Innaffiare le Piante in Vacanza

Puntualmente ogni anno nel periodo estivo ricorre questa domanda, ovvero come innaffiare le piante in vacanza? La risposta non è affatto semplice, c’è chi delega il compito a qualcun altro, ma non tutti hanno la possibilità di farlo e quando si abita distanti dai centri abitati è anche più difficile trovare qualcuno disposto a farlo. Le piante dalla loro non possono rimanere senza acqua specialmente nei torridi mesi estivi.

Questo problema non si pone per piante cactacee particolarmente resistenti a lunghi periodi senza irrigazioni, ma questo è un aspetto chiaro fin da subito a chi acquista o possiede una pianta di questo genere. Conoscere l’esigenza in merito alle annaffiature per ogni specie che si ha in casa è un obbligo, per questo motivo qualunque sistema verrà adottato dovrà essere commisurato alla pianta, inutile dire che specie che necessitano di umidità costante sia del terreno che dell’aria non possono ricevere le stesse cure di altre tipologie di piante.

Quello che voglio illustrarti in questa guida è come fare ad innaffiare le piante in modo automatico, in autonomia senza l’intervento di nessuno. Prima di tutto bisognerà attuare alcuni accorgimenti in base alle posizioni di coltivazione dei vegetali.

Cose da fare prima di partire

Che si tratti di una vacanza di pochi giorni o di settimane fino a 30-40 giorni è bene attuare delle piccole accortezze necessarie affinché le piante non soffrano. Voglio elencarle di seguito cercando di inserire tutti i possibili scenari e situazioni:

irrigazione-pianta

  1. Non lasciare al buio le piante! Chiudere le finestre e oscurare gli ambienti è un abitudine che molti hanno e che conservano anche dopo aver sistemato piante in casa. Questo è un errore grave, le piante necessitano di luce specialmente se sono state adattate ad una certa esposizione per lungo tempo. Lasciare che la luce entri liberamente in casa oppure spostarle in un ambiente che si può lasciare illuminato.
  2. Evitare di collocare le piante in un ambiente non adatto o non corrispondente alle loro esigenze, troppo freddo o troppo caldo, questi sbalzi possono portare diversi problemi.
  3. Fornire alle piante esposte in terrazza o in balcone un ombra maggiore. Per farlo si possono utilizzare diversi stratagemmi, ad esempio si può usare un ombrellone direzionato in modo che ad una certa ora, meglio se nelle ore di punta, fornisca ombra alle piante. Si può cambiare anche la sistemazione dei vasi, ad esempio se si hanno dei piccoli arbusti che è possibile spostarli, si potranno sistemare vicino a specie più basse in modo da fornirgli una buona ombreggiatura.
  4. Evitare stratagemmi come collocare vasi di acqua vicino le piante. Questa soluzione può andar bene per alcune piante, ma altre ne risentirebbero troppo, inoltre eventuali parassiti e fitofagi si potrebbero sviluppare con molta velocità trovando nell’umidità e nella poca areazione il loro ambiente ideale.
  5. Fornire all’ambiente dell’appartamento un ricambio d’aria. Questa soluzione non sempre è attuabile ma se si abita in un appartamento a piani alti si può lasciare una finestra isolata leggermente aperta in modo che il flusso d’aria possa entrare in casa.

Queste soluzioni riguardano un periodo di assenza massimo di un mese, le piante oltre questo periodo dovrebbero ricominciare a ricevere delle cure totali o almeno per quanto riguarda eventuali parassiti o necessità di concimazione.

Assenza prolungata, cure maggiori

Se si ha intenzione di stare via pochi giorni non è necessario preoccuparsi più di tanto, basterà fornire acqua abbondante ma in modo misurato a tutte le piante che potranno avere una riserva e resistere fino al vostro ritorno. Resta comunque la regola di non tenerle al buio ma lasciare che le condizioni di luminosità restino invariate.

Per periodi superiori ai 6-7 giorni sarà necessario usare dei metodi che forniscano acqua in modo continuato e costante. A questo proposito ci sono molte possibili soluzioni, è possibile collocare dei vasi pieni di acqua e far defluire in modo indiretto l’acqua nei vasi oppure affidarsi a sistemi già pronti all’uso.

Andiamo però per ordine, ti mostrerò alcune soluzioni artigianali realizzabili da chiunque e anche alcune soluzioni già pronte che necessitano della sola installazione.

Sistemi di irrigazione

Vediamo come l’acqua può trasferirsi al vaso, ci sono diversi metodi alcuni più semplici altri più complessi che richiedono l’utilizzo di meccanismi:

  • Aspersione fogliare, poco utilizzata se parliamo di piante in appartamento è da evitare assolutamente. Si può però attuare in giardino, in balcone o in terrazzo. Si tratta di sistemi collegati ad un impianto programmato, a tal fine è possibile utilizzare anche diversi programmatori digitali in modo da collegarli e azionarli ad ore prestabilite, una soluzione che personalmente preferisco e consiglio.
  • Irrigazione indiretta tramite l’utilizzo di un sistema che contiene l’acqua (serbatoio) e lo sfruttamento dell’imbibizione (assorbimento d’acqua) di un pezzo di tessuto o altro materiale poroso che farà da tramite tra il serbatoio e il vaso. Questa soluzione prevede anche l’impiego di irrigazioni dal basso, che spiegherò tra poco.
  • Irrigazione indiretta tramite evaporazione, questa soluzione che consiste nel fornire una sorgente di acqua in prossimità della pianta fornisce tramite l’evaporazione del liquido una certa umidità che viene assorbita dal fogliame, non sempre però può andar bene alle piante.
  • Irrigazione a goccia o se preferiamo diretta, questa può essere fatta con strumenti economici oppure tramite dei kit in vendita dal prezzo ormai molto contenuto.

Soluzioni artigianali fai-da-te

Le soluzioni fai-da-te sono perlopiù rivisitazioni dei metodi elencati sopra. Partendo dalla somministrazione indiretta è possibile realizzare un piccolo sistema di irrigazione con pochi materiali: un contenitore per l’acqua e del materiale poroso e assorbente che servirà per fornire l’acqua al vaso.

La costruzione di questo sistema è semplice:

  • Ci si procura un contenitore capace di contenere almeno 3-4 litri di acqua, preferibilmente largo e non troppo alto.
  • Del materiale poroso vanno bene anche dei tessuti non sintetici, bisogna tagliarli e ridurli in lunghe strisce.
  • Basterà infine porre il contenitore pieno di acqua ad un altezza almeno una volta e mezza o poco meno di quella dei vasi (o del vaso più alto).
  • Le strisce di tessuto andranno immerse nel contenitore pieno di acqua e fatte arrivare fino al centro del vaso, lentamente si inzupperanno d’acqua che arriverà fino al vaso. Non ci saranno sgocciolature perché l’acqua verrà assorbita lentamente e altrettanto lentamente ceduta alla superficie del terreno a contatto con il tessuto.

Un altro metodo che è possibile attuare da se è la sub-irrigazione che consiste essenzialmente nello sfruttare la capacità di risalita dell’acqua (capillarità) in questo modo si potranno sfruttare i fori drenanti dei vasi per far penetrare piccole quantità di acqua nel terreno.

Realizzarlo è abbastanza semplice, basterà procurarsi un contenitore abbastanza largo da contenere il numero di vasi che si vuole irrigare. Per assorbire l’acqua si useranno dei tessuti o della sabbia, o anche della torba, verranno sistemati nel contenitore e verrà aggiunta dell’acqua fino a saturare la portata di assorbimento, i vasi poi potranno essere collocati sulla superficie.

È pratica comune quella di considerare di utilizzare bottiglie capovolte a cui vengono praticati dei piccoli fori sul tappo e immerse parzialmente nel terreno. Personalmente ritengo questa soluzione troppo improvvisata, come si regola il flusso di acqua? Come si fa a stabilire quanta acqua e per quanto tempo somministrarla? Bastano questi due quesiti per capire che difficilmente una soluzione del genere può essere applicata, funziona si, ma non è praticabile. Se non si vuole rischiare di vedere le proprie piante deperite, appassite o addirittura avvizzite per assenza di acqua è bene considerare l’utilizzo di sistemi più complessi e più adatti.

Altre soluzioni

Se stai ancora provvedendo a fare le valigie allora trova un attimo di tempo e valuta la possibilità di utilizzare dei sistemi automatizzati o dei prodotti già pronti all’uso. Ce ne sono di diversi, come accennato prima l’irrigazione fogliare con aspersione di acqua direttamente sulle foglie si può praticare all’esterno e anche in terrazza calibrando per bene il raggio di azione dell’innaffiatore.

irrigatore automatico2

Cominciando quindi dall’irrigazione a getto diretto si può considerare l’uso di un irrigatore a spruzzo da collegare direttamente ad un programmatore a batteria, scegliendo questa soluzione è meglio programmare l’irrigazione nelle ore notturne in modo che le piante e l’acqua siano a temperature compatibili, prima del sorgere del sole le piante saranno asciutte e non si verificheranno problemi di scottature o bruciature fogliari.

Se si preferisce fare un lavoro più mirato senza consumare troppa acqua esistono kit irrigazione per terrazzo o balcone che prevedono l’inserimento di singoli elementi in ogni vaso, in questo modo si potrà decidere come e in che quantità innaffiare senza problemi di spreco. Il kit però non prevede il programmatore che dovrà essere acquistato separatamente a seconda delle esigenze.

Per chi non vuole assemblare i pezzi manualmente e preferisce una soluzione che prevede il programmatore e tutto il necessario può valutare la scelta di un sistema completo di irrigazione che comprende tutti i tubicini con i terminali e il programmatore. Questa soluzione inoltre funziona a batteria e non necessita necessariamente di un rubinetto, basta infatti soltanto un grosso secchio o una bacinella da cui la pompa può prelevare l’acqua.

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Per le piante dell’appartamento i sistemi appena elencati possono risultare un po invadenti, per questo motivo è bene considerare altre soluzioni che possono essere usate in casa senza sporcare o bagnare il pavimento.

Una soluzione molto conveniente ed economica se si posseggono poche piante che non vanno comunque lasicate “a secco” è l’impiego di un irrigatore automatico a bottiglia questo sistema è molto pratico: Si possono innestare un numero variabile di bottiglie fino al raggiungimento di una soglia di stabilità (il peso infatti non deve essere eccessivo) le bottiglie riempite di acqua forniranno l’umidità necessaria in modo graduale e costante, utile per quelle piante che necessitano di innaffiature a intervalli regolari. Il flusso non è eccessivo e si adatta bene ad una somministrazione lenta e graduata senza la necessita di corrente elettrica o batterie per la gestione del timer.

Infine c’è una soluzione molto pratica e comoda ovvero l’irrigatore a goccia con serbatoio, funziona a batterie e ha un serbatoio dedicato per l’acqua, è possibile programmarlo e grazie al funzionamento “a goccia” porta un enorme risparmio di acqua. La gestione è veramente automatizzata e può essere utilizzato tranquillamente in casa o in ogni ambiente senza collegarlo al rubinetto e senza bisogno di ulteriori fili sparsi, un ottima soluzione dal costo contenuto.

irrigatore automatico

Conclusioni

Abbiamo analizzato nel dettaglio le soluzioni fai da te e quelle automatiche in modo da fornire una larga possibilità di scelta. Sappiamo bene che le piante non possono essere lasciate senz’acqua e che errori di questo tipo possono portare a seri danni e mandare all’aria tutto il tempo e le cure dedicate alla crescita dei vegetali.

Attuando i consigli dati e provvedendo alla realizzazione di un sistema automatico di irrigazione si potrà andare in vacanza senza pensieri e senza delegare altre persone alla cura delle nostre piante, il tutto sarà completamente indipendente e al nostro ritorno si potrà vedere con soddisfazione la rigogliosa vegetazione continuare a crescere.

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