Il concime organico, come produrlo da se

Il compost organico chiamato anche concime organico o più semplicemente concime è molto usato grazie ai benefici che le le piante ne possono trarre e al gran numero di sostanze che apporta al terreno.
Vedremo in questa guida come produrre il composto organico da se, senza la necessità di acquistarlo e con un investimento mino o addirittura assente in termini di spesa, ottenendo così grossi vantaggi per le piante!

Prima di tutto cerchiamo di capire insieme cos’è il concime organico. Si tratta essenzialmente di un composto (ecco perché prende anche il nome di compost) formato da vari elementi che hanno tutti qualcosa in comune ovvero il fatto che prima di andare a formare il compost erano organismi vivi. Questo aspetto è molto importante poiché c’è una grossa differenza tra sostanza organica e inorganica, questi materiali appunto organici possono essere cibo di batteri, funghi e di altri microorganismi che digerendole vanno a produrre quello che usiamo come fertilizante, ovvero il concime organico.
Come si presenta questo concime? Dipende, a seconda dell’origine da cui deriva, in genere però è di colore scuro, è molto simile ad un terriccio a tutti gli effetti, simile a quello che acquistiamo in vivaio per le piante da vaso, ha un odore particolare, che ricorda quello che hanno le foglie secche e lo strato superficiale del terreno del sottobosco.
È poroso, significa che è poco compatto e tra le particelle che lo compongono c’è dell’aria, naturalmente è ricco di nutrienti per questo motivo viene usato per apportare quel surplus di sostanze necessarie alle piante.

Quali sono i vantaggi del suo utilizzo?

Tra quelli principali c’è l’apporto di sostanze nutritive alle piante. A seconda del tipo di composto che andiamo a formare o meglio delle sostanze che usiamo in maniera maggiore per realizzarlo il concime avrà una composizione molto variabile. Nonostante questo si può paragonare senza dubbio al fertilizzante di origine animale ovvero il letame, addirittura può in alcuni casi essere migliore.
I vantaggi del suo utilizzo stanno nel fatto che non bisogna avere a disposizione animali per produrlo, è possibile infatti usare moltissimi elementi per realizzarlo molti dei quali sono presenti negli orti e nei giardini e anche in casa.

Possiamo inoltre controllarne la composizione o quantomeno sapere cosa andiamo a mettere dentro e fare una stima di quello che ne verrà fuori. Per fare un esempio più chiaro possiamo usare una percentuale maggiore di cenere di legna, si otterrà quindi un composto con una maggiore quantità di potassio. Diversamente un concime di origine animale è molto spesso formato da valori quasi standard nel senso che sono quasi sempre prevedibili e non facilmente modificabili.

L’uso del concime organico inoltre non altera in modo significativo la struttura del terreno, anzi nella maggior parte dei casi la migliora. Diversamente dai concimi chimici può rilasciare le sostanze in modo graduale senza il pericolo di eccessive somministrazioni di elementi.

Compostiera realizzata manualmente
Compostiera realizzata manualmente con assi di legno.

Cosa posso utilizzare per farlo?

È possibile impiegare un gran numero di materiali (o meglio vegetali) per realizzare il compost, tuttavia per la grande varietà di elementi che è possibile usare elencheremo soltanto quelli che si trovano con più facilità in un orto, un giardino e in casa.
Si possono usare scarti di cucina come:

  • Fondi di caffé
  • Bucce di frutti
  • Frutti marci
  • Fazzoletti in pura cellulosa senza inchiostri o colorazioni, sporchi di olio alimentare o umidi
  • Gusci di uova
  • Gusci di frutti come noci
  • Semi di vegetali cotti
  • Semi di vegetali interi come quelli delle pesche o susine

Le lavorazioni del giardino come potature e altri interventi di manutenzione sono una fonte eccezionale per la realizzazione del compost. Quelli più usati sono:

  • Cenere di legna (pulita ed esente da corpi estranei come ferro, plastiche ecc…)
  • Rami secchi
  • Segatura
  • Erba tagliata
  • Residui di potatura
  • Foglie secche
  • Scarti dell’orto come gusci o baccelli secchi
  • Piante dell’orto che hanno concluso il loro ciclo vitale
  • Fiori secchi e ogni altro vegetale del giardino

Sicuramente ci sono altri materiali che è possibile impiegare, tuttavia bisogna ricordare che a seconda delle quantità e della composizione di ogni singolo elemento si potrà avere un compost con concentrazioni di NPK (azoto fosforo e potassio) e microelementi diversa.

Una regola importante è quella di non usare materiale non degradabile, escludere tassativamente materiali plastici come buste e incarti, gomme, metalli e tutto quello che in pratica non rientra nell’umido per la raccolta differenziata. Ovviamente sono da evitare anche la carta di imballo e confezionamento e oggetti come pannolini ecc… che anche se degradabili non vanno utilizzati per il compost. Da non aggiungere al compost ci sono anche residui di carne e ossa, e animali morti se non altro per un fatto di igiene e di normative vigenti.

Come si realizza il compost?

Arriviamo al quesito più importante: come si fa’ il compost. Ora che sappiamo cosa utilizzare è bene capire quello che ci serve e dove andrà realizzata la compostiera (la “casa del compost”).

È possibile trovare in commercio molti tipi di compostiera che si differenziano per dimensioni e praticità d’uso, al riguardo è possibile consultare alla fine di questa guida dei prodotti che potrebbero fare al caso tuo, un elenco di compostiere tra quelle più vendute.

Avere quindi una compostiera è indispensabile oltre che essere un pratico contenitore può tenere lontano l’odore della decomposizione dei materiali del compost specialmente se si è soliti fare scarti di cucina e frutta, inoltre posizionata in un angolo del giardino o dell’orto diventa un vero e proprio complemento d’arredo. Nella compostiera andrà aggiunto inizialmente una quantità di terreno inerte, terriccio organico o anche terreno del proprio orto/giardino, successivamente è possibile iniziare ad aggiungere tutte quelle sostanze elencate prima avendo cura di inserirle in maniera equilibrata soprattutto se non si conosce a fondo la composizione del materiale e si vuole ottenere un concime con macroelementi in proporzioni equilibrate.

Ogni tanto il contenuto della compostiera andrà rimescolato, a seconda del modello scelto si dovrà effettuare questa operazione che servirà ad agevolare l’azione dei microrganismi.

Così facendo il compost sarà pronto dopo circa sei mesi. Per utilizzare il compost è necessario estrarlo dalla compostiera, viene prelevato in genere sempre dal fondo in quanto i microrganismi tendono sempre a spostarsi vero l’alto quando non trovano più nutrimento.

Può essere distribuito a seconda delle necessita su una moltitudine di piante, oltre a dare prezioso nutrimento può essere usato come un vero e proprio terriccio, è un componente molto importante, soffice e traspirante aiuta molto la tessitura del terreno. Non esagerare con le quantità, cercare di tenere sempre le proporzioni giuste specialmente se si utilizza per la coltivazione di piante in vaso. A questo proposito può essere utilizzato anche come pacciamatura, l’azione delle piogge e delle innaffiature dilaverà i nutrienti facendoli scorrere fino alle radici, inoltre può essere utile contro l’eccessiva traspirazione e l’inaridimento della superficie evitando le screpolature e le spaccature in terreni predisposti.

Consigli da tenere a mente

Abbiamo visto in linea generale quello va fatto per produrre da se del compost organico, vediamo ora una breve lista di ciò che bisogna tenere a mente quando si realizza del compost.

L’umidità nella compostiera deve essere sempre presente, deve essere equilibrata mai troppo bassa e mai troppo alta, non dovrebbero mai esserci fluidi che fuoriescono, altrimenti i microorganismi potrebbero rallentare la loro attività. Come già accennato periodicamente è necessario rivoltare il materiale senza andare troppo in fondo, agevolando in questo modo la decomposizione.
Importante quindi è posizione della compostiera che dovrebbe essere collocata in un luogo semi ombreggiato per non ricevere troppo sole o troppa pioggia.

Infine c’è la lontananza dall’abitazione, non deve essere necessariamente troppo distante, quel tanto che basta per non sentirne l’odore. La posizione ideale è un posto riparato dai venti e soprattutto dalla pioggia, meglio tenerla sotto una rientranza in modo che non si bagni eccessivamente e il vento non possa diffondere gli odori.

Adv.