.

I parametri ideali dipendono da pianta a pianta ma in genere per le piante da orto si può dire senza problemi che un’umidità relativa tra il 40-50% è più che buona.

L’irrigazione

Diversi sono i metodi di irrigazioni esterni, per le serre ne esistono altrettanti ma per scegliere quello giusto è necessario tenere presente sia la struttura della serra stessa che la tipologia di pianta coltivata.

 

Irrigatore di sperficie

 

I metodi più diffusi di irrigazione in serra sono:

  • Subirrigazione
  • Irrigazione a goccia
  • Irrigazione dall’alto o irrigazione aerea

Subirrigazione

Questo sistema prevede che le piante ricevano il giusto quantitativo d’acqua dal basso e non dall’alto come avviene in natura o negli altri tipi di irrigazione. Questo metodo fa affidamento sull’azione capillare dell’acqua che dal basso risale nel terreno fino alle radici delle piante.

In genere questo metodo prevede l’utilizzo dei comuni contenitori o vasi che vanno adagiati su una superficie di sabbia spessa 2-3 cm che verrà tenuta sempre umida. Per adagiare la sabbia e mantenerla umida si utilizzano i bancali o i cassoni.

Irrigazione a goccia

Questo metodo che è molto diffuso all’esterno è impiegato anche in serre e tunnel. Il metodo dell’irrigazione a goccia permette di risparmiare molta acqua e di gestire al meglio le irrigazioni programmandole a seconda dell’effettiva necessità della pianta.

Tra i diversi sistemi probabilmente questo è quello che necessita di manutenzione maggiore in quanto non tanto i tubi ma gli ugelli tendono ad otturarsi dopo un certo periodo di tempo.

Irrigazione aerea

L’irrigazione aerea prevede l’utilizzo di un impianto esterno collegato possibilmente alla rete idrica oppure ad un sistema con pompa che prelevi l’acqua da un pozzo o canale vicino.

Il sistema è composto da vari ugelli che provvederanno all’aspersione dell’acqua a distanze variabili a seconda della pressione nei tubi e al tipo di ugello. Questo sistema è molto impiegato nelle serre industriali.

Gestire l’illuminazione

Quando si desidera coltivare piante fuori stagione o anticipandone i tempi è necessario anche fornire una diversa illuminazione alle stesse al fine di poterne permettere lo sviluppo.

Per mettere in pratica un sistema di illuminazione artificiale si dovrà conoscere bene la coltura e calcolare in modo preciso il volume della serra e gli spazi a disposizione.

Oltre alle lampade per l’illuminazione risultano utili elementi come i riflettori capaci di ampliare la superficie di illuminazione senza l’utilizzo di ulteriori lampade.

Per gestire correttamente l’illuminazione oltre ai tempi di esposizione è buona norma conoscere anche l’intensità della stessa nelle varie fasi di sviluppo della pianta. Diviene quindi necessario fornirsi di strumenti quali i rilevatori di luce che indicheranno con precisione le attuali condizioni di illuminazione.

Contenitori o cassoni

Nei tunnel questo problema in genere non si pone in quanto le piante sono direttamente coltivate nel terreno e non c’è la possibilità di movimentarle.

In serra la situazione e diversa ma in genere quasi sempre si hanno due scelte: i bancali e i vasi. Nei bancali si possono coltivare anche diverse specie di piante provvedendo ad isolare i vari substrati a livello di cotnatto. Alcuni bancali sono mobili permettono cioè il loro spostamento, la loro conformazione è un po’ diversa e non prevedono di ospitare direttamente il terreno, su di essi invece si possono collocare diversi vasi o contenitori di vario tipo.

Per l’utilizzo di vasi invece è previsto che la serra abbia a disposizione almeno qualche mensola e alcuni banconi disposti centralmente nella struttura in modo da permettere il passaggio lungo tutta la superficie dei bordi.

I vasi che si possono utilizzare in serra sono gli stessi che vengono utilizzati all’esterno, si preferiranno però quelli con dimensioni compatibili con lo spazio a disposizione evitando i vasi grossi e rotondi a meno che non ospitino piante in attesa della messa a dimora nelle stagioni successive.

Tipo di contenitore adatto per la coltivazione in serra
Tipo di contenitore adatto per la coltivazione in serra

Sia i vasi che i banconi possono essere serviti dai vari metodi di irrigazioni illustrati in precedenza. Per i metodi di illuminazioni invece in genere si preferiscono i cassoni in quanto si può controllare più facilmente e gestire al meglio il fascio luminoso rispetto ai singoli vasi indipendenti.

Tecniche di riproduzione e controllo della crescita

Come per le piante dell’orto e quelle da giardino anche le piante da serra possono subire vari metodi di riproduzione e di controllo della crescita come il prolungamento della fase vegetativa o quello della fioritura.

La forzatura

La forzatura è una pratica molto diffusa in agricoltura, l’impiego della serra permette di controllare i parametri importanti come la temperatura, l’umidità e l’esposizione luminosa.

Tra i parametri che è possibile controllare per praticare la forzatura in serra ci sono:

  • Umidità
  • Temperatura
  • Radiazione luminosa
  • Anidride carbonica

Programmare la produzione

Per produzione programmata si intende quell’attività che consente di prevedere i tempi di raccolta del prodotto finale. In modo molto simile alla forzatura si variano i parametri che consentono lo sviluppo delle piante, si ottiene cosi una variazione dello sviluppo della pianta che può essere in anticipo o in ritardo rispetto ai tempi naturali.

La programmazione della produzione è un aspetto delicato e che va studiato attentamente. Spesso nelle serre fredde infatti seppure si prevede un anticipo nel raccolto finale si può avere l’esatto opposto con un allungamento dei tempi di maturazione del raccolto.

Alcuni aspetti che possono essere manipolati per ritardare o anticipare la produzione di fiori e/o frutti sono:

  • Conservazione degli organi di riproduzione
  • Epoca di impianto degli organi di riproduzione e/o delle piante
  • Diminuzione o aumento del fotoperiodo

I substrati di coltivazione

Per piantare in serra oltre una buona dotazione di contenitori e cassoni è necessario scegliere con cura il substrato di coltivazione in funzione delle piante che si vogliono coltivare. In linea generale data la variabilità delle molteplici piante che è possibile coltivare in serra non è possibile indicare un tipo di substrato ideale.

 

Possiamo però indicare alcuni aspetti importanti che bisogna tenere a mente nella scelta del substrato, questi sono:

  1. Struttura porosa che resista nel tempo. Quando si tratta di coltivazioni in vaso o in contenitori e quando si ha a che fare con piante dall’elevato bisogno idrico è importante scegliere un substrato porosa che abbia una struttura idonea a trattenere una certa quantità di acqua. Altresì è importante che questa struttura duri nel tempo e che possa mantenersi integra per tutto o per gran parte del ciclo colturale della pianta.
  2. Struttura compatta e adeguata per sostenere l’apparato radicale. Bisogna tenere in considerazione il fatto che alcuni materiali non sono propriamente adatti per costituire da soli un buon substrato. Sarà necessario quindi compensarli con altri materiali più compatti.
  3. pH del terreno neutro o con leggere variazioni. Tuttavia ciò non è sempre vero ad esempio per piante acidofile è necessario un pH di 5-6 o anche meno.
  4. Sterilità del substrato. Un buon substrato deve essere privo di microrganismi dannosi come nematodi, esente inoltre da uova di larve e dalla piccola fauna. Sono invece tollerati i substrati con lombrichi di varie specie i quali utili trasformatori delle sostanze nutritive delle piante.
  5. Potere tampone, un buon substrato deve poter mantenere i livelli di pH costanti nel tempo evitando squilibri che possano danneggiare la salute della pianta.
  6. Potere isolante termico. Un buon substrato equilibrato è anche ben isolato e permette alle radici uno scambio di calore uniforme e lento.
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